Nuovi politici, vizi antichi. Com’è difficile la democrazia

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Questo giornale e la sua libertà. Le opinioni vanno bene solo se sono applausi per chi comanda. Ma le critiche fanno male, soprattutto se si parla di soldi. Piccolo manuale per saper stare in consiglio comunale.

consiglio tre

Sembra di dover ripetere sempre le stesse cose. E allora ripetiamo: questo giornale da trent’anni non ha mai avuto paura a dire la propria opinione. Lo ha fatto nella stagione delle stragi mafiose, lo ha fatto riportando le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, lo ha fatto quando, da solo, ha pubblicato il decreto di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Sulle vicende politiche locali, ha espresso i suoi dubbi, le sue critiche e le sue opinioni anche quando all’amministrazione comunale ci sono stati, in prima persona, amici e collaboratori del giornale.

E lo fa anche ora che assessore alla Cultura è il nostro amico Salvatore Picone, anima di questa testata fino a quando ha assunto il suo impegno amministrativo,  autosospendendosi in quel momento, con grande correttezza, dal suo ruolo di redattore.

Questa grande amicizia, come sa bene  Picone, non impedisce a questo giornale e ai suoi collaboratori di esprimere la propria opinione. Sia nel plaudire alle ottime iniziative della giunta (e di collaborarvi, quando è possibile), sia nell’esprimere dissenso o critiche. E queste posizioni sono libere. Possono non piacere, certo. E vi si può rispondere in molti modi, anche polemici, ma nessuno si può permettere di far pressioni, o peggio di intimidire un nostro collaboratore o amico per modificare posizioni o opinioni. Possiamo sbagliare, ma lo abbiamo sempre fatto e lo facciamo a conto proprio, mai a conto terzi o nell’interesse di qualcuno.

E se qualcuno pensa di far pressioni o chiedere conto a Picone degli articoli scritti da Malgrado tutto, sappia che sbaglia strada e indirizzo, visto che questo giornale ha un’ anima, una linea editoriale e un coraggio che supera di gran lunga quelli di tutti i suoi redattori e collaboratori messi insieme. È la forza di un gruppo che da oltre trent’anni ha affrontato prove ben più ardue.

Forse questa semplice e banale verità non è chiara a qualcuno. Non è chiara a chi con parole pesanti ha cercato di modificare le posizioni espresse liberamente da Salvatore Alfano che ha denunciato la ridicola schermaglia consiliare sulla riduzione o azzeramento delle indennità di giunta e consiglieri comunali.

Non è chiaro a chi, con atteggiamenti oltraggiosi, ha consigliato a Salvatore Alfano di togliere dal suo blog Parloinfoto le foto dei consiglieri comunali che all’ ultima seduta si mostravano alla macchina fotografica di Alfano sollevando il dito medio, dormicchiando scompostamente sulle sedie, sbadigliando clamorosamente. Mentre su Facebook si sorride quando i fotografi sorprendono i parlamentari addormentati sui banchi, ci si offende nel momento in cui invece di tenere un comportamento decente in una sede istituzionale, il fotografo immortala posture imbarazzanti nell’aula intestata all’ex sindaco Salvatore Marchese.

Piuttosto che spingere Alfano a ritirare quelle foto, sia il presidente del consiglio comunale a far valere il suo ruolo e redarguisca e inviti i consiglieri a non presentarsi in consiglio comunale come se si fosse in spiaggia, tenendo piuttosto dei comportamenti degni del ruolo che ricoprono. Ma questi sono fatti che, alla fin fine, riguardano i consiglieri, e il loro rapporto con gli elettori. A noi interessa che nessun nostro collaboratore venga mai intimidito o offeso. Perché, in assenza di scuse formali,  siamo pronti a pubblicare quelle foto che Alfano, non per paura, ma per estrema correttezza, ha voluto togliere dal suo blog. E questa volta con tanto di nome e cognome degli interessati che dormivano o sbadigliavano in aula o alzavano il dito medio tanto per fare, a testa loro, gli spiritosi.

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8 Responses to Nuovi politici, vizi antichi. Com’è difficile la democrazia

  1. Luigi Iannello Rispondi

    1 agosto 2014 a 17:26

    no comment! un paisi di scecchi.

  2. A. Rispondi

    2 agosto 2014 a 15:15

    Il mio modesto parere il Signor Alfano (PARLOINFOTO) ha sbagliato a togliere il POST delle foto dei Signori CONSIGLIERI,in questo modo ha fatto capire che al COMUNE ce ancora la … è a ceduto alle loro prepotenze.

