Montevago, un paese che guarda al suo passato “con gli occhi dell’amore”

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Celebrati tra i ruderi del terremoto i primi due matrimoni.

Un momento della cerimonia

“Montevago, anche il nome era incerto di questo paese”. Si apriva così, nel 1968, un memorabile servizio del Telegiornale sul terremoto del Belice di Sergio Zavoli.

Con poche ed efficaci parole il grande giornalista sintetizzava il dramma improvviso e inaspettato di un piccolo paese completamente raso al suo dal sisma, come tanti altri nella Valle, con un pesante tributo di morti.

Sono passati 5o anni dal terremoto. La ricostruzione, come ben sappiamo, è stata lenta, complicata, infinita, ma la gente del Belice ha saputo reagire, restituendo, nel tempo, ai luoghi martoriati dal sisma la bellezza perduta.

Ed è quanto sta avvenendo a Montevago, dove l’Amministrazione comunale, guidata da Margherita La Rocca Ruvolo, sta puntando molto, collaborata da diverse associazioni, su arte e cultura per la “rigenerazione urbana” e per mantenere vive la memoria e l’identità di una comunità “ancora fortemente segnata dal terremoto del 1968”.

Oggi il sindaco di Montevago ci comunica, con comprensibile gioia, che tra i ruderi del terremoto sono stati celebrati i primi due matrimoni. Una notizia che assume una valenza particolare alla luce di quanto fin qui detto.

Un momento della cerimonia

Il luogo è il Baglio Ingoglia, rinato due anni fa grazie a un progetto di restaurazione che lo ha portato al suo antico splendore.

Antica residenza del Cavaliere Calogero Ingoglia, che la ereditò dal padre, la costruzione fu realizzata tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, subendo nel tempo diversi ampliamenti e ristrutturazioni. Si trova tra i ruderi della vecchia Montevago, vicino alla vecchia chiesa Madre, e nel 1962 fu utilizzato come set cinematografico per alcune scene del film “La smania addosso” del regista Marcello Andrei, con un cast composto da attori di fama internazionale: Gérard Blain, Annette Stroyberg, Vittorio Gassman, Lando Buzzanca, Gino Cervi per citare alcuni nomi. Nel 1968 la struttura fu danneggiata dal terremoto, nel 2016, dopo la ristrutturazione, è tornata al suo antico splendore.

Due giorni fa  si sono sposati Cristian Donato e Aurora Giambalvo, ieri Giuseppe Tumminello e Valentina Barbera.

“Siamo molto contenti – commenta il sindaco Margherita La Rocca Ruvolodi aver ospitato i primi due matrimoni nel Baglio Ingoglia. A due anni dall’inaugurazione del vecchio baglio non possiamo che esprimere soddisfazione per le numerose iniziative culturali che al suo interno sono state organizzate. Non ci aspettavamo che la struttura venisse richiesta anche per dei matrimoni, ma così è stato e siamo molto felici di aver concesso questa opportunità ai giovani sposini che l’hanno scelta per coronare il loro sogno d’amore. Segno evidente che, insieme all’Amministrazione comunale, anche i cittadini credono che la rinascita di Montevago possa passare anche dal recupero, dalla valorizzazione e dal riutilizzo a fini culturali e turistici dei luoghi del vecchio centro distrutto dal sisma del ’68. Stiamo guardando questi luoghi con gli occhi dell’amore. Un messaggio significativo che arriva mentre proseguono le celebrazioni del 50° anniversario del terremoto del Belìce”.

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