Macalube “agitate”, divieto di accesso ai visitatori

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La suggestiva collina di vulcanelli di Aragona è al centro di una nuova attività parossistica. Il divieto apposto da Legambiente per motivi di sicurezza.

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La collina delle Macalube di Aragona interessata da una nuova attività parossistica verificatasi, con ogni probabilità, nella notte tra mercoledì e giovedì. In via precauzionale sospesa ogni attività di fruizione.

“L’attività parossistica di degassamento-comunica Legambiente, che gestisce la riserva delle Macalube- ha comportato la scomparsa di alcuni vulcanelli di fango e la formazione di una serie di fratture che interessano la superficie della collina.

A tutt’oggi tale attività-precisa l’Ente gestore- è ancora molto intensa, ragion per cui Legambiente ha ritenuto di apporre il divieto di accesso all’area ai visitatori e soprattutto ai curiosi: in questo momento, infatti, per ovvi motivi di sicurezza. è consigliabile mantenersi a debita distanza dalla collina.

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L’attività parossistica rientra nel fenomeno del vulcanismo sedimentario e contribuisce a variare sensibilmente la morfologia dei luoghi, conferendo agli stessi un aspetto sempre nuovo e diverso e venendo così a costituire motivo di attrazione anche per coloro che già hanno avuto modo di conoscere l’area protetta.

Va sottolineato come, ad oggi, -continua la nota di Legambiente-la prevenzione del rischio rimane affidata alla scrupolosità con cui il personale della Riserva effettua quotidianamente l’attività di controllo dell’area, rilevando ogni piccolo segnale “sospetto” quale avvisaglia di possibili “ribaltamenti”. È chiaro, però, che l’efficacia di tale operato non può in alcun modo essere comparata alle certezze inconfutabili che potrebbero ricavarsi se solo la Regione, a distanza di quasi venti anni dall’istituzione della Riserva, si decidesse finalmente a dotarla di una centralina di monitoraggio geodetico anche in modalità discontinua, in grado cioè di sfornare periodicamente dati reali sullo svolgimento sotterraneo del fenomeno, di rilevare qualsivoglia“anomalia” e di consentire, conseguentemente, all’Ente gestore di svolgere il proprio lavoro in assoluta sicurezza ed ai visitatori di non trovarsi sulla collina nel momento sbagliato”.

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