Notizie agre al limone

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La storia della domenica

LimonataUno è il Conte delle Lipari. L’altro è il Leone delle Eolie. Giorno dopo giorno combattono, a colpi di notizie, la loro guerra nell’arcipelago. Una sfida che va avanti da anni tra i due cronisti, amici e rivali, che conoscono ogni segreto delle sette isole del vento. Ogni qual volta uno riesce a infilzare l’avversario, ha pronto un regalo amaro per lo sconfitto di turno. Le storie parallele di due protagonisti che non passano certo inosservati tra Marina Lunga e Marina Corta.

All’inizio di tutto c’è una limonata, appena spremuta, fresca e bella arziosa. La scena si svolge a Marina Corta, quando ancora gli aliscafi approdavano nel vecchio porto di Lipari. E’ la metà degli anni Ottanta. Si sfidavano allora a Palermo due quotidiani: “Giornale di Sicilia” e “L’Ora”. Il Leone delle Eolie scriveva sul giornale del mattino. Il Conte delle Lipari si esercitava sul quotidiano del pomeriggio. Nel periodo estivo le corrispondenze dalle isole del vento diventavano più frequenti, appetibili per le redazioni palermitane che vedevano arrivare quegli articoli ancora profumati di brezze marine e salsedine.

Ogni giorno, alla lettura dei giornali, si ripeteva il copione. Il Leone era seduto ai tavolini di uno dei bar di Marina Corta. Nel bar di fronte era di stanza il Conte. Se il Leone scopriva che il suo articolo era finito in pagina sul “Sicilia” allora arrotolava il giornale, con la sua firma in bella vista, lo consegnava al cameriere e dava la sua comanda: “Porti questoLa lettura del giornale giornale e una limonata al Conte”. Ma se invece era il Conte a conquistare un bel titolo con firma in testa, allora sul vassoio faceva la sua comparsa “L’Ora” e una limonata fresca. Ogni mattina, i camerieri del bar attraversavano Marina Corta da un’estremità all’altra per recapitare copie fresche e limonate spremute. Era una guerra all’ultima notizia e all’ultimo limone spremuto. Un modo per dire al rivale: “Ecco, ti ho fregato, ingoia amaro”.

Il Leone e il Conte sono ancora lì, nei bar di Marina Corta. Adesso devo stare attento, perché scatta la par condicio e non posso eccedere né da un lato né dall’altro. Devo essere equanime, imparziale, obiettivo, salomonico.

Partiamo dal Leone delle Eolie. Nome: Bartolino. Cognome: Leone. Bermuda, camicie colorate, occhiali scuri, passione per barche e motoscafi, capacità telepatiche di scovare qualunque Vip di passaggio in una delle sette isole dell’arcipelago. D’altra parte, Bartolino Leone gode di una rendita di posizione: nel cuore del corso principale di Lipari sorge la macelleria di famiglia, il che equivale ad avere una gelateria nel deserto del Sahara, visto che a Lipari il pesce te lo tirano dietro, ma per una bistecca la gente farebbe follie. Bartolino è sempre davanti alla porta della macelleria, accanto allo stemma di famiglia, un leone di legno che sorveglia l’ingresso.

Non c’è attore, cantante, calciatore, velina, giornalista, imprenditore o comunque personaggio con un minimo di notorietà che non finisca nel mirino di Bartolino. La notizia della sua presenza rimbalza adesso anche sul “Corriere della Sera”, di cui il Leone delle Eolie è corrispondente. E spesso la foto del Vip di turno merita spazio nel Wall of the Glory, la parete esterna della macelleria arredata con le immagini di tutti i volti famosi attratti dalle meraviglie isolane, naturalmente ritratti accanto al Leone delle Eolie.

Bartolino Leone e Luigi BarricaE’ il turno del Conte delle Lipari. Nome: Luigi. Cognome: Barrica. Segni caratteristici: folti baffi bianchi, capello argentato, panama bianco con bordo nero e moto a quattro ruote per girare l’isola in lungo e in largo. Non c’è senso vietato, scala, vicolo e isola pedonale che il Conte delle Lipari non abbia violato almeno una volta: ma chi gli può mai contestare qualcosa? Il Conte delle Lipari non ha grande passione per i Vip, a meno che non siano cantanti, musicisti, jazzisti, suonatori di salsa, tango e merengue.

Perché il Conte vive a Lipari ma si sente all’Havana. Le sue cronache sull’estate eoliana finiscono sulle pagine di “Repubblica”, di cui Barrica detiene la corrispondenza. A sera, quando il sole tramonta anche sulle Eolie, Luigi Barrica ricompare in nuove vesti al Chitarra Bar di Marina Corta. Questa volta indossa guayabera chiara, fazzoletto rosso al collo e il solito panama bianco. Prende posto alle percussioni: batteria, timpani, tamburi. E mentre la notte avanza e la chitarra di Nicolino Merlo si sbizzarrisce, il Conte agita le sue bacchette e suda, si spoglia e si accalora, fin quando arriva il suo momento. A voce sola, con un leggero accompagnamento, intona il suo cavallo di battaglia: “…aqui se queda la clara, la entranable trasparencia, de tu querida presencia… comandante Che Guevara”.

Certo, la domanda è legittima. Il Leone delle Eolie e il Conte delle LipariMarina Corta sono amici? Lo sono. Ma sono anche avversari. Soprattutto d’estate, quando le notizie passano da queste isole e non bisogna farsi distrarre né dalle belle ragazze in costume, né dal mare, né dalla calura.

Allora nella bella stagione, quando il lavoro è più stressante per i giornalisti dell’arcipelago, non stupitevi se vedete il Leone e il Conte seduti ai tavolini dei bar di Marina Corta. Stanno lavorando come nessuno di noi può immaginare. Non bisogna muoversi, non bisogna camminare: si deve solo aspettare perché prima o poi tutte le notizie passano per Marina Corta. Domani, sul giornale leggeremo e a qualcuno toccherà una limonata fresca.

Gaetano Savatteri

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