Ma chi lo dice che un giornale deve essere imparziale?

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CHIACCHIERE E DISTINTIVI. La polemica su un lampione ha innescato discussioni. I soliti noti non perdono occasione per criticare il giornale. Ma chi l’ha detto che una testata giornalistica deve dare conto a tutti? Un addio caloroso agli amatissimi nemici di una vita.

Vedi cosa può fare un lampione. Si riaccende una lampadina nella piazza di Racalmuto e la vis polemica dei suoi cittadini si infiamma. Botte e risposte, analisi, dietrologie, retroscena. Questa sì che è la bella Racalmuto, sana e vivace come un tempo. Magari sarebbe il caso di appassionarsi a temi più nobili di un semplice lampione. Ma lampioni abbiamo e di lampioni ragioniamo.

Il lampione della discordia

Il lampione della discordia

E ragionando ragionando, la questione rischia di farsi seria. Perchè questo giornale ha moltissimi lettori, molti amici e qualche nemico. Nemico storico, si potrebbe dire, visto che da trent’anni si danna sull’esistenza e sulla permanenza di Malgrado tutto, non riuscendo forse a capire perchè questo giornale abbia così tanta vita e vitalità, così tanti collaboratori e rispetto, così tanta energia e fama.

Ma così è la vita, se vi pare. Piuttosto, diventa interessante quando qualcuno dei critici permanenti o dei lettori affezionati pongono la domanda sull’imparzialità del giornale. Malgrado tutto è imparziale o no? Allora è meglio, una volta per tutte, sfatare questo mito. No, Malgrado tutto non è imparziale e nemmeno vuole esserlo. Le nostre prese di posizione, in tutti questi anni, dimostrano che abbiamo una posizione. E averla, significa scegliere da che parte stare, sia sulle questioni morali che politiche.

Malgrado tutto cerca di fare un giornalismo equilibrato e corretto. Cosa diversa dall’imparzialità. Cerca di offrire a ciascuno lo spazio per rendere pubbliche le proprie ragioni, dà spazio al contraddittorio, pubblica notizie che tentano di essere complete. Ma i suoi editoriali e commenti (trentacinque anni fa Malgrado tutto nasceva come “periodico di commento e cultura”), hanno sempre una posizione precisa. Può non piacere a tutti, ma è così.

Peraltro questo giornale non ha nemmeno il dovere dell’imparzialità. Perchè non riceve fondi pubblici, perchè non è la Gazzetta ufficiale di un ente pubblico, perchè si paga le sue spese da sè. I grandi giornali indipendenti anglosassoni, ad esempio, per tradizione, prima di ogni elezione, usano dichiarare qual è il loro candidato preferito. Questo compromette l’autorevolezza di quotidiani come il New York Times o la Washington Post? No. E anche Repubblica e Corriere della Sera e Libero dichiarano, prima del voto, qual è il loro candidato preferito. Si chiama endorsement e chiarisce al lettore da che parte sta il suo giornale.

Emilio Messana

Emilio Messana

Nel caso del sindaco di Racalmuto questo giornale non ha dichiarato da che parte stava. Non perchè non avremmo potuto farlo dal punto di visto etico o professionale, ma perchè abbiamo scelto di non farlo. Abbiamo ritenuto che al nostro interno e anche tra i nostri lettori ci fossero posizioni molto diverse che andavano rispettate non schierando il giornale verso questo o quel candidato.

E lo stesso vale per il neoletto sindaco Messana: potremmo difenderlo a spada tratta o attaccarlo da subito. Non lo facciamo perchè la nostra formazione professionale, personale e culturale ci spinge sempre a tenere il giornale distante dalla politica, scegliendo di giudicare i fatti e non le persone. Al momento di giudicare giudicheremo, come abbiamo sempre fatto.

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Ignazio Licata

Infine, per chiudere, poche righe ai nostri carissimi nemici. Ne prendiamo ad esempio due, per non annoiare nessuno. Il primo si chiama Ignazio Licata, vive lontano da Racalmuto, ma non perde occasione per offendere questo giornale e i suoi redattori su Facebook. Non vale manco la pena di querelarlo, la sua presenza nel paese è talmente irrilevante che in trentacinque anni lo abbiamo citato solo due volte. La prima volta nel 1982, in un servizio sulle due radio private di Racalmuto, Radio Racalmuto centrale e Radio Alminsar (“Iniziamo – scrivevamo – da Ignazio Licata che non ci dà neanche il tempo di parlare e ci investe con queste parole. ‘Radio Racalmuto Centrale è nata sulla falsariga di Radio Alminsar. Infatti abbiamo notato che copiano la maggior parte dei nostri programmi, vedi Il Programmone‘. Lasciando questo turbine di parole, ci rivolgiamo a uno un po’ più pacato…”). La seconda volta in cui ci occupiamo di Ignazio Licata è questa, facendogli omaggio anche della sua foto: per lasciarlo ancora una volta al suo destino.

