“Mennulavirdi” trasforma Agrigento nella casa del Jazz

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Cala il sipario sulla prima edizione di “Agrigento Jazz Festival”. La forza della musica è riuscita a radunare ai piedi del Tempio di Giunone una miriade di cultori del genere. Le foto di Francesco Sabbia.

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Si è conclusa ieri sera in bellezza la prima e riuscitissima edizione dell’Agrigento Jazz Festival e il bilancio conclusivo della neonata quattro giorni di Jazz nella Valle non poteva essere più positivo. La forza della musica è riuscita a radunare ai piedi del Tempio di Giunone per quattro serate consecutive una miriade di cultori del genere, ma anche di appassionati di buona musica live in generale. Con un cartello artistico di altissimo valore si sono alternati musicisti di primordine nell’intero panorama jazzistico internazionale.

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Ma ripercorriamo insieme i quattro passi verso il successo dell’Agrigento jazz Festival.

A battezzare l’evento non poteva che essere un conterraneo, il chitarrista Francesco Buzzurro insieme all’armonicista palermitano Giuseppe Milici. I due musicisti siciliani, apprezzati in tutto il mondo per le loro qualità solistiche, compositive e per le prestigiose collaborazioni di cui possono far vanto, hanno presentato proprio all’interno della Valle dei Templi il progetto “Attenti a quei due” che li ha visti destreggiarsi, con grande maestria, tra composizioni originali ed evocazioni jazz, pop e carioca.

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Dopo di loro un trio d’eccezione composto dal grande pianista Danilo Rea, dal contrabbassista Ares Tavolazzi e dal batterista David King. Lirismo e orchestralità hanno fatto da padroni in un’atmosfera suggestiva ed emozionante che ha strappato sonori applausi tra la folla di presenti.

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Il terzo appuntamento ha strizzato l’occhio al jazz della Grande Mela attraverso il newyorkese Jason Lindner accompagnato da Justin Tyson e Panagiotis Andreu, con “Now vs. Now”, un repertorio eclettico di world music esaltante e all’avanguardia.

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Ieri il festival ha, poi, chiuso alla grande con il celebre batterista romano Roberto Gatto in Quartet accompagnato dai toscani Alessandro Lanzoni e Matteo Bortone, rispettivamente al piano e al contrabbasso, e il talentuoso siciliano Alessandro Presti alla tromba.

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La manifestazione è stata organizzata dai giovani di Mennulavirdi E20 e ha dato dimostrazione di quanto i giovani siano la linfa vitale per un futuro florido nella città. L’evento ha avuto il patrocinio della Regione e di molti Comuni della nostra Provincia, oltre che sponsor privati che hanno creduto sin da subito nell’iniziativa. Un ciclo musicale che ha fatto registrare un consenso unanime di pubblico e critica e che è destinato a lasciare un segno importante nella storia della nostra bella Città dei Templi.

Agrigento ha sognato e si è risvegliata al ritmo del Jazz.

Adesso non ci resta che aspettare l’Agrigento Jazz Festival 2015.

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