Ma si vota o no?

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Torna Colpi di spillo. Cresce l’attesa per il decreto di convocazione delle elezioni. E se non si vota più?

Un’impalpabile angoscia sembra si stia diffondendo tra le stanze del Municipio di Racalmuto e tra le strade del paese: ma si vota o no?

E quando?

Nonostante la stampa abbia annunciato l’approvazione di una delibera da parte della giunta regionale lo scorso 24 marzo con la quale le elezioni amministrative siciliane (che riguardano da 33 a 37 comuni siciliani) sono state accorpate alle europee, ad oggi non c’è notizia alcuna del decreto di convocazione dei comizi elettorali.si o no

Dalle stanze del Comune partono telefonate sempre più insistenti alla Prefettura di Agrigento ma chi risponde dall’altra parte allarga le braccia: non se ne sa niente, forse, risponde un funzionario che ha voglia di scherzare se ne parla ad agosto. Si sa, la Regione Sicilia ci ha abituato a ben altro ed in forza della sua autonomia, governanti e burocrati accomodano regolamenti, leggi e decreti, ciascuno a suo modo.Fanno finta di dimenticare però, in questo caso, che mettendo assieme elezioni europee ed amministrative vanno applicate le norme nazionali ed europee che disciplinano il complesso procedimento elettorale e non quelle della Repubblica autonoma di Sicilia.

 E quindi secondo le norme statali, lunedì 31 marzo, 55° giorno precedente la votazione (fissata per il prossimo 25 maggio) scade il termine per la pubblicazione di un decreto ad oggi inesistente ed il prossimo 25 aprile quello per la presentazione delle liste.

Impiegati, aspiranti sindaci e consiglieri ieri – giornata di pubblicazione della Gazzetta ufficiale della Regione Sicilia – se ne sono stati per tutto il santo giorno davanti agli schermi di pc, tablet e telefonini ma del decreto niet, nessuna traccia.

 Ci sono firme da raccogliere, simboli da inventare, liste da completare, assessori da scegliere ed il Pd, perdinci, deve fare ancora le primarie! Lungo il corso principale si chiedono lumi a politici di lungo corso, legulei e funzionari pubblici ed il panico si diffonde come un virus: ma i manifesti cominciamo a prepararli o no? Sui facsimili le mettiamo le foto? E gli spazi per i sei per tre? E lo spot?

 E quando arriva Adile? Ma Borsellino ha deciso? Brucculeri si candida? Maniglia si ritira? Taverna fa sul serio? Ma Emilio si candida alle Europee? E dove è andato a finire Enzo Sardo? E Cavallaro?

 Non si comprende bene, facendo la spola tra il Comune e la piazza, se ad essere maggiormente preoccupati siano i Commissari straordinari che sarebbero costretti a rimanere forzatamente in sella sino all’autunno o gli aspiranti governanti in campagna elettorale già da diverse settimane. Interrogativo di non poco conto dal momento che sulla testa dell’ente e sui cittadini incombono eventi da far tremare le vene ai polsi.

 Il ministero lo approva o no il piano di riequilibrio finanziario per evitare il dissesto? E quando? Ci saranno ancora i Commissari a dare il gaio annuncio o sarà un regalo di benvenuto alla nuova classe politica?

 La Regione Sicilia troverà i soldini necessari al rinnovo dei contratti per i primi 10 precari che scadono lunedì? E quelli per tutti gli altri? E quando? Saranno i Commissari a comunicare la lieta novella o ci penserà il nuovo Sindaco?

Ma i piccioli per le indennità di sindaco, assessori e consiglieri ci sono? E la festa del Monte come la facciamo? E quando in autunno ci si accorgerà che non tutti hanno regolarmente pagato la loro parte di quei due milioni di euro che costa il servizio per la raccolta dei rifiuti, chi li paga gli stipendi dei dipendenti? E con quali soldi?

 Ma il dubbio più inquietante per tutti è solo uno: ma si vota o no? E quando?

 

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One Response to Ma si vota o no?

  1. Calogero Taverna Rispondi

    29 marzo 2014 a 23:30

    Ma per la miseria, cosa debbo fare per convincere Malgrado Tutto e i volatili COLPI di SPILLO che faccio sul serio? Per me la POLITICA è cosa sacra. Proprio un momento fa ho scritto sul vostro giornale on line che gramscianamente per me la POLITICA è CULTURA anche se non sono un politico. Mai statto eletto in nulla. Per la miseria eppure da voi ho pubblicato persino il mio programma che vuole essere – conformemente alla mia cultura – un progetto industriale visto che considero il MUNICIPIO un’azienda e quella di Racalmuto un’azienda con un fatturato che la colloca penso tra le prime dieci aziende dell’agrigentino. Certo, sono convinto che un’azienda di tal fatta necessita di un management non di urologi, o macellai o agente delle tasse o di signorine in mora o di ingegnere dall’indirizzo occulto o ora di bravi medici. Tolto Emilio Messana (e me) in loco non vedo nessuno in grado di prendere il Comune per le corna come Marchionne con la FIAT in dissesto e volare alto. E per questo, mi dispiace per tutte le prefiche anche quelle uterine, pregare la Madonna del Monte non basta.

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