Maria Russel, l’artista torinese che canta Rosa Balistreri

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Le sue origini sono licatesi. Interpreta magistralmente le canzoni della cuntastorie. I suoi spettacoli dedicati alla Sicilia riscuotono applausi e consensi ovunque.

Maria Russel

Maria Russel

Diceva Enzo Biagi che la cosa più fantastica che può accadere ad un giornalista è raccontare una bella storia. Già, la storia di una persona che incontri per caso, e che ritrovi sulle note di una delle più grandi cantanti folk nate a Licata, Rosa Balistreri. E così l’amore per Rosa apre strade di nuove conoscenze, nuove frontiere. L’incontro con Maria Russello, in arte Maria Russell avviene per caso, dopo la proiezione di un docu-film su Trent’anni di Mafia agrigentina, con la regia di Sabino Taormina.  Subito si parla di  diritti violati, di arte, di cultura, della grandezza della Sicilia, delle occasioni perdute. Ma soprattutto di futuro, di cose che si possono fare e che si devono realizzare. E qui viene fuori Maria Russel, la sua incredibile storia che non possiamo fare a meno di raccontarvi.

Nata a Vercelli ma di origine siciliana, Maria è autrice e interprete del progetto musicale “Terra di Sicilia mare di Napoli”.

“È un progetto –ci racconta – che avevo in testa da sempre. Sono riuscita a realizzarlo oggi, all’alba dei cinquant’anni. Da ragazza non avevo né la personalità e nemmeno lo stato emotivo giusto. Sognavo di diventare una show-girl come Loretta Goggi. Era il mio modello di artista. Nel cortile del condominio di Livorno Ferraris, dove abitavo con la mia famiglia, organizzavo un mio personale Festival di Sanremo. L’androne era il teatro Ariston, le panche di marmo ai lati erano i posti per gli spettatori, cioè i miei amici. Cantavo sempre, anche sul balcone, e quando non lo facevo perché stavo studiando, erano i vicini” di casa a invocarmi”.

Maria Russel canta Rosa Balistreri

Maria Russel canta Rosa Balistreri

Maria racconta le sue origini e il rapporto con Licata dove è tornata in agosto.

“Faceva il contadino mio padre  a Licata e si era dovuto inventare operaio alla Pirelli di Livorno Ferraris. Vedendo come la fabbrica lo spegnesse giorno dopo giorno, mi ripromisi che non avrei mai fatto un lavoro come quello. Solo la cura del suo grande orto lo ripagava del duro lavoro”.

Maria dopo gli studi inizia a lavorare in radio…

“Seppi che radio BBS di Vercelli, che ascoltavo sempre, cercava giovani speaker. Sentivo che poteva essere la mia occasione. Presi un giorno di permesso dal lavoro e mi presentai al titolare, Eraldo. Lui mi mise alla consolle e mi fece presentare l’ultimo 45 giri di Claudio Cecchetto. Andai forte, tanto che l’indomani mi fecero il contratto di assunzione. Avevo deciso che da grande avrei lavorato nel campo della musica. Ero una giovane molto alternativa: bandana, t-shirt, jeans, capelli corti. Dimostravo molto meno dei miei diciotto anni, ma avevo grinta da vendere. La cosa più deludente del concorso di Tv Sorrisi e Canzoni è stato vedere il vincitore rinunciare al premio – che consisteva in un viaggio a New York per visitare alcuni network – e chiederne il corrispettivo in denaro. Fosse successo a me, avrei toccato il cielo con un dito, pur di andare nella Grande Mela!”

Maria  non si  ferma un attimo: studia dizione e fonetica,  tournée con i Dik-Dik, e una collaborazione con Dario Baldan Bembo…

Cantavo di tutto, soprattutto canzoni d’autore, da Tenco a Battisti”. Poi una pausa per motivi familiari, matrimonio, figli e poi la grande intuizione di lavorare ad uno spettacolo partendo dalle origini del Sud.
“Terra di Sicilia e mare di Napoli è nato due anni fa. Una sera mentre guardavo Il padrino parte terza fui colpita dal figlio del padrino, Michael, che cantava in siciliano la canzone di Nino Rota Brucia la terra. Ebbi un’illuminazione. Io non conoscevo il dialetto siciliano, a parte qualche battuta. Ma quella volta me ne innamorai perdutamente, e quando conobbi l’opera della cantante e cantastorie siciliana Rosa Balistreri, l’emozione fu doppia”.

Un momento del suo spettacolo

Un altro momento dello spettacolo della Russel

Che grande artista Rosa…Maria conferma…

“Solo per sentito dire. Scoprii su di lei molte cose interessanti: che era nata nel ’27 come mio padre, che era di Licata come i miei e che era cresciuta nel quartiere della Marina, quello di mia madre. Rosa non sapeva scrivere la musica. Era un’autodidatta, proveniva da una famiglia poverissima, ebbe una vita sfortunata. Però andava in giro nei paesi, ascoltava i canti dei vecchi e dal musicista che l’accompagnava faceva trascrivere le note. In questo modo evitò che il patrimonio di una regione andasse perduto”.

E poi conclude

“Mi piacerebbe fare la cantastorie. Salire sul palco con i quadretti sullo sfondo, come facevano i cantastorie di un tempo, e ricostruire l’ambientazione di una piccola città siciliana, vino e cibi compresi”
Il sogno di Maria è quello di esibirsi nella sua Sicilia. Nel frattempo canterà la Sicilia nel resto d’Italia e all’estero. Con la sua splendida voce e con i capelli biondissimi. Pettinatissimi. Con un taglio da star. Nulla a che vedere con i capelli di Rosa Balistreri di cui ha raccolto la meravigliosa eredità.

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