“Nessuno scempio”. Il Regina Margherita riaccende le luci

|




Parla l’architetto Di Franco che sta seguendo i lavori: “Prima dell’estate il teatro di Racalmuto sarà restituito alla collettività perfettamente in regola con quanto previsto dalla legge”

teatro foto pitrone

Teatro Regina Margherita (Foto Angelo Pitrone)

Nessuno sventramento, nessuna distruzione. Nel giro di due mesi il teatro Regina Margherita di Racalmuto potrà essere finalmente riaperto senza tutti quegli ostacoli che fino ad oggi hanno rallentato il funzionamento di un teatro dell’Ottocento ritenuto tra i più belli del nostro territorio dal punto di vista architettonico.

Il problema della struttura, riaperta al pubblico dopo il restauro nel 2003,  era una seconda uscita di sicurezza in platea che non c’era. E per questo, provvisoriamente, la Commissione straordinaria ha cercato di risolvere il problema individuando una soluzione idonea affinché la struttura non restasse soltanto museo di se stesso, ma un luogo culturale aperto ai giovani, alle compagnie teatrali, agli spettacoli di prosa e di musica.

In un primo momento la Commissione prefettizia decise di eliminare la metà dei posti a sedere della platea – in tutto sono cento – perché  quella sala, secondo le normative, non poteva ospitare  più di cinquanta spettatori. In più sono stati tolti i passamano di velluto che adornavano i bordi dei palchi, risultati altamente infiammabili dopo i controlli effettuati dai vigili del fuoco. Risultato: il teatro è apparso defraudato dall’eleganza dei velluti e dalla mancanza di diverse file di poltrone che rendevano la platea vuota e non più accogliente. Un teatro ridotto così aveva perso l’anima e pertanto bisognava trovare un’alternativa.

La planimetria di come sarà il teatro dopo i lavori

La planimetria di come sarà il teatro dopo i lavori

“Serviva individuare la seconda uscita di sicurezza imposta dalla legge”, ci ha detto l’architetto Angelo Di Franco, collaboratore della Commissione straordinaria e in servizio alla Soprintendenza per i Beni culturali, che già da ieri mattina segue i lavori.

Lavori che hanno causato non poche polemiche tra i cittadini e anche tra diversi deputati regionali e nazionali che si sono rivolti ai tre prefetti che amministrano il Comune, per evitare “lo scempio del teatro amato da Leonardo Sciascia“.

I lavori dureranno 45 giorni

I lavori dureranno 45 giorni

“Non è per niente uno scempio – dice Di Franco –  anzi è la situazione migliore per ridare il teatro alla comunità”. “E c’e di più – aggiunge – il teatro non aveva avuto negli ultimi anni nessuna manutenzione agli impianti di illuminazione e di antincendio. Anche il sottopalco non era a norma. Con pochi fondi comunali e con l’ausilio degli impiegati abbiamo sistemato tutto”.

I lavori in corso permetteranno dunque di avere l’uscita di sicurezza, che consente di far ripristinare i cinquanta posti a sedere tolti, i velluti nei palchi, e, soprattutto, la sicurezza della struttura. La ditta che sta eseguendo i lavori, specializzata in restauro di strutture storiche, taglierà il pannello della barcaccia destra (il palco adiacente al palcoscenico, storicamente utilizzato per gli intenditori di musica) per consentire l’uscita al corridoio che si affaccia sulla via Sciascia. Verrà collocato un rivestimento tale da poterlo aprire durante gli spettacoli e richiuderlo quando non sarà utile. Dal punto di vista della bellezza e delle forme del teatro non si vedrà nulla.

Inoltre saranno realizzate due piccole scale in legno per raggiungere, dalla platea, il palcoscenico. Strutture mobili non invadenti, larghi 90 cm, che non soffocheranno il golfo mistico, pronto ad ospitare mini-orchestre per la rappresentazione delle operette.

Una modella fotografata in un palco del teatro di Racalmuto

Una modella fotografata in un palco del teatro di Racalmuto

Il progetto, firmato dall’architetto Pino Riccardo Cincotta, è realizzato con i fondi del Pon Sicurezza per lo Sviluppo, per un totale di circa 43 mila euro.

E c’è un’interessante novità, utile al buon funzionamento della struttura. Verrà ripristinato, nel foyer, il paravento d’ingresso, stile liberty, per fortuna recuperato poco dopo l’apertura del 2003 e ben conservato nei magazzini del teatro.

Entro l’estate il “Regina Margherita”sarà pronto. I commissari Galeani, Buda e Salerno consegneranno le chiavi alla nuova amministrazione comunale che dovrà pensare ad una stagione artistica che merita di essere, come disse Andrea Camilleri, degna di un teatro “vivo e palpitante”.

Del resto, è stato detto, ed è vero. Un teatro chiuso toglie il sonno e tormenta l’anima.

platea teatro racalmuto

Il pubblico del Regina Margherita in una foto del 2004

Se questi lavori erano necessari per riaprire un luogo di crescita per una comunità, ben vengano i cambiamenti che, per altro, servono per regolarizzare a norma di legge l’apertura di un luogo pubblico.

Il teatro Regina Margherita tornerà così a riaccendere veramente le luci. Il sipario si rialzerà per ospitare compagnie amatoriali e grandi nomi dello spettacolo. E si alzerà per vedere bambini della scuola crescere in un luogo che cambia gli orizzonti stando fermi e guardando un faro, una luce o ascoltando una nota, una parola. Per un teatro aperto che può dare solo buoni frutti ad un paese che prova a crescere.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *