Maria Iacono: “Ci faremo sentire”

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“Del Pd saremo, tra senatrici e deputate, in 155 e dimostreremo di saper rappresentare il bisogno di cambiamento

Maria IaconoParla la prima donna della provincia di Agrigento eletta in Parlamento:Di una cosa è certa: gli elettori hanno dato con il voto un’indicazione precisa e a Governare non potrà tornare chi è stato al potere per decenni con risultati a tutti noti. Tra i voti indirizzati al Movimento Cinque Stelle ci sono anche quelli della Sinistra e su questo fatto è necessaria una riflessione. La proclamazione avverrà in Aula, all’insediamento delle Camere, ma Maria Iacono, deputato del Pd è già stata a Roma ed ha partecipato alla prima riunione di tutti i parlamentari eletti del Pd, 408, tra deputati e senatori.

 

 

– La prima donna della provincia di Agrigento ad entrare in Parlamento. Una responsabilità in più, ma anche un traguardo che arriva dopo molti anni di assoluto predominio maschile …
“Sì, è un fatto di onore e di orgoglio per me; ma soprattutto l’elezione della prima donna in provincia di Agrigento segna un passo importante. Del Pd saremo in 155, tra senatrici e deputate, il 40 per cento. Una percentuale così elevata, garantita sin dalle primarie, ha consentito di elevare al 30 per cento la presenza delle donne in Parlamento. Abbiamo pensato, come donne, che questo non debba essere soltanto un fatto formale, ma che debba mutare la qualità della rappresentanza politica nella sostanza delle proposte che avanzeremo: faremo sentire il nostro punto di vista. Siamo state percepite come forza di cambiamento, dimostreremo di saper rappresentare questo bisogno”.
– Era abbastanza sicura della sua elezione …
“Sì, alle primarie sono stata la prima tra le donne in provincia, con un risultato eccezionale. Dopo il voto, la terza tra i candidati agrigentini. Non ho mai avuto dubbi, anche perché il segretario Bersani era stato chiaro sin dall’inizio, sostenendo che avrebbe optato per un altro collegio ed ha mantenuto l’impegno”.

– La posizione di Bersani rispetto al Movimento Cinque Stelle e la necessità e l’urgenza di garantire un Governo: quali ipotesi ritiene che siano le più praticabili al momento?
“Ritengo che Bersani stia facendo bene ad impostare il suo lavoro per garantire un Governo al Paese. Ha fissato gli otto punti per un Governo di cambiamento, o di scopo, come è stato detto. Le ipotesi più praticabili non dipendono soltanto dal Pd, perché il risultato elettorale non è stato quello che avremmo voluto. Ma abbiamo la maggioranza alla Camera e la maggioranza relativa al Senato. Questo ci carica di una grande responsabilità. Abbiamo sottoposto gli otto punti anche al Movimento di Grillo, che ha avuto un’ampia affermazione elettorale. Dai primi colloqui sembra che ci sia la possibilità di un dialogo. Mi auguro che questo sia un primo passo per un Governo che possa riuscire ad affermare quel cambiamento che abbiamo auspicato in campagna elettorale”.
– Pensa anche lei che, presto o tardi, si tornerà a votare?
“Mi auguro di no e credo proprio di no. Di fronte alla grave crisi che sta vivendo il Paese, credo che debba prevalere da parte di ogni forza politica la logica della formazione di un Governo che possa affrontare e superare la crisi, in maniera responsabile”.
– Da più parti si reclamano, intanto, le riforme. Quali secondo lei sono le più urgenti?
“Quelle che intervengono sulla politica e sulla vita pubblica: una nuova legge elettorale, basata sul doppio turno di collegio, la riduzione dei costi della burocrazia, una legge sui partiti, sulla questione del finanziamento, sulla democrazia interna e sui codici etici, la riforma costituzionale per il dimezzamento dei parlamentari. Credo che gran parte di questi punti possano essere ampiamente condivisi. Ma la priorità deve essere data alle misure urgenti sul fronte del sociale e del lavoro: ci batteremo per rafforzare tali misure per il Sud, dove la disoccupazione giovanile e femminile ha raggiunto percentuali simili a quelle della Grecia”.
Palazzo Montecitorio– Qual è la sua posizione rispetto alle recenti esternazioni di Matteo Renzi, sulla politica di Bersani e sul suo suo tentativo di approccio con il Movimento Cinque Stelle?
“Matteo Renzi ha svolto un ruolo che tutti hanno riconosciuto. Credo che per ora ci sia bisogno di tenere unito il partito per dare un Governo subito al Paese. Per quel che riguarda la nostra vita interna al Pd, potremo parlarne dopo, anche perché in autunno si celebrerà il Congresso  e quella sarà la sede più idonea per il dibattito”.
– Il Pd rinuncerà al finanziamento pubblico al partito?
“Anche su questo tema possiamo trovare un punto di incontro con il Movimento di Grillo. È chiaro a tutti che il finanziamento pubblico ai partiti va rivisto, soprattutto dopo i fatti di corruttela a cui abbiamo assistito in questi mesi. Tuttavia, condivido il pensiero di Bersani che togliere completamente il finanziamento pubblico significherebbe far sì che la politica diventi prerogativa di chi ha una potenza economica. Invece nel Paese la politica deve essere garantita a tutti. Se ne può discutere, ma tenendo presente la logica per cui fu previsto il finanziamento pubblico, in modo da garantire a tutti la partecipazione alla politica del Paese e non soltanto ai ricchi”.
– Quali degli otto punti programmatici proposti da Bersani pensa che potrebbero avere immediate ricadute positive sul nostro territorio?

” Come ho appena detto, quelli che riguardano le politiche sociali e il lavoro, così come gli interventi sulla green economy, che anche per la nostra regione può essere un elemento importante di sviluppo. Si dovrebbe puntare sulla sostenibilità, guardando nella direzione di politiche mirate per far decollare il turismo. Penso anche alle misure che aiutino i lavoratori ad uscire dal precariato e a quelle in favore degli esodati, nonché alle iniziative per la correzione delle politiche europee di stabilità, senza cui non è possibile aiutare le singole realtà territoriali nelle politiche di sviluppo”.
– Quale sarà il suo personale impegno politico per la Sicilia e per la provincia di Agrigento? Lei, in campagna elettorale, ha dichiarato che ‘ogni parlamentare deve essere quanto più possibile un rappresentante del territorio a cui appartiene …’
“Spero che venga fuori un’idea complessiva di sviluppo di questa provincia, nella direzione di un suo sviluppo turistico. Credo che sia indispensabile ripensare le politiche di sviluppo in modo diverso, attraverso una logica che comprenda le nostre infrastrutture, i porti, la vivibilità delle nostre città, dei nostri centri storici. Occorre trovare anche le risorse necessarie per sostenere le aziende agricole, i cui prodotti non sono tutelati sul mercato, le piccole imprese, l’artigianato, tutte quelle realtà produttive che vanno rafforzate verso uno sviluppo sostenibile. Su molti aspetti è mancata una visione complessiva di sviluppo. E’ un peccato che ciò non sia avvenuto prima, qui dove ci sono tutte le potenzialità per farlo. C’è chi ha avuto tutto il tempo e non lo ha fatto, in concomitanza di responsabilità al governo provinciale, regionale e nazionale: avere questa visione avrebbe potuto segnare la rinascita del territorio”.
– Del Movimento di Grillo lei ha affermato che si tratta di una protesta che ha assunto aspetti populistici e ideologici; ne è ancora convinta, alla luce dell’esito del voto?
“Sì certo, ne sono convinta, anche alla luce dell’esito del voto. Questo movimento – lo dicono i dati – è riuscito ad attrarre anche elettori che avrebbero potuto indirizzarsi verso il Pd. Tant’è che nei confronti della posizione assunta da Grillo all’indomani del voto si è sviluppato un forte dibattito sulla rete, una vera e propria sollevazione, che lo richiamava ad un’assunzione di responsabilità nei confronti del Paese. Di tutto questo noi come partito dobbiamo prenderne atto”.
– Un Governo Pd-Pdl lei lo avrebbe appoggiato?
“Non so che cosa succederà se Bersani non riuscirà in questo suo progetto iniziale. Penso che un Governo sia necessario al Paese, ma deve tenere conto di ciò che la gente ha indicato con il voto e non di chi ha governato per più di un decennio rendendosi responsabile dell’attuale condizione del Paese”. ” Del Pd, tra senatrici e deputate, siamo 155,  siamo state percepite come forma di cambiamento e dimostreremo di saper rappresentare questo bisogno”

Anna Maria Scicolone

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