Piero Carbone

Piero Carbone

L’altro carissimo nemico è Piero Carbone. Poeta dialettale e solerte attivista culturale, Carbone si è legato al dito un taglio di due righe, per motivi di spazio, a  un suo articolo che pubblicammo su Malgrado tutto circa venticinque anni fa. Ritenendolo un gesto di lesa maestà, da allora Carbone allatta e piange. Chiede spazio alle sue iniziative sul giornale, fa la vittima, lamenta ingiuste disparità, si indigna, stigmatizza, poi chiede a nostri collaboratori di avere altro spazio che gli viene gentilmente concesso, e poi ricomincia a lamentarsi, a piangere, a gridare contro le prepotenze subite. Tutto questo secondo un filo conduttore che lo sorregge moralmente da trent’anni: Malgrado tutto ha sempre torto, Piero Carbone ha sempre ragione. Anche a lui vogliamo dare un caro saluto – facendogli omaggio di una foto, bella perchè sarà l’ultima pubblicata su questo giornale. Si pavoneggi e si sfoghi, in prosa e in rima, per il passato e per il presente, sul suo blog e nei cortili di Facebook. Su questo giornale non ci sarà più spazio per le sue iniziative, fatti salvi i terzi coinvolti.

Questo giornale ha trentacinque anni di vita, e qualcuno si rassegni: ne ha davanti ancora moltissimi altri. Addio, carissimi nemici: non ci mancherete. 

Ai nostri lettori, invece, un arrivederci caloroso su queste pagine che ogni giorno vi informano, vi divertono e magari vi fanno anche arrabbiare.

Colpi di Spillo

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3 Responses to Ma chi lo dice che un giornale deve essere imparziale?

  1. a.m Rispondi

    26 giugno 2014 a 19:42

    gli date troppa importanza….ignorateli.

  2. calogero taverna Rispondi

    27 giugno 2014 a 14:10

    Mi ha impressionato l’invito di a.m a non dare importanza a chi Colpi di Spillo reputa nemico di Malgrado Tutto. Spero che il vecchio marpione del Direttore non condivida. Malgrado Tutto nacque – ciclostilato – quando credo Colpi di Spillo non era ancora nata (scrivo al femminile per i motivi addotti ieri). Fu foglio goliardico, simpatico, irridente, “nemico” e subito piacque al grande Pigmalione. Continuò stampato arcinemico del potere: certi graffianti fondi di mio cugino Gigi Restivo li conservo come cimeli a futura memoria (della storia di Racalmuto per la quale mi accredito come quasi un minuscolo Tucidide paesano, ad onta della pletora baiamontana che mi oblitera anche se a spese comunali si sgrammatizza il canto del mio vetusto rione, in quarterio Fontis, insomma).
    Il giornale (che poi fu mensile e quindi bimensile e quindi manco quello) continuò stampato decadendo però a foglietto di famiglia (Andronico per intenderci). Fu però anche foglio comunale e beccò quattrini pubblici; In Italia, l’Italia assistenziale oggi defunta, nessuno può storcere il naso: siamo tutti colpevoli nell’abbeverarci nel grande Fontanone dell’Oro di Stato.
    Spesso ho dissentito; in base al metro adottato da Colpi di Spillo ho pieno titolo a venire etichettato “nemico” ma giammai “caro”. Qualche volta ho difeso questa voce, invero sempre elegante. Una voce degna di Racalmuto, raffinata, pungente (talora) ironica. persino vignettara. Un momento di grande vivacità intellettuale che non deve perire. Deve tornare anche alla carta stampata (non tutti i racalmutesi usano il computer) e deve essere finanziata dal Comune. Al posto degli sperperi alieni per remunerate presenze di scultorelli alabastrini o di poetastri con la penultima “e” accentata alla francese.

    • Redazione Rispondi

      27 giugno 2014 a 14:21

      Gentilissimo Dott.Taverna
      rispettiamo le sue opinioni, ma non le notizie sbagliate: la testata Malgrado tutto non ha mai ricevuto soldi pubblici, nè comunali, nè regionali, nè statali. Cari saluti

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