Messana elogia la “grande bruttezza” del suo Pd: “Questa è vera democrazia”

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ELEZIONI RACALMUTO. Prima uscita pubblica di Emilio Messana, candidato per la coalizione Pd, Ncd, Mpa e Udc. Con un intervento sul nostro giornale, Messana replica al segretario locale dell’Udc che ha deciso di appoggiare Enzo Sardo. E lancia una frecciata agli ex amici di Sel.

Emilio Messana difende il Pd e la sua candidatura a sindaco di Racalmuto. Una replica a Carmelo Mulè, il segretario dell’Udc che pochi giorni fa aveva attaccato duramente la coalizione nata attorno a Messana e lo stesso Pd.  “Il Partito Democratico – affermava Mulè – avrebbe dovuto giocare in riserva, facendo ammenda sull’impostazione politica degli ultimi decenni e, in un bagno di umiltà, mettersi a disposizione per un progetto che sarebbe potuto emergere. Né condivido la coalizione che vorrebbe nascere, innaturalmente e con molta eterogeneità, poiché ciò porterebbe un’altra volta sul terreno dello scontro che è proprio quello di cui il paese non ha bisogno in questa fase”.

Emilio Messana

Emilio Messana

A stretto giro di posta la replica di Messana: “Rimproveri al PD di non essersi messo a disposizione per un progetto che sarebbe potuto emergere. Non è vero. Come ben sai non abbiamo mai rivendicato una nostra candidatura, anzi ci siamo impegnati per trovarne una che fosse al di fuori degli schemi e della contesa politica. Personalmente io ho chiamato tutte le forze politiche, i candidati a sindaco annunciati, perché insieme rivolgessimo un appello a Felice Cavallaro, nonostante questi avesse già annunciato pubblicamente di non volersi candidare. Abbiamo sollecitato altre candidature esterne, proposto le Primarie e soltanto alla fine del percorso si è approdati alla mia candidatura”.

Messana rivendica anche il metodo con cui si è arrivati alla sua candidatura: “Tutto è stato fatto alla luce del sole, che è il migliore disinfettante naturale, soprattutto per la politica. La consapevolezza della gravità della crisi in cui è precipitato il nostro paese è stato il collante dei nostri incontri. Quando una famiglia ha tante risorse può discutere e accapigliarsi su come impiegarle, quando le risorse sono poche vanno gestite oculatamente per garantire la sussistenza e organizzare una ripresa finanziaria ed economica. Più che litigare è necessario vigilare perché le risorse non vengano da alcuno sprecate. Per questo ci siamo sforzati di trovare un candidato che potesse coinvolgere tutti o comunque una larghissima maggioranza. Il sentiero è stretto per tutti, meglio sarebbe stato presentarsi alle elezioni in maniera ordinata e non in una calca scomposta. E’ quella che genererà lo scontro, non la ricchezza eterogenea della nostra coalizione”.

Da sx Lillo Sardo, Lillo Alaimo, Lillo Taibi ed Enzo Sardo

Da sinistra Lillo Sardo, Lillo Alaimo Di Loro, Lillo Taibi ed Enzo Sardo (Foto S. Alfano)

E, infine, una stoccata a Lillo Alaimo Di Loro, l’esponente di Sel che, assieme ad altri dello stesso partito, appoggia la candidatura di Enzo Sardo. In una nota, Alaimo Di Loro aveva parlato della “grande bruttezza” del Pd di Racalmuto, criticando la coalizione che sostiene Messana. Così replica l’ex segretario provinciale del Pd. “Preferisco “la grande bruttezza” della democrazia – dice Messana –  riflessa da un partito che discute, si dilania e alla fine decide, che si confronta con altre forze sui programmi, su come scegliere il candidato a sindaco, sui criteri di composizione delle liste, alla “grande bellezza” dei sorrisi da quattro amici al bar, occasionalmente in vacanza dai partiti”.

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One Response to Messana elogia la “grande bruttezza” del suo Pd: “Questa è vera democrazia”

  1. Calogero Taverna Rispondi

    13 aprile 2014 a 9:33

    Complimeni ad Emilio Messana, l’eleganza del dire è anche segno dell’eleganza dell’essere. Ecco una signorilità che potrà essere una vera ricchezza per l’avvenire di un paese che ha solo da riprendere rinforzandolo il processo virtuoso che solo la improvvida sortita prefettizia ha bloccato con un triennale commissariamento che ne ha determinato la necrosi. Con un provvedimento insomma che ha comportato la condanna alle spese nientemeno che del Viminale per manifesta infondatezza di un provvedimento iniquo. Certo Emilio deve vedersela ancora con certe spinte inciuciste e ambiziosette del suo partito. Spero e lo spererò sino all’ultimo memento che Emilio si avvalga ora della investitura ufficiale democratica e parto di convergenze utilitariste davanti al solito bar. Rifugga dai programmi elettorali ricolmi di ciarle e di vacue promesse e si converta al sano aziendalismo. Propugni un vero e salutare progetto industriale. Gliene ho proposta una bozza. Metta un simbolo o più simboli di partiti convergenti ed eviti il compromesso delle ricattatorie racolte di firme. Scelga lui la lista dei candidati a consigliere. Con la sua signorilià, con la sua bonomia, col suo grande fiuto politio riporti l’agone elettorale alle sue dimensioni civili, culturali, ideali Si adoperi a far sì che compagni d’alto profilo come Capitano, Alaimo Di Loro, Capraro tornino alla loro casa politica. Leggo una splendida pagina di Capraro. Non lo conosco bene. Mi ha incantato. Bella scrittura a profusione ed io sono un esteta della bella scrittura. Ma sarà il primo a rendersi conto di certi stridori civili, concettuali, storici e politici del suo dire. Stigmatizzare ad esempio le passate gestioni comunali, pretendere la esclusione dei passati artefici e poi accogliere certi non dimenticati protagonisti per molteplici legislature, fa un po’ senso. Diciamolo chiaro. O pensare che i tre di sinistra, di estrema sinistra, possano inciuciarsi con le espressioni più destrorse del clericalismo come talune transfughe dal mondo aclista e sotto l’egida di chi forse sta incappando in incompatibilità ambientali, sa di gesuitica ipocrisia. Tornino fra noi ma faccia di tutto Emilio perché la nostra ritorni la grande casa del socialismo della terza via. Anche perché qualora davvero questa difficile gestazione della lista solo nominalmente PD dovesse risultare un inciucio come gli altri, anche il sottoscritto, che ovviamente conta poco anzi nulla, taglierebbe la corda.

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