Nino Bosco: “A Racalmuto si deve puntare sui giovani e sulle persone perbene”

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Elezioni e candidati. Il parlamentare Nino Bosco, esponente del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, sulle prossime amministrative: “I commissari hanno lavorato come potevano, ma non bisogna perdere di vista le ragioni dello scioglimento. Ci sono persone oneste come Carmelo Collura che ha fatto un’opposizione concreta”

Nino BoscoIl Paese della ragione, la patria di Leonardo Sciascia, s’interroga sul suo futuro politico-amministrativo. Il dibattito è acceso e passa, per un verso, attraverso le valutazioni sui fatti che hanno portato allo scioglimento per mafia dell’amministrazione comunale. Tuttavia pare un percorso forzato, percepito con un certo fastidio da chi guarda alle amministrative come il consueto appuntamento politico in cui la comunità racalmutese dovrà scegliere col voto la nuova amministrazione comunale. Invece, non si può tacere che questa non sia una campagna elettorale come le altre.

Occorre un segnale di forte cambiamento – ha scritto Malgrado tutto, avviando il dibattito – una profonda autocritica che rappresenti una svolta reale e di totale distacco da chi nel passato ha avuto ruolo, sia in maggioranza che all’opposizione, perché non possono essere eluse responsabilità rispetto a quanto accaduto.

Abbiamo chiesto il parere del deputato del Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano, Nino Bosco, e ci è apparso prudente, in equilibrio tra il vecchio e il nuovo, aperto alle necessità di dare una svolta, certo del fatto che le ragioni del commissariamento non debbano essere ignorate, ma attento a non scuotere le sensibilità di chi da tempo fa politica attiva a Racalmuto.

Qual è la posizione del Nuovo Centrodestra, o comunque della compagine dell’ex Pdl, in questo contesto politico?
“Si tratta di elezioni comunali e saranno pertanto i referenti politici del Nuovo Centro destra a costruire il progetto politico per il futuro della città. Sono elezioni importanti perché gli elettori sono chiamati a eleggere direttamente il nuovo sindaco e il Consiglio comunale e a scegliere la nuova amministrazione della città. Il Centrodestra di Racalmuto, considerato ciò che ha portato allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, saprà rappresentare il partito, in termini di trasparenza e onestà, e costruire un progetto politico che si misuri sui contenuti e sulle idee, per offrire ai racalmutesi la possibilità di affidarsi a chi abbia doti per amministrare con concretezza, fattività, correttezza”.

Quale potrebbe essere il compito dei giovani? È ipotizzabile un’amministrazione di larghe intese anche a livello locale, allo scopo di traghettare Racalmuto verso un destino migliore di democrazia e di sviluppo e che dia spazio a chi finora è rimasto ai margini di questa politica, ma ha voglia di fare ed ha nuove ambizioni? O pensa che ci siano ancora punti di forza in chi da tempo fa politica?
“Trattandosi di un Comune, reduce da un lungo commissariamento, è necessario mettere insieme tutti i soggetti forti e liberi di Racalmuto, che, innanzitutto, siano persone per bene, desiderose di spendersi per il bene comune. Bisognerà puntare sui giovani, naturalmente, realizzando un “mix” tra le nuove leve che si propongono e coloro che hanno maturato un’esperienza in politica, e che abbiano alle loro spalle un passato di rettitudine, per realizzare insieme un progetto per una Racalmuto che ha bisogno di essere amministrata con correttezza, saggezza e concretezza”.

L’iniziativa di stimolare questo dibattito politico è stata dello scrittore e giornalista Gaetano Savatteri. Come giudica questa sua presa di posizione nel chiedere che la vecchia politica si faccia da parte, sostanzialmente al fine di pretendere almeno le scuse politiche in favore dei racalmutesi, che hanno subìto gli effetti di questa grave situazione, e di offrire loro la possibilità di una nuova pagina di storia per Racalmuto?
“Trovo che sia molto interessante che persone impegnate e di riconosciuta levatura culturale vogliano stimolare questo dibattito; ma in un periodo di antipolitica la soluzione può essere soltanto la politica, seria, impegnata, fatta da persone per bene e capaci di realizzare quel “mix” con le nuove leve, di cui ho già detto. Non bisogna far passare un messaggio negativo di allontanamento dalla politica, ma il messaggio che Racalmuto sia in grado di costruire un percorso di novità e di rinnovamento che garantisca una rappresentanza politica all’insegna dell’essere concreti”.

Sì, ma anche un esponente politico come Maria Iacono, deputato nazionale del Pd, afferma che chi ha avuto responsabilità politiche nel passato, e che è colpevole in agendo o in vigilando, debba oggi mettersi da parte.
“Penso che ci siano persone come Carmelo Collura, uno dei fondatori di Forza Italia prima e del Pdl dopo a Racalmuto, che sono per bene e oneste. La distinzione la faremo sulla costruzione di un progetto politico serio, in antitesi con quel che c’è stato in passato. Non mi risulta che uno come Collura abbia mai avuto ruoli nella pubblica amministrazione, ma credo che si sia distinto per una concreta opposizione politica”.

Oggi si attribuiscono responsabilità amministrative al commissariamento, eppure su ciò che lo ha determinato si fa quasi silenzio. Esiste un processo di rimozione forzata della memoria del commissariamento e delle sue cause?
“No, il commissariamento è l’effetto di qualcosa che è accaduto e non bisogna perderne di vista le ragioni. Non deve farlo soprattutto chi decide di candidarsi per realizzare a Racalmuto l’antimafia dei fatti. I commissari hanno lavorato come potevano, considerata la situazione. Ma capisco la percezione negativa di cittadini che hanno subìto per tanto tempo il commissariamento e un periodo lungo di “vacatio” di un proprio sindaco”.

Anna Maria Scicolone

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