Marasma e folklore: parte la Sagra del Mandorlo in fiore

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Questa sera il concerto di Roy Paci apre ufficialmente le manifestazioni della 69° edizione. Ma le polemiche non si placano

altCon il concerto di Roy Paci al Teatro Pirandello (sabato 8 febbraio) s’inaugura la Sagra del Mandorlo in fiore. Dovremmo dunque guardare al futuro con ottimismo, per goderci i vari appuntamenti dell’intenso programma e allontanare per sempre quell’ombra malevola che aleggia sulla città e che discredita sia la sua immagine che quella degli agrigentini. Ma come si fa a ignorare la bufera che è ancora in corso? Le indagini della procura di Agrigento sulla Sagra, quest’anno, sono state avviate ancor prima dell’arrivo dei gruppi, quelli legittimamente invitati, almeno. Nel frattempo il gruppo delle giovani musiciste lettoni si esibisce in città, nonostante abbia saputo, seppur tardi, del rinvio del festival del folklore a cui non risultano più invitati.

La Bulgaria chiede di partecipare al Festival di marzo o aver diritto almeno a un risarcimento. India e Kosovo sono stati fermati in tempo, mentre i giapponesini invitati dal Festival dei Bambini nel mondo sono stati destinati ad altro spettacolo. Un marasma ingestibile, si dice, e molto probabilmente evitabile. Di chi è la colpa? Certamente su tutta la manifestazione campeggia l’improvvisazione, più che l’opportunità di assicurare almeno una volta una programmazione con largo anticipo o la volontà di organizzare una Sagra diversa e sostenibile, prolungata nel tempo fino ad un periodo dal clima più mite e in grado di produrre, almeno sulla carta, maggiori benefici alla collettività. Il sindaco in effetti non smentisce di aver dato molti mesi prima un incarico, verbale sì, come afferma l’operatore culturale Dario Danile, ma soltanto esplorativo. Danile, d’altro canto, cita i nomi dei testimoni dell’incarico ricevuto di invitare 12 gruppi. Leggerezza? “Conosciamo tutti la burocrazia. Anche nelle precedenti Sagre mi era stato dato incarico verbalmente e poi si era formalizzato – afferma Danile -. Ho agito per volontariato, mettendo la mia passione a disposizione della città e del folklore, per assicurare lo svolgimento della Sagra”. Meglio non entrare nel merito della questione delle lettere di invito ai gruppi fokloristici, probabilmente copiate malamente da quelle dell’anno prima, secondo una maniera ch’era già stata collaudata di accelerare tutta la macchina organizzativa. Altra leggerezza.

Poi c’è la questione sull’ evidenza pubblica, per la quale vanno sottolineati due aspetti: il sindaco ha tenuto a precisare, parlando a fine gennaio con gli albergatori contrariati per l’improvviso posticipo, che in ogni caso la Sagra si sarebbe dovuta svolgere a marzo dato i tempi ristretti per fare le gare per l’aggiudicazione dei servizi; eppure, come sottolinea Mario Pardo, organizzatore di eventi (che a tal proposito ha scritto una nota al dirigente comunale Insalaco, al sindaco Zambuto e all’assessore Masone) è abbastanza contraddittorio che il 5 febbraio siano stati affissi avvisi pubblici per servizi e biglietteria inerenti la Sagra, in alcuni casi anche con meno di 24 ore di anticipo dal termine fissato per la presentazione delle offerte. Non mancano nella vicenda altre note curiose: Danile, ad esempio, è venuto a sapere del rinvio della Sagra dal suo amico imprenditore Christian Vassallo (con cui aveva organizzato i due Festival del folklore 2012 e 2013), alla fine di gennaio, mentre si trovava in Bulgaria per due concerti con la sua band Ciao Sicilia; lì ha incontrato sia la rappresentante del gruppo Esteria di Sofia, che gli ha detto di aver prenotato i biglietti aerei (180 euro a persona equivalgono ad uno stipendio nel loro Paese), così come il responsabile di un gruppo di majorettes, da cui ha appreso che hanno già pagato il bus e prenotato il traghetto da Igoumenitsa.

Ma la Sagra del produttore Francesco Bellomo, per la quale Nino Lauretta si occupa del Festival del folklore, mentre Andrea Cirino ha il coordinamento, prevede 14 gruppi folkloristici, gran parte dei quali sono diversi da quelli già invitati da Danile. Quest’ultimo, peraltro, assieme agli albergatori La Gaipa di M5S e Picarella e ad alcuni amici, sta ospitando i componenti del gruppo della Il gruppo della Lettonia in visita alla casa di riposo di San MicheleLettonia, che sono già da alcuni giorni ad Agrigento e hanno chiesto anche di esibirsi per far conoscere il loro folklore. Le giovani musiciste si sono esibite a Monserrato e alla Casa di Riposo di San Michele, riscuotendo grande ammirazione e saranno anche al Centro commerciale di Villaseta. Imbarazzante è la situazione con l’India e il Kosovo: le ambasciate chiedono lumi su ciò che sta accadendo, poiché a loro erano stati forniti degli elenchi di persone a cui rilasciare il visto per una Sagra che adesso non c’è. Danile afferma di sentirsi danneggiato nella sua attività, visto che sua è l’Associazione culturale europea, che, lo ricordiamo, con l’associazione italo-russa “Il mondo culturale” ha organizzato “Orizzonti Mediterranei” e altri festival in collaborazione con gruppi dell’est europeo. Di scarsa trasparenza (chiamiamola pure leggerezza) è comunque piena ogni cosa in questa vicenda ed è eccessivo il sindaco, quando ribadisce che siamo dinanzi a uno scellerato piano politico per colpire lui e la sua amministrazione. Certo è che le indagini dei carabinieri scopriranno un gran numero di irresponsabili, di abbozzatori, di facilisti, che hanno agito probabilmente soltanto per fare “loro” una Sagra. Al centro è un sindaco che, dopo aver dato l’incarico agli organizzatori di due precedenti sagre, sia pure soltanto per avviare i contatti coi gruppi, si è lasciato affascinare da un’altra proposta di Sagra, fatta di concerti e di spettacoli non soltanto folkloristici che si protrarranno fino al 16 marzo.

Anna Maria Scicolone

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