I nostri porti chiusi alle navi Ong e quel “decreto che non esiste”

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“Se esistesse verrebbe impugnato e sanzionato da ogni organo giudiziario..”.

L’Ammiraglio Vittorio Alessandro

La direttiva è netta, sbandierata: i nostri porti sono chiusi alle navi Ong non soltanto per il soccorso, ma anche per le esigenze logistiche.

Potrà dispiacere a molti ma, caro ministro delle Infrastrutture, il nostro è ancora uno Stato di diritto, ed è perciò sacrosanto conoscere quale decreto contenga quella direttiva, e poterne leggere le motivazioni.

Giudiziarie? Non ce ne sono, visto che i tribunali della Repubblica si sono espressi chiaramente per la insussistenza di reati a carico di quelle navi.

Intese di carattere internazionale? No, visto che vige, se mai, la Convenzione di Amburgo sulla obbligatorietà del soccorso (senza se e senza ma) e la disponibilità dei porti sicuri, e visto anche l’invito dell’ONU a non discriminare le Ong.

Ragioni di ordine pubblico? Neanche: in uno Stato di diritto ogni compressione degli spazi dovuta a quelle ragioni è eccezionale e va formalmente adottata e motivata.

Vorrei leggere, dunque, quel provvedimento ma non esiste perché verrebbe impugnato e sanzionato da ogni organo giudiziario. Non esiste ma è efficace: è il “Decreto Indegnità”.

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Vittorio Alessandro, Ammiraglio in pensione della Marina Militare Italiana, e Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre fino al 15 ottobre 2017, è stato in prima linea a Lampedusa, assieme ai suoi uomini, nel coordinamento delle operazioni di salvataggio di molti migranti nel  Mare Mediterraneo.

 

 

 

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