Non siamo quattro amici al bar

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Qualche giorno fa, in un articolo comparso su Malgrado Tutto, si scriveva che noi del gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà avremmo fatto la scelta di sposare il progetto Racalmuto Domani mossi da un senso di ripicca verso i compagni del PD. Niente di più falso. Il sottoscritto, Lillo Alaimo Di Loro e Luigi Capitano credo che abbiano dimostrato appieno con la loro storia di non essere persone superficiali, tanto da anteporre al bene del paese ipotetiche beghe individuali. Personalmente non ho niente contro gli esponenti del PD, nei quali umanamente pongo tutta la mia stima. Lo stesso non si può dire dal punto di vista politico.

Giuseppe Simone Capraro

Giuseppe Simone Capraro

A dire il vero agli albori delle cosiddette “trattative” abbiamo tentato di dialogare, partecipando ad incontri bilaterali e plenari, durante i quali si discuteva poco della sofferenza della gente e di proposte per salvare un paese alla deriva, ma tantissimo di tattica, tanto da poter scrivere il Cencelli dell’immobilismo politico (ad es. primarie sì, primarie no, primarie forse). A dire il vero alcuni neoesponenti del PD tentavano di introdurre nelle discussioni degli utili spunti di programma, ma venivano subito zittiti riconducendo il discorso verso i binari tanto cari ai vecchi padroni. La tattica dell’eterna e inconcludente discussione, utile solo a chi si è posto fin dall’inizio un obbiettivo preciso, e sapendo di non poterlo raggiungere da subito, tende a rinviare fin quando non riesce nel proprio intento, anche grazie a calcolati aiuti dall’esterno. Avevo, in definitiva, capito fin da subito da quale frangia sarebbe scaturito il candidato a sindaco del PD, individuandone anche il nome. Il tutto contro la maggioranza di un partito rinnovatosi da poco, con una nuova dirigenza, che ha peccato di eccessiva ingenuità e colpevole mancanza di autostima. Siccome io e i miei compagni  non siamo avvezzi ad essere rinchiusi in una sorta di recinto di orwelliana memoria, in cui i maiali si sentono più uguali degli altri, abbiamo detto basta. Basta a discutere con un PD fagocitario, inconcludente, senza contenuti e all’interno del quale il recente rinnovamento aveva cambiato ben poco.

Racalmuto Domani ha avuto i natali da proposte e non da inutili discussioni su come convivere in maniera forzata. Fin dai primi incontri si è discusso di quale progetto mettere in atto per risollevare le sorti di un paese dilaniato e mortificato da anni di gestione politica dissennata. Ci ha convinto, inoltre, la possibilità di essere tutti protagonisti e non comprimari e la scelta netta ed immediata di non candidare i consiglieri della legislatura uscente o esponenti delle giunte dell’ultima sindacatura. Quello che ci ha reso ancora più sicuri è stata la scelta di presentarsi come squadra e non come uomo solo al comando. Il progetto Racalmuto Domani non è proprietà del solo Enzo Sardo, ma è patrimonio di tutti i soggetti che lo compongono, il candidato a sindaco è la sintesi delle anime del movimento, perché uomo di grandi capacità comunicative  e concertative, oltre ad avere una grande esperienza di vita. A breve presenteremo il programma alla cittadinanza, che è stato steso con il contributo di tutta la gente che ha interloquito con noi e che sarà sempre aperto a nuove proposte migliorative. Il programma, quello strumento che durante una riunione nel dicembre scorso un importante vecchio esponente del PD cittadino ha definito una “cavolata”, ma che noi riteniamo elemento imprescindibile con il quale prendiamo dei seri impegni con i cittadini, con la vita della gente e con le sue aspettative non si gioca!

 

Caro Emilio, come vedi, non siamo un movimento da “quattro amici al bar” e non ci facciamo di certo dare lezioni di democrazia da chi si fa imporre come candidato a sindaco dal proprio segretario provinciale e per compiacimento di alcuni alleati di centrodestra. Mi dispiace che il primo intervento pubblico del candidato al sindaco del PD non sia stato di proposte programmatiche ma di risposta piccata alle note di Carmelo Mulè e Lillo Alaimo Di Loro. Inoltre, Racalmuto Domani è un progetto inclusivo, aperto a tutte le persone che si vogliono sacrificare per dare un contributo fattivo alla rinascita civile e sociale di Racalmuto e non si sognerebbe mai di cercare un modo per escludere un proprio componente (Guagliano?), solo per non perdere qualche piccolo alleato, ma forse Emilio ha ragione siamo proprio “occasionalmente in vacanza dai partiti”. Buona competizione elettorale a tutti.

 

Giuseppe Simone Craparo, Racalmuto Domani – SEL

 

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