Malerba. Dopo le polemiche il libro vola: pronte altre diecimila copie

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CASI LETTERARI. Ha vinto il premio Racalmare, ha superato le polemiche, ha fatto discutere sui giornali di mezzo mondo. Malerba, scritto da Carmelo Sardo e Giuseppe Grassonelli va in ristampa, con una massiccia campagna promozionale. Sulla fascetta la scritta: “Premio Leonardo Sciascia-Racalmare 2014” e due frasi tratte dagli articoli del quotidiano brittanico The Guardian e dallo spagnolo El Mundo. Carmelo Sardo ci racconta in esclusiva i giorni del grande successo

Me lo disse uscendo dall’abbraccio con cui ci salutammo quella volta quando andai a trovarlo per parlargli dell’ultima stesura del nostro libro: “Malerba ci porterà lontano, Carmè. Vedrai….ci porterà lontano, me lo sento.”

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Lì per lì pensai a quelle battute di incoraggiamento che si fanno in queste circostanze. Non potevo certo sospettare che qualche mese dopo gli avrei dovuto dare ragione. Ora che di Malerba parlano perfino dall’altra parte del mondo, in Australia, ma anche dove avrebbero ben altro a cui pensare, come in Kurdistan, o in Kazakistan; ora che questa storia potente e drammatica è arrivata dove è arrivata, sulle pagine del Los Angeles Time e di Liberation, di El Mundo e di The Guardian, di El paise e di Le Monde, e su quelle di tutti i quotidiani e le testate giornalistiche on line italiani, quelle parole di Giuseppe Grassonelli riecheggiano nella mia testa col loro carico avviluppante di beata profezia.

Farei un torto alla mia intelligenza se non ammettessi che non me l’aspettavo. Perché, vedete, quando si scrive un libro e la storia si sviluppa, e i personaggi prendono corpo nelle sue pagine, l’autore –gli autori in questo caso- non sa mai che impatto possa avere con il lettore. E per quanto io abbia amato e continui ad amare Malerba, così come lo abbiamo concepito con Giuseppe Grassonelli, vi assicuro, non avevo la più pallida idea del tipo di reazione che avrebbe avuto il pubblico di fronte a una storia così difficile e complessa.

Giuseppe Grassonelli con Carmelo Sardo ospiti di un convegno in carcere

Giuseppe Grassonelli con Carmelo Sardo ospiti di un convegno in carcere

E’ vero, ero confortato dalla scelta di una grande casa editrice come Mondadori che ha scommesso su un memoir di questo tenore. Ma aspettavo i primi commenti spietati e leali dei lettori per prendere coscienza del peso specifico di questo libro. E quando sono cominciati ad arrivare, credetemi,  sono andati ben oltre ogni mia attesa.

Se oggi Malerba va in ristampa e invaderà le librerie con una tiratura di diecimila copie, il merito è dei lettori che l’hanno letto, apprezzato e consigliato. Ma è soprattutto merito del successo al premio “Racalmare-Leonardo Sciascia”, della giuria specializzata che l’ha voluto in finale, e della giuria popolare che lo ha votato.

Offenderei la mia intelligenza se non ammettessi che a spingerlo oltre i confini italiani hanno contribuito anche le polemiche innescate dalle dimissioni di un giurato e il dibattito che ne è conseguito. Ma lasciatemi dire che se non ci fosse stata la sostanza, Malerba non sarebbe approdato in finale, e soprattutto non l’avrebbe vinta. Ho visto uno a uno in faccia i votanti la sera della finale a Grotte, chiamati all’appello dal presidente di giuria presentarsi davanti all’urna e imbucare la scheda con il nome del libro prescelto. Era gente comune, se mi passate il termine. Lettori come tanti. C’erano giovani e c’erano anziani. Donne e uomini. Evidentemente teste libere e sane, che non si sono fatte incantare dalle polemiche o dalle facili retoriche di circostanza.

Il momento della premiazione di Carmelo Sardo

Il momento della premiazione di Carmelo Sardo

E se Malerba ha vinto per un solo voto in più rispetto a E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte di Caterina Chinnici, e di due in più su Salvatore Falzone con il suo Piccola Atene, significa che la scelta della giuria, presieduta da Gaetano Savatteri si è rivelata azzeccata. E faccio fatica a dover constatare come ancora serva rimarcare che un libro va valutato per quello che c’è scritto, e non per chi l’ha scritto. Fior di commentatori e di critici letterali, calandosi nella polemica, l’hanno ribadito. Per dirla con Gian Paolo Serino, numero uno di Satisfiction, il critico che ha sdoganato in Italia quel gran capolavoro che è Stoner di John Williams “non amo gli scrittori, non mi interessa chi siano e cosa pensino: mi interessa solo quello che scrivono.”

Grazie a questo successo, Malerba va in ristampa per la terza volta, e stavolta con una tiratura di diecimila copie e con la scelta dell’ufficio commerciale di Mondadori di apporvi una fascetta che celebra la vittoria del premio Sciascia e con due frasi a effetto prese dai commenti di “The Guardian” e di “El mundo”. Una soddisfazione enorme che non viene scalfita da critiche che pur arrivano al testo, com’è fisiologico che accada e che vanno accolte per come è giusto che sia.

The Guardian

The Guardian

Quel che trovo insopportabili sono i commenti di chi non ha neppure letto il libro e le illazioni, che spesso sfociano nella diffamazione come di chi maldestramente ha provato ad attribuire “Malerba” al solo Grassonelli deducendolo da una frase del libro in cui il protagonista (Brasso alias Grassonelli) finito il manoscritto sulla sua vita si chiede “e ora che ne faccio? A chi lo affido?”. Basterebbe per mettere a tacere queste illazioni, rivelare che questa frase, questo capitolo, l’ho inventato e scritto io, e che Grassonelli si è limitato ad approvarlo. Ma su questo punto, seppur in forma privata, ho già ricevuto le scuse.

Accolgo invece e rispetto, ma controbatto in una dialettica pacata e civile, gli appunti sollevati dal procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi, il magistrato che insieme ad altri pm della procura antimafia di Palermo, negli anni ’90 combatté la stidda e fece processare e condannare tutti gli stiddari agrigentini e nisseni, compreso Giuseppe Grassonelli. Intervenuto alla presentazione di Malerba a Palermo, Teresi ha voluto rimarcare come questo libro, pur consigliandone la lettura, non sia istruttivo e pedagogico per i giovani perché ritiene che vi sia un atteggiamento troppo giustificazionista di Grassonelli. Nel dibattito che ne è scaturito, tra il pubblico vi sono stati un paio di interventi di dissenso nei confronti della linea di Teresi.

Vittorio Teresi

Vittorio Teresi

Per quanto mi riguarda, ho provato a far capire al procuratore come la sua valutazione mi sia apparsa troppo rigida e severa, dettata probabilmente dal condizionamento del suo ruolo istituzionale. E a confortarmi nel convincimento opposto, e cioè che questa storia -la parabola di un uomo che va all’inferno e ritorna, si recupera in carcere, si redime e ritorna nella legalità scontando la sua pena all’ergastolo ostativo- sia invece indicativa e perfino istruttiva soprattutto per i giovani, (stante il messaggio finale chiaro e forte “non emulate questo personaggio, altrimenti brucerete per sempre la vostra vita”), ci sono i commenti a decine e decine di chi ha letto il libro e ha recepito il senso del riscatto di un uomo altrimenti a perdere. Con il permesso degli interessati, riporto qui due sole tra le tante lettere che ho ricevuto e continuo a ricevere dai miei lettori. Sono tra le più significative.

La prima è di una donna di mezza età, si chiama Giovanna. Mi ha scritto questo e mi ha autorizzato a pubblicarlo.

Buongiorno signor Sardo, noi non ci conosciamo e mi creda, non è nella mia natura invadere così le vite degli altri, attraverso fb poi ancora peggio, ma sentivo proprio la voglia di farle i miei complimenti per Malerba… Io ho letto pure Vento di tramontana ed è molto bello ma in Malerba lei è stato superbo. Sono una divoratrice di libri, non ho uno scrittore o un genere preferito, per me un buon libro è un libro che mentre lo leggi ti passa attraverso… I libri devono lasciarti qualcosa, devono darti emozioni, sensazioni, “consigli”, voglia di desiderare qualcosa di diverso, di cambiare o di riconoscere a volte mentre leggi, parti di te che non hai il coraggio di tirare fuori… Qualche anno fa sono stata “bloccata” per dieci mesi dalla peggiore delle malattie, il cancro. L’unico modo per non pensare, quando il dolore fisico mi dava tregua, era quello di leggere. In un anno avrò letto qualcosa come una quarantina di libri molti dei quali mi hanno emozionata tanto, ma se le dico che con Malerba ho pianto, mi crede?… Sa, “raccontare” un avvenimento reale o fantastico, in fondo è anche il suo mestiere, e questa purtroppo era una cruda realtà. Documentarsi su un fatto di cronaca, oggi possiamo tutti, ma far passare la vita di un uomo, di un mostro forse, per gli efferati crimini commessi, farla passare nella sua più nuda intimità, far passare il ragazzo come tutti che c’era in lui, l’innamorato, l’uomo che ha un cuore che batte, l’uomo accecato così tanto dall’odio, dalla rabbia, da un dolore così forte da avergli devastato l’anima, al punto da bruciarsi la vita e non poter godere della gioia più grande… i suoi figli.. far passare l’uomo che dopo tanti anni ritorna in se, quando ormai è troppo tardi ma inizia ugualmente il suo cammino di ritorno a se, anche se con sulla testa un “fine pena mai”… far passare tutto questo… lei è stato grande!!!! Ho pianto quando ha scritto dell’emozione provata nel sentire quelle mani piccole e bianche che tanti orrori hanno commesso, stringere le sue… ho pianto leggendo la lettera di “addio” del suo professore… ho pianto tanto… Malerba è uno dei pochi libri che mi è passato attraverso… e io la ringrazio per averlo scritto e spero un giorno di poterle stringere la mano…

Premio Sciascia-Racalmare, lo scrutinio dei voti

Premio Sciascia-Racalmare, lo scrutinio dei voti

Commenti come questo commuovono e inorgogliscono. Perché da autore pensi di aver centrato l’obiettivo principale: quello di far “passare” il messaggio di chi ha sbagliato, sta pagando e si è riabilitato. Ma hanno un peso specifico, se possibile più importante, le parole di Cecilia, perché dette da una ragazzina di diciassette anni, che c’era alla presentazione di Malerba a Palermo, ha ascoltato le parole critiche del dottor Teresi, ma non ha avuto il coraggio di intervenire lì, salvo poi scrivere una lettera aperta al Procuratore che mi ha inviato per conoscenza e che ho piacere di pubblicare –su sua autorizzazione- perché si possa capire come abbia recepito un libro duro e crudo come Malerba una di quei giovani a cui si rivolge Grassonelli nella sua postfazione e a cui invece il Procuratore non consiglia di leggerlo.

Egregio Dott. Teresi, ho ascoltato le sue parole alla presentazione del libro di Carmelo Sardo presso la libreria Mondadori di Palermo il giorno otto di settembre.  Non ho trovato il coraggio di intervenire e di esprimere il mio pensiero in quel contesto. Se non ho capito male, lei ha dichiarato che non consiglierebbe la lettura di Malerba ai giovani in quanto non considera il contenuto di questo libro pedagogico. Ho letto il libro. Sento di appartenere alla categoria dei giovani poiché ho solo diciassette anni e posso dirle che continuo a consigliare questo libro a  tutti, principalmente ai miei coetanei. Perché, secondo me, racconta di un uomo che con la forza di volontà riesce a cambiare in un modo così radicale, perfino nelle nostre carceri. Anche un uomo con il passato di Giuseppe Grassonelli.  Per me, anzi, è come se lui volesse urlare proprio ai giovani di non commettere i suoi stessi errori, quegli errori dovuti all’ignoranza ed alla mancanza del concetto di legalità. Ed è palese che non si cerca di creare un eroe attorno alla figura di quest’uomo perché, diciamo la verità, che eroe è uno che si fa giustizia da solo rovinandosi la vita con le proprie mani?
Ho voluto semplicemente esprimere il mio parere, nonostante la mia giovane età e ancora poca esperienza, perché sono certa che Lei abbia intuito le mie ragioni.  La ringrazio per il tempo che le ho rubato.

Cecilia ha solo 17 anni, e divora libri. Lettere di questo tenore, scritte da giovani, da giovanissimi, ne ricevo tante per fortuna. Segno che le nuove generazioni sanno “leggere” dentro e oltre e questo lascia ben sperare per il tempo che verrà.

Carmelo Sardo

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One Response to Malerba. Dopo le polemiche il libro vola: pronte altre diecimila copie

  1. Gerlando Iacono Rispondi

    15 settembre 2014 a 2:01

    I miei migliori Auguri per il successo di Malerba.Spero un giorno di avere la possibilita di poterlo leggere.Un forte abbraccio a te e famiglia!!!

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