  3. Giuseppe Guagliano Rispondi

    3 agosto 2014 a 0:53

    E’ evidente che davanti alle foto, che mi riguadano, pubblicate nella rete dal sig. Alfano, non possono esserci scuse di nessun genere.
    Per questo chiedo scusa ai cittadini.
    Tuttavia qualcosa è opportuno che venga detto.
    Con il sig. Alfano, da quando è arrivato a Racalmuto, ho sempre avuto una buona sintonia nel valutare le cronache Racalmutesi.
    Col tempo mi sembrava fosse nata un’amicizia sincera e leale.
    (Evidentemente ho fatto delle valutazioni affrettate e sovrastimate.)
    In quella seduta consiliare il sig. Alfano ha scattato decine di foto che mi riguardavano; molte che mi ritraevano nei diversi interventi che ho fatto su problematiche di interesse generale, comè mia abitudine, altre con atteggiamento di assoluta attenzione allo svolgimento dei lavori consiliari.
    Mi dispiace molto che il sig. Alfano abbia deciso di pubblicare le uniche due foto completamente decontestualizzate in cui ho concesso, personalmente a lui e solo a lui, una smorfia e un gesto con fare scherzoso che mai mi sarei permesso di esprimere a chiunque altro.
    Dopo aver appreso della inopportuna pubblicazione casualmente ho incontrato la moglie del sig. Alfano, Mariangela Cutaia a cui sono legato da antica amicizia.
    Gli ho spiegato la situazione manifestandogli il mio dispiacere.
    Lei ha concordato sull’inopportunità della pubblicazione, e si è resa subito disponibile a chiamere il marito per dirgli di togliere le foto.
    Gli ho detto che era il caso che lo facessi io.
    Cosa che ho fatto di li a poco con toni assolutamente garbati, così come pacata è stata l’accettazione della richiesta da perte dello stesso Alfano.
    Dopo aver informato Mariangela del buon esito della richiesta, sono andato via, non immaginando minimamente che la cosa potesse avere un seguito di questo tipo.
    Chiedo al sig. Alfano, per quanto mi riguarda, di spiegare pubblicamente la dinamica di questa incresciosa vicenda, in particolare a Gaetano Savatteri, autore dell’articolo di cui sopra.
    Da parte mia il sig. Alfano non ha ricevuto intimidazioni, offese o qualsiasi altro atteggiamento che non possa essere annoverato tra quelli della civile convivenza.
    Un suggerimento voglio, comunque,darlo al fotografo Alfano, che parla con le foto, nella speranza che non fraintenda.
    Cerchi di mistificare un po meno la realtà ne trarrà giovamento,la verità e la giustizia di cui questo paese ha tanto bisogno.
    L’onestà intellettuale fa sempre la differenza tra tra i caratteri distintivi delle persone.
    Giuseppe Guagliano

  4. A.M. Rispondi

    3 agosto 2014 a 8:02

    Sono concorde con tutto quello che ha scritto il Signor GAETANO SAVATTERI Un fatto molto grave e da non sottovalutarlo.(IL LUPO PERDE IL PELO E NON IL VIZIO)” L’espressione vuole significare che è molto difficile eliminare definitivamente le cattive abitudini ed evidenzia quanto siano enormi, ed a volte insuperabili, le difficoltà che si incontrano per riuscire a sconfiggere i vizi incalliti di cui siamo schiavi.”

  5. Calogero Taverna Rispondi

    3 agosto 2014 a 16:57

    Io penso che questo paese avrebbe bisogno soprattutto di un’accettabile ortografia. Anche a non parlare come pretende la Crusca (e come una volta mi si rimproverò,ovviamente in forma anonima) almeno la sintassi più elementare vada ossequiata. Scrivere per un dativo ad una gentile signora un “gli” per “le” mi fa molto pensare e molto avvilirmi per essere cogovernato da chi prima dovrebbe addottrinarsi negli elementi del corretto scrivere.

  6. Gaetano Scimè Rispondi

    4 agosto 2014 a 11:44

    Don Fabrizio, il principe di Salina
    “Noi fummo i gattopardi, i leoni. Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene. E tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra.”

  7. Calogero Taverna Rispondi

    6 agosto 2014 a 0:33

    Poi noi Racalmutesi sale della terra lo siamo per viscerale ricchezza. Ringrazio qui, magari fuori luogo, Malgrado Tutto con cui continuo a bisticciare ma si guarda bene dal censurarmi, diversamente da Regalpetra Libera che si libera di me ogni qualvolta oso mandargli un pizzicotto polemico. Quel blog là non mi sembra una gran palestra di moderna democrazia.

    • Redazione Rispondi

      6 agosto 2014 a 10:20

      Come vede, ancora una volta pubblichiamo il suo commento, anche se non condividiamo le sue critiche al blog Regalpetra Libera che, legittimamente, si riserva, come facciamo noi, di pubblicare o meno i commenti, soprattutto quando coinvolgono soggetti terzi.

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