Lumia: “Lo Statuto Siciliano è una risorsa, ma va cambiato”

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Convegno ad Agrigento. Cimino: “Il Parlamento nazionale dia seguito alla legge per la modifica dell’art. 36”

Giuseppe Lumia

Giuseppe Lumia

Bisogna investire su Autonomia e Specialità   purché cambino radicalmente e si allineino al sistema economico della  globalizzazione, ottima risorsa per una Sicilia, intesa quale “Terra di produzione” e protagonista del rilancio economico- sociale- occupazionale del  proprio territorio, contro l’intermediazione della classe affaristico- mafiosa,  che ha contraddistinto il dualismo italiano tra Nord (produttore) e Sud  (consumatore). Va sostenuta un’Italia plurale che valorizzi le vocazioni  territoriali ed in quest’ottica la Sicilia deve velocizzare un processo di  cambiamento dello Statuto mirato a  formare una nuova classe dirigente che  gestisca in modo  nuovo, rapportandosi con l’Italia e l’Europa , una nuova progettualità in vista della globalizzazione, ottima opportunità di  rilancio economico . Lo Statuto è una risorsa, ma l’autonomia deve cambiare  natura da Autonomia riparatoria ad Autonomia prodruttice”.Questo in sintesi quanto ha detto oggi ad Agrigento il senatore Giuseppe Lumia, componente della Commissione Nazionale Antimafia, aprendo il convegno sullo Statuto Siciliano, promosso dall’Unione Giuristi Italiani.

Il dibattitto, coordinato dall’avvocato Pietro D’Alessandro, nuovo presideente della sezione di Agrigento dell’UGI, ha registrato altri interessanti interventi che hanno ripercorso  la storia dello Statuto, evidenziandone le contraddizioni esistenti sotto diversi aspetti: da quello giuridico  a quello finanziario e amministrativo.

L’incontro si è aperto con il saluto della Direttrice del Museo Archeologio Regionale,  Gabriella Costantino, e  dell’avvocato Maurizio  Buggea, in  rappresentanza dell’Ordine degli Avvocati di  Agrigento. Sono poi seguiti gli interventi del  Prof. Stagno D’Alcontres, ordinario di Diritto commerciale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’ Università di Palermo, che ha sottolineato l’insuccesso delle imprese in house, affidatarie di servizi vari in Sicilia e la violazione delle regole  della concorrenza; del  Prof. Giuseppe Verde, ordinario di Diritto Costituzionale e direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Uniersit. di Palermo, che ha ribadito con vari esempi e riferimenti normativi, l’inadeguatezza della Statuto della Regione Siciliana.” La specialità- ha detto il prof. Verde-  non consente l’attuazione di una compiuta autonomia, neanche di quella tracciata da Don Luigi Sturzo che, prima degli altri, aveva evidenziato i confini e le prerogative degli enti locali”.

Michele Cimino

Michele Cimino

Ha concluso i lavori Michele Cimino, deputato regionale all’ARS di Voce Siciliana,  che  ha evidenziato  l’opportunità che il Parlamento Nazionale desse seguito alla legge – voto approvata all’unanimità dall’Ars, con la quale si prevede la modifica dell’articolo 36 dello Statuto Siciliano. “Infatti, sulla base di tale norma-ha sottolineato Cimino- si obbligano le industrie che raffinano gli oli minerali in Sicilia a versare le accise nella nostra Regione e non più allo Stato. Ciò comporterebbe- ha spiegato Cimino- l’aumento di gettito per le casse regionali nell’ordine di diversi miliardi di euro. Un aumento delle entrate regionali che consentirebbe un rilancio economico e che andrebbe a incidere decisamente sull’occupazione,  senza chiedere maggiori risorse allo Stato. Il Parlamento nazionale-ha concluso Cimino- a questo punto deve prendere atto della volontà espressa dai siciliani per rilanciare le proprie attività produttive”.

 

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