Paolo, il dj che adesso fa ballare gli angeli

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Favara, la prematura morte di Paolo Varisano, apprezzato dj e animatore di indimenticabili serate, ha sconvolto un intero paese. Il giovane era uno degli organizzatori del carnevale. I suoi genitori hanno chiesto di non annullare la festa e di dedicarla alla memoria del figlio

Paolo VarisanoGià avrà sistemato la consolle su una delle tante nuvole bianche che arredano il Paradiso. Oltre al suo sorriso e alla sua gentilezza si è portato in Cielo un valigione pieno di cd con basi musicali. Paolo Varisano, il giovane universitario di Favara scomparso improvvisamente per una micidiale micro emorragia della cute definita “porpora”, era un apprezzato dj. Appassionato da sempre di musica, terzo figlio di una splendida famiglia di sportivi, (il papà Lillo docente d’educazione motoria e tra i migliori portieri che il Favara calcio abbia avuto negli anni, la mamma Rossella, diplomata Isef, da neo diplomata apprezzatissima fisioterapista e poi docente di scuola primaria a Racalmuto), Paolo ha lasciato la vita terrena in maniera repentina da lasciare increduli tutti.

Una famiglia nello sconforto, una città con un nodo alla gola, una comunità di giovani con le lacrime agli occhi. In questi anni Paolo ha fatto ballare migliaia di giovani, in feste private, in locali notturni, nei lidi della costa agrigentina. Da dj e da organizzatore sempre dietro un mixer, con discrezione come ricordano gli amici più intimi, ma con professionalità. E Paolo, insieme ai tanti dj che animano la movida di Favara e della vicina Agrigento, si apprestava a preparare la playlist per il Carnevale di Favara edizione 2014. Una selezione di brani musicali per coinvolgere nella discoteca sotto le stelle di Piazza Cavour migliaia di giovani, per bissare il successo ottenuto nel Capodanno, serate organizzate con entusiasmo e professionalità dal cugino Adriano Varisano, già assessore provinciale nella Giunta D’Orsi. Ma, come ormai sembra più una condanna che una coincidenza, l’avvicinarsi della festa più pazza dell’anno per Favara è sinonimo di tragedie. Nel 2010 il Carnevale fu annullato per il tragico crollo di via del Carmine dove persero la vita le sorelline Chiara e Maria Pia Bellavia. Nell’edizione successiva, nel 2011, un’altra tragedia lasciò spente luci ed amplificazioni: la morte in un tragico incidente stradale di Emmanuele Cavallaro, 20 anni, i cui organi per un gesto nobile della famiglia oggi vivono in tante altre persone. Carnevale maledetto, dunque, per una cittadina che vive quotidianamente di problemi e di sogni e che aspetta le feste per “scaricare” le tensioni sociali. La scomparsa di Paolo, in un primo momento, ha portato gli organizzatori del Carnevale all’ennesimo annullamento, quando già tutto era pronto. Ed invece i genitori di Paolo e i familiari, ancora prima della tumulazione, con un comunicato rimbalzato da una bacheca all’altra di Facebook, hanno invitato dj ed organizzatori a suonare quelle note care a Paolo, chiedendo di dedicare questi giorni di allegria (sic!) alla memoria del proprio figlio. L’ennesimo gesto nobile di una famiglia perbene di Favara. Ed allora da sabato a martedì grasso le principali strade e piazze di Favara saranno prese d’assalto da migliaia di giovani. Non ci saranno carri allegorici (già da alcuni anni fermi nei capannoni per i mancati contributi) ma ci saranno intere comitive a ballare, con molti giovani che preferiscono travestirsi con maschere per non farsi riconoscere. E se sulla cruda terra tra le maschere più eci saranno gli immancabili diavoletti, lassù, sulle nuvole, a ballare sulle note di Paolo ci saranno i tanti ragazzi favaresi scomparsi in maniera prematura e tragica in questi ultimi anni. Saranno vestiti da angeli, tra Cherubini e Serafini, ed hanno il volto di Maria Pia, Chiara, Emmanuele, Salvatore Pio, Armando, Emanuele, Bruna, Doriana, Pasquale, Natale, Giovanni. Tante le famiglie con il lutto perenne, tanti i vuoti lasciati, troppe le “chiamate dirette” dall’alto. I giovani di Favara meritano altre “chiamate dirette”, quelle provenienti dal mondo del lavoro. Ed allora affidiamo a Paolo il compito di ricordare a qualcuno lassù che per i ragazzi di Favara deve andare in onda il film “Il paradiso può attendere”, girato nel 1978 da Warren Beatty e Buck Henry.

Giuseppe Piscopo

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