L’uomo di Obama?

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La missione di Monti

Monti con ObamaL’asse Obama Monti si consolida ogni giorno, al punto che sono sempre di più quelli che vedono nel Premier italiano una sorta di Super Commissario del Presidente americano. Dietrologisti di professione parlano con insistenza di un piano internazionale per frenare l’alta finanza, ridisegnare gli scenari occidentali spostando, almeno in parte, il peso ormai improbo dei sacrifici dalla classe media ai superuomini che hanno speculato sui derivati, quei pacchetti vuoti che intossicano i mercati arricchendo i pochi e impoverendo i molti.

Un progetto di redistribuzione fondato su un assioma: l’equilibrio sociale occidentale è sul punto di rottura, in questi mesi i leggendari poteri forti hanno cercato di lasciare il cerino in mano alla classe media, ma ora si accorgono che ciò comporta un rischio mortale di sgretolamento della coesione sociale, meglio lasciarlo quel cerino ai finanziarie scaltri, salvando gli Stati e soprattutto le poltrone di chi li dirige. La chiave di volta di questa strategia si avrà a novembre, dall’esito delle elezioni americane dipendono gli equilibri futuri e il nostro destino, fino a novembre niente di serio dovrebbe accadere, a parte fiammate speculative molto mirate, aggressive. I giochi si faranno dopo il voto negli Stati Uniti, da quel voto dipende il nostro destino.Berlusconi e Napolitano

Non si fa altro che parlare di legge elettorale, ma l’impressione è che ancora siamo alle schermaglie, alle parole al vento. Di fatto ogni partito cerca di disegnare lo schema più favorevole per garantirsi pattuglie di parlamentari sicuri. E così dietro alle dichiarazioni ufficiali si lavora sottobanco. Alcuni giorni fa l’accordo per la riforma sembrava raggiunto poi dal vertice Pdl è arrivato lo stop, a Berlusconi non va di votare a novembre, ipotesi invece gradita a vasti settori del Pd e a parecchi del Pdl.

Gli stessi Napolitano e Monti avrebbero gradito il voto subito e c’era già la data: l’11 novembre. Ma adesso tutto sembra essersi fermato, si traccheggia su una riforma che potrebbe essere attuata a settembre, se non a dicembre e questo fa rialzare le quote di chi prevede che la legislatura duri fino ad aprile 2013. Un deputato Pd ieri alla domanda si fa la riforma e si vota a novembre? Mi ha risposto in gergo calcistico, l’unico pronostico è: 1/x/2. Nessuno dunque ci capisce niente, la partita è complessa e con troppi giocatori che applicano strategie diverse se non contrarie, e con questo caldo l’unico desiderio vero dei parlamentari sembra essere quello di andarsene in ferie il prima possibile.

Mi sa che ci rivediamo a settembre.

Luigi Galluzzo

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