Nel blu dipinto di blu, a bordo delle Frecce Tricolori

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Favara. La magia di un “volo” fantastico, a bordo del simulatore della Pattuglia Acrobatica Nazionale, nel racconto di Tommaso Parrinello, dirigente dell’Agenzia Spaziale Europea e direttore del Festival delle Scienze. 

Favara. “La Scienza in Piazza”

Ricordando il mito di Icaro e Dedalo, ci chiediamo cosa abbia rappresentato per l’uomo il fatto di poter volare, di andare in alto al di sopra dei limiti concessi al nostro corpo. Una sfida? La seduzione dell’impossibile ? E questa sfida noi l’abbiamo vinta.

Il simulatore Frecce Tricolori dell’Aeronautica Militare, presente all’ultima edizione del Festival delle Scienze svoltosi nella Valle dei Templi e a Favara, ha permesso ai visitatori più maturi la possibilità di abbattere i limiti imposti dalla vita quotidiana, mentre ai più giovani, la possibilità di fare un’esperienza insolita e magari di iniziare a costruire un percorso professionale nel campo dell’aerospaziale militare e civile. Infatti, uno degli scopi primari del Festival è stato quello di avvicinare i giovani alla scienza e alla tecnologia dando a tutti un’opportunità unica per potersi confrontare con esperti e divulgatori scientifici.

Il simulatore delle Frecce Tricolori

Vivere un attimo di pura magia, l’ebbrezza di essere liberi e poter volteggiare nel cielo, come ospiti inabituali, ha attratto migliaia di persone a fare questa magica esperienza. E anche Egidio ed io, compagni di avventura fin dalla prima edizione del festival.

Come si dice? Ecco: “soltanto dopo lunghe ed estenuanti trattative”, Egidio mi ha concesso il piacere di condividere quest’esperienza con lui. Armati entrambi dallo stesso entusiasmo dei fratelli Wright, abbiamo deciso quindi di vivere anche noi, dopo la fatica e l’impegno dei cinque giorni di festival, dei momenti di pura spensieratezza, o almeno cosi credevamo.

Dopo esserci accomodati nella cabina di pilotaggio con grande e fervente tifo da parte dei nostri familiari e qualche palese perplessità da parte delle nostre relative mogli, abbiamo deciso che avremmo superato il limite delle nostre personali incertezze. D’altronde, l’obiettivo era quello: superare l’insuperabile e provare un’esperienza che non capita tutti i giorni della vita. Quei pochi minuti trascorsi dentro la cabina sembravano infiniti per il fastidio iniziale che era un misto tra l’improvvisa comparsa di un’influenza intestinale e la sensazione di essere chiusi dentro un cestello capiente di una lavatrice di ultima generazione.

Padroni del cielo

Il battito cardiaco e la temperatura corporea si sono innalzati proporzionalmente all’aumentare dell’altitudine: decollare con le Frecce Tricolori è diciamo “diverso”. Il colorito bronzeo dei nostri visi, acquisito durante i preparativi all’aperto della manifestazione, fu rimpiazzato da un pallore argenteo tipico di una persona indisposta dicevamo da problemi gastrici. L’unica magra consolazione era che quegli istanti di angoscia iniziale sono stati condivisi con un compagno di viaggio con il quale si poteva dar sfogo verbalmente alla sensazione provata. Ovviamente, quello che ci siamo detti, rimane un segreto personale.

Superati quei primi attimi, la paura è svanita tenuemente, lasciata come la scia che segnava il nostro percorso nel cielo, e dolcemente mitigata dallo stupore di essere diventati padroni del cielo. Perché lo eravamo davvero. Destra, sinistra, sopra, sotto, loop avanti, loop indietro, accelerazioni, decelerazioni sono stati compagni di viaggio per oltre cinque interminabili minuti. Abbiamo anche sperimentato che il tempo è davvero relativo…. Ma alla fine un divertimento assoluto non solo per noi ma anche per quelli, che fuori dalla cabina, ci hanno sostenuto. Chissà cosa hanno provato gli altri, quanti bambini hanno realizzato il loro piccolo sogno di essere un pilota, quanti ragazzi fidanzati hanno vissuto un momento di comunione di sentimenti e quanti uomini lavoratori e donne casalinghe, vissuto l’inimmaginabile, rompendo la monotonia di una giornata di fatica domestica.

Il Prefetto di Agrigento Nicola Diomede dopo il “volo” 

Toccare il cielo con un dito è stato sicuramente uno delle esperienze più coinvolgenti del Festival insieme a tanti altri laboratori presenti durante la manifestazione, che ringraziamo di cuore per la passione con cui hanno svolto il lavoro volontario in un periodo dove generalmente si va in vacanza.

I Militari dell’Aeronautica presenti a Favara

Ma qui vogliamo cogliere l’occasione per ringraziare l’Aeronautica Militare, il Colonello Federico Fedele comandante dall’aeroporto militare di Sigonella, per essere riuscito a portare il Simulatore a Favara, conteso da tutta Italia, il Maggiore Alessandro Maccagnano e il Tenente Paola Verde che hanno curato insieme a noi l’organizzazione del Festival, i luogotenente Ilario Landolfi per avere gestito mirabilmente il simulatore durante la manifestazione e tutto il corpo dell’aeronautica presente a Favara (di cui purtroppo non ricordiamo tutti i nomi) ma ricorderemo sempre la loro grande disponibilità, oltre che l’amicizia e la loro indiscussa professionalità.

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