Morti sul lavoro. “C’è qualcosa che non va nel sistema dei controlli”

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E’ quanto denuncia la Cgil di Agrigento, che chiede al Prefetto di convocare un “tavolo” delle Forze Sociali e delle Autorità Ispettive, per capire come fronteggiare questa emergenza.

Massimo Raso, Segretario Provinciale CGIL Agrigento

Incidenti e morti sul lavoro in provincia di Agrigento, “c’è qualcosa che non va nel sistema dei controlli”. E’ quanto denuncia la Cgil di Agrigento dopo la morte sul lavoro a Castrofilippo di un operaio di Bagheria, di appena 26 anni

“Una  morte che davvero non ci spieghiamo”, scrive in una nota il Segretario Provinciale Massimo Raso, che, nel ricordare i 2 Operai morti a ottobre a Naro nella Diga e i tanti che si sono infortunati e che oggi sono invalidi, aggiunge: “ormai non passa giorno che non vi sia la notizia di un  Operaio che muore sul lavoro, ormai è uno stillicidio: c’è qualcosa che non va nel sistema dei controlli, non è un caso che il 1° Maggio 2018 ha come tema quello della Sicurezza sul lavoro”.

“Contro gli infortuni sul lavoro e le morti che, purtroppo, si verificano-continua il Segretario della Cgil- occorre fare di più, tutti devono fare di più: sistema imprenditoriale, enti appaltanti, istituzioni addette alla vigilanza. Occorre far funzionare meglio ed affidare più ruolo agli Enti Bilaterali”.

Riteniamo-sostiene Raso- che debba emergere, in tutta la sua gravità, la situazione delle Istituzioni che sopraintendono alla vigilanza: vogliamo sapere quante persone tra Ispettori del Lavoro, quelli dell’INPS, quelli dell’INAIL e quelli dell’ASP sono attivamente impegnate nel contrasto di questi fenomeni. Non abbiamo numeri aggiornati, ma non crediamo siano granché cambiati e ogni volta ci rendiamo conto che non c’è proporzione tra addetti e numero di aziende da controllare. In queste condizioni  è impossibile controllare una provincia così vasta  e ancora attendiamo i rinforzi che la Regione aveva assicurato dopo i tragici fatti di Mineo”.

“Diventa non più procrastinabile che il Prefetto convochi il “tavolo” delle Forze Sociali e delle Autorità Ispettive per capire come fronteggiare questa emergenza e come intensificare le condizioni che impediscano il ripetersi di fatti così tragici. Alla Famiglia dell’Operaio di Bagheria le condoglianze sentite e l’abbraccio della CGIL di Agrigento unite all’impegno che la CGIL non smetterà nemmeno un giorno di battersi affinché-conclude Massimo Raso- si possa lavorare per vivere e non per morire”.

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