Mentre Letta galleggia, tutti incagliati nell’Italia che affonda

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Scenari di un Paese in svendita dove i furbi e i più ricchi hanno già fatto le valigie

altSi sta come in una palude. Piccoli eserciti armati si fronteggiano in una logorante guerra di posizione dietro piccole trincee inespugnabili, ognuno a farsi forza sulla debolezza degli altri. Nessuno veramente in grado di vincere, tutti a cercare di non perdere il proprio pezzettino di terreno ancorché arido. Berlusconi promette che terrà buoni i suoi almeno fino al 30 luglio, sperando in giudici della Cassazione benevoli. Il Pd è spaccato, Letta galleggia perché gli altri sanno che dopo di lui sarà il diluvio, la situazione economica è disastrosa, gli altri ci declassano e deridono, anche la Cnn ci attacca per gli scioperi eterni e la carcassa della Costa Concordia che nessuno rimuove.

E così quel relitto diventa la nostra immagine eterna, la cartolina sinistra di un naufragio dal quale non riusciamo a scampare, incagliati nella palude, paralizzati lì, masochisti stanchi che non si muovono perché sanno, o semplicemente temono, che il più piccolo spostamento può esserci fatale. Cadaveri immobili, ecco quello che sembriamo. Dove si gioca a non fare niente ed a spararla grossa. Grillo non fa che parlare di fucili, steso su spiagge care e dorate, sembra il primo Bossi di lotta in Padania e di governo a Roma. In fondo è sempre così da noi, periodicamente arriva qualcuno che minaccia di mettere a ferro e fuoco la Bastiglia, ma poi vi si insedia e visto che non vi si trova tanto male vi resta prendendosi la parte migliore del rancio che passa il convento. E niente cambia. Ve li ricordare gli annunci di grandi riforme? Provate e segnarne, ogni volta che qualcuno li proclama, le date. E poi rivedetele quelle date, restano lì come pagine ingiallite dal tempo. Le riforme possono attendere sempre in Italia, non fanno che attendere. Intanto i Paese è in svendita, anche i Turchi comprano i nostri cioccolatini, non ci rimarrà nessun asset, tutto andato via. E ci illudiamo di essere ancora un paese bello da visitare. Eppure è uno sfacelo e come certi vecchi che aspettano solo di morire non c’è nessuno di noi che abbia voglia e forza di alzarsi dalla sedia e dire stop, mettiamoci a lavorare. E invece no, si sciopera e ci si lamenta. Ma attenzione, i più furbi e ricchi hanno già fatto le valigie, mandato le famiglie all’estero, messo i beni al riparo. L’egoismo italico ha prevalso, ha già vinto, bande armate si preparano a proteggere i fortini costruiti in cima ai cuccuzzoli. Ognno pensa al suo particulare. Siamo italiani, bellezze.

Luigi Galluzzo

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