“Otto donne per l’otto marzo”. Macalda di Scaletta

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Una donna anticonformista nella Sicilia del 1200, che usava in modo eccezionale la spada, che sfidava gli uomini a duello e che usava la sua bellezza e la sua scaltrezza sul piano politico per sconfiggere gli avversari. La sua figura e la sua storia, dopo la sua morte, sono state volutamente coperte dal silenzio. Oggi è stata rivalutata.

Macalda di Scaletta

Correva l’anno 1235 e a Scaletta Zanclea nasceva Macalda da una nobildonna siciliana e da Giovanni, studioso di diritto, onorato e rispettato in tutta la città di Messina.

Però, ci riportano le fonti, le vere origini di Macalda erano molto umili, “di fragile ceppo”, in quanto la sua bisnonna gestiva una bancarella di generi alimentari mentre suo nonno Matteo era un soldato che prestava servizio nel castello di Scaletta, una fortezza che presidiava la strada che da Catania giunge a Messina.

Ma la buona sorte fece si che il nonno diventasse prima castellano e poi, con la scoperta di un tesoro nascosto nello stesso edificio, diventasse molto ricco.

Nonno Matteo, dopo questo colpo di fortuna, decise di abbandonare il suo vecchio cognome Salvaggio per diventare Matteo Scaletta. Inizia così il “nobile casato” della nipote Macalda che viene data in sposa ad un altro nobile: Guglielmo De Amicis che la renderà Baronessa di Ficarra. Ma questo fu un matrimonio che durò poco e quando Macalda si scioglierà da questo legame, inizierà a viaggiare fuori dalla Sicilia, travestita da frate francescano.

Dopo aver girovagato in libertà per un bel po’, Macalda si risposò con un altro nobile di discendenza normanna: Alaimo da Lentini. Fu questa nuova unione a trasformarla in guerriera. Infatti, nel 1282, nella Rivolta del Vespro, mentre suo marito prendeva il comando dell’apparato bellico messinese, lei diventava reggente della Capitaneria di Catania, combattendo travestita da cavaliere e con una mazza d’argento in mano.

I cronisti dell’epoca scrivono che in quel periodo Donna Macalda si scatenò :”si veste di porpora e d’oro, indossa le armature e molesta sessualmente principi e sovrani”. Da questa descrizione non assomigliava certo ad una nobildonna di quei tempi. Non sapremo mai se i comportamenti descritti fossero veritieri o se venne imbastita su di lei questa sorta di caricatura per punire il suo anticonformismo e le sue virtù guerriere mal tollerate in una donna.

Macalda, nel 1285, viene fatta prigioniera, insieme ai figli a Messina. Neanche la detenzione piega il suo carattere indomito, e in prigione sfida a scacchi gli altri detenuti, diventando così la prima donna giocatrice di scacchi in Sicilia.

Le gesta coraggiose di Macalda arrivano fino a noi con le parole di altri cronisti che ne esaltavano invece l’educazione militare e che la definivano “molto bella e gentile, e valente nel cuore e nel corpo, generosa nel donare e, a tempo e luogo, valorosa nelle armi al par d’un cavaliere”.

Possiamo quindi dedurre che fu una donna che usava in modo eccezionale la spada, che sfidava gli uomini a duello e che usava la sua bellezza e la sua scaltrezza sul piano politico per sconfiggere gli avversari.

Morì intorno al 1305. La sua figura e la sua storia, dopo la sua morte, sono state volutamente coperte dal silenzio. Il ricordo della sua vita e delle sue gesta era destabilizzante per la Chiesa, per la società e per le istituzioni sia dell’epoca che future.

Oggi la sua figura è stata rivalutata e nel 2015, la piazza di fronte al castello dove visse, a Scaletta Zanclea, è stata a lei intitolata.

 

 

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3 Responses to “Otto donne per l’otto marzo”. Macalda di Scaletta

  1. Carmelo Coco Rispondi

    24/02/2018 a 10:37

    L’attività scacchistica di Macalda Scaletta è stata segnalata, per la prima volta agli appassionati del gioco, da Carmelo Coco nel 2006 nel libretto (vedi Internet) ”Grazie al Professor Santi Correnti conosciamo il nome della prima scacchista siciliana: Macalda Scaletta (XIII secolo).

    Il 2009 fu l’anno magico di Macalda scacchista che, grazie al Congresso Italo-Francese della Chess Collectors International (svoltosi a Catania) venne conosciuta anche in ambito internazionale.
    Sempre nel 2009 si rappresentò, alle “Ciminiere” di Catania lo spettacolo teatrale con i pupi siciliani “ ‘A tragica storia râ barunissa Macalda Scaletta, ‘a prima scacchista siciliana”, scritto da Carmelo Coco in dialetto e in rima.
    Per l’occasione l’artista catanese Danilo La Torre realizzò alcuni disegni sulla storia di Macalda prigioniera nel castello di Matagrifone (ME) e sulle partite a scacchi disputate contro l’emiro tunisino Margan Ibn Sebir.
    Carmelo Coco

  2. Ester Rispondi

    24/02/2018 a 23:02

    Grazie per le ulteriori informazioni!

  3. BLANDINO MARIO Rispondi

    03/06/2018 a 12:00

    E’ un articolo ben sviluppato e completo nella sua semplicità che si legge molto volentieri perchè il testo, oltre ad essere scorrevole, desta l’attenzione del lettore. Bene, proseguite così.

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