Nella scuola che va a rotoli l’unica speranza è la carta igienica elettronica

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Emergenza scuole. Si fa tanta retorica sulla formazione e sul futuro, ma poi sono i dettagli che danno senso e significato alle cose

altE così dopo l’imbarazzante vicenda dei 150 euro quasi tolti agli insegnanti, ora emerge la questione delle pulizie nelle scuole. I tagli sui finanziamenti alle ditte che hanno appaltato il lavoro fanno correre il rischio della sporcizia e dell’incuria nelle scuole, in particolare nelle scuole elementari. A Livorno siamo quasi all’emergenza, con genitori infuriati, Asl in allarme e prefetto e sindaco che cercano di tamponare la situazione. La regione, a quanto sembra, può dare un finanziamento provvisorio per i prossimi due mesi. E dopo? Ma non si tratta solo di Livorno. Il problema si pone un po’ in tutt’Italia dal nord al sud.

E il problema è la scuola. Il problema è la formazione. Il problema è il futuro. Si fa tanta retorica sulla formazione e sul futuro, ma poi sono i dettagli che danno senso e significato alle cose. E’ la cura delle scuole, la loro manutenzione, l’igiene, la vivibilità e la sicurezza degli edifici, la cui crisi si evidenzia nei dettagli quotidiani ancor prima che nelle crisi dove poi tutto precipita, come ora con i tagli alle pulizie. Si evidenzia nel fatto che spesso i genitori devono fare collette per gli strumenti didattici elementari, se non per la carta igienica. Pochi euro a volta. Dettagli che tuttavia mostrano un mondo quale è il nostro attuale dove la scuola in quanto tale non conta niente. Eppure è lì che i bambini e i ragazzi passano gran parte della loro giornata a imparare, a comunicare, a vivere, a crescere, ad innamorarsi, ad annoiarsi, a maledire la letteratura o la matematica, ma comunque a formarsi in quel coacervo di sapere, di dannazione, di gioia e di vita che è appunto la scuola. E’ lì che gli insegnanti hanno un ruolo decisivo, troppo sottovalutato nel loro valore culturale e sociale, per il loro rapporto con gli alunni. Si parla tanto di uso dei tablet come mezzi di lettura e di apprendimento. Ben vengano, ma intanto le scuole vanno a pezzi, e l’ipad che dovrebbe sostituire i libri di carta, finirà con il convivere con la carta straccia, appallottolata e gettata per terra. Inventeranno la carta igienica elettronica? Ma è molto probabile che ci vorrà ancora quella fatta di cellulosa. L’unico modo per risparmiare su questo è che gli alunni se la tengano per non farsela addosso. Ci arriveremo.
Si dice, c’è la crisi e dunque bisogna risparmiare. Il punto è proprio questo. Su cosa si risparmia e su cosa si investe? Quando vi è una crisi, diventa importante, per poterne uscire, guardare il presente con gli occhi al futuro e fare delle scelte, decidere cioè cosa sia più importante per un’azione che risulti essere un semplice tamponamento delle crepe esistenti. La scuola è il presente che si occupa del futuro. Ma che posto occupa nelle scelte dell’oggi per il domani?
A Pisa, in una stanza delle scuole Fucini è racchiusa tutta la storia della città attraverso i registri scolastici. E’ così difficile e costoso fare un lavoro di archivio e restituire una memoria dove i pisani possano vedere il corso della storia dei loro nonni e bisnonni dall’unità d’Italia ad oggi attraverso questa lente particolare? Anche questo è un dettaglio che ci dice quanto memoria e formazione non rientrino nell’agenda delle cose da fare.
Dietro suggerimento di un amico, ho visto su youtube una trasmissione televisiva di qualche giorno fa (“L’eredità”), dove alla domanda su quando Hitler salì al potere tre concorrenti su quattro hanno detto in successione 1948, 1964, 1979. L’ultima, finalmente ma con il dubitativo “forse”, ha detto 1933. Sintomo di generale incuria culturale, storica e formativa? Il sospetto è assai forte. Perché allora scandalizzarsi se si vuole risparmiare proprio sulla pulizia delle scuole e se pavimenti e gabinetti restano sporchi? A che serve e a chi serve ormai più la scuola?

Alfonso Maurizio Iacono

da Il Tirreno

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