Mediterraneo, cimitero senza tombe e senza lapidi

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Dopo l’ennesima tragedia, il Mare Nostrum si conferma ancora una volta fossa comune per migliaia di migranti

altNel cimitero del Mediterraneo, l’unico camposanto nei fondali senza tombe e senza lapidi, da ieri sera hanno trovato l’ultima dimora tre donne, partiti dalle coste africane su un barcone, insieme ad oltre 85 migranti. Per gli altri compagni di viaggio miracolosa è stata l’apparizzione tra le onde della nave Cicala Fulgosi. Il comandante dell’imbarcazione, appena accortosi delle condizioni precarie del gommone e soprattutto dello stato di salute pessimo degli occupanti, ha subito lanciato l’allarme facendo salire a bordo tutti i migranti. Da Lampedusa è intervenuta una motovedetta della Guardia di Finanza che ha portato sul molo Favarolo l’ennessimo gruppo di extracomunitari. Sconvolgente il racconto dei compagni di viaggio delle tre donne.

“Abbiamo abbandonato in mare i corpi delle tre donne -pare abbiano detto ai soccorritori- dopo che queste hanno perso la vita per le fatiche di un viaggio durato cinque giorni”. Riposeranno in pace, come ogni persona che va nell’aldilà? Ogni volta che succedono questi drammi la domanda si ripropone nella sua drammaticità e freddezza. I fondali del Mare Nostrum possono essere considerati un cimitero? Assolutamente no. La risposta è ovvia e schietta. Gli ennesimi corpi dati in pasto ai pesci. Il Mediteranneo, mare di cultura, di battaglie storiche, di scambi commerciali, di pesca di pesce azzurro, si conferma ancora una volta fossa comune per migliaia di migranti. Non è trascorso nemmeno un mese dalla storica visita del Papa a Lampedusa. Le immagini del Pontefice che getta in acqua una corona di fiori a pochi metri dalla Porta del Mare è ancora impressa negli occhi di chi ha vissuto di presenza la storica visita di Francesco o di chi ha visto le scene in diretta TV. L’omaggio floreale per i morti in mare ha procurato, in quel momento, un profondo brivido sulla schiena, nonostante la giornata calda di luglio. Ma passata l’onda mediatica della visita del Sommo Pontefice per Lampedusa i problemi sono rimasti gli stessi. Sul molo Favarolo si lavora “H24”, come si dice in gergo militare, senza sosta e senza riposo. Nell’ultimo fine settimana quasi 300 sono state le persone soccorse al largo e portate in terraferma. Il centro di accoglienza al momento ospita oltre 700 migranti e a Porto Empedocle, secondo approdo in Sicilia dopo Lampedusa, ogni sera dalla motonave Siremar sbarcano gruppi numerosi destinati nei centri di accoglienza di Cammarata, Mineo e altre zone dell’isola. Durante la nostra presenza a Lampedusa abbiamo fatto visita al cimitero che porta il nome di un altro grande Papa della storia “Giovanni XXIII”. In quel camposanto adiacente alla spiaggia di Cala Pisana, a pochi metri dall’aereoporto, alcuni migranti, senza identità, hanno trovato l’ultima dimora. Anche se senza un nome ed una foto sulla lapide, almeno loro riposano in pace. Se così è giusto dire.

Giuseppe Piscopo

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