L’orologio in fondo al mare

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Il racconto di Annamaria Tedesco, fresco come un bicchiere di prosecco

Il racconto di Annamaria TedescoUna sera, alto nervoso asciutto, Frank arrivò da una gara di pesca con un sorriso tronfio sulla sua bella faccia da pugile. