Mafia…Chi Sei?

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Le mafie, oggi, hanno assunto il ruolo di potere politico. Questa è l’amara verità. E vanno stroncate con politiche strutturali di profondo respiro e di permanente durata. Tra queste, in primo luogo, lo sviluppo di processi culturali e l’occupazione giovanile.

Inevitabile che tutti i mass-media dedicassero spazio con servizi vari alla scomparsa del ‘signor’ Salvatore Rina.. È un evento che assume valore storico, perché, purtroppo, qui siamo nella storia di un uomo che ha “governato” e condizionato più di cinquant’anni di vita italiana (e non solo).

Spesso ed anche in questi giorni  vengono posti simili quesiti: è giusto parlare del responsabile di atroci crimini? gli facciamo propaganda? cosa conviene dire e fare su questo fenomeno sociale?

Qui formulo la prima riflessione: se non ora quando parliamo di mafia? È proprio nel momento di massima attenzione mediatica che bisogna informare, capire, ragionare ed agire.

Ho piena convinzione (seconda riflessione) che  non si vuole comprendere in maniera concreta cosa siano oggi le mafie e l’evoluzione che  hanno avuto.

Concetti chiari pronunciati da molti anni da parte di Michele Pantaleone, Pio La Torre, Falcone e Borsellino, il giudice Caselli (solo per citare pochi nomi) che hanno denunciato ai quattro punti cardinali l’intreccio e rapporto integrale mafie/politica/economia.

Da “organizzazioni più o meno occulte che hanno come obiettivo l’accumulo di ricchezza da raggiungere con qualunque mezzo compreso anche il delitto” (Michele Pantaleone), le mafie sono passate alla manifesta volontà di occupare e gestire le pubbliche amministrazioni attraverso il controllo diretto degli Enti Locali ed entrare quindi nella ‘piena legalità’… In questo modo non si controllano i voti per pilotare il consenso su determinati personaggi, ma si utilizzano per uso proprio, per portare dentro le Istituzioni uomini organici  fidati utili agli affari delle “famiglie”.

Le mafie, oggi, hanno assunto il ruolo di potere politico. Questa è l’amara verità.

E poiché le mafie non sono un semplice problema di bande criminali, non possono essere stroncate con semplici interventi di ordine pubblico (anch’essi utili comprese le catture di latitanti storici), ma con politiche strutturali di profondo respiro e di permanente durata.

Antonio Liotta

Tra queste, in primo luogo, lo sviluppo di processi culturali: scuola vera con tempo pieno a tutti i livelli, rispetto, trasformazione e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali..

In contemporanea, è assolutamente urgente e necessario garantire piena indeterminata e sicura occupazione giovanile (e non solo). La disoccupazione è il primo movens che porta manovalanza alla criminalità organizzata.

A questi processi vanno aggiunte: normative severe su usura (legale bancaria ed illegale controllata dalle mafie) e riciclaggio; legalizzazione dell’uso delle droghe (ancora forte fonte di guadagno criminale); sequestro vero dei beni accumulati con proventi illeciti.

È una rivoluzione culturale, sociale e politica? Sicuramente sì, che richiede tempi lunghi, ma che porterà ad un concreto cambiamento sociale e strutturale della nostra società.

Forse non sentiremo più parlare di Totò Reina, Messina Denaro, altri boss e ci occuperemo a ragionare sulla qualità della vita mediata da cultura a trecentosessanta gradi.

foto da internet

 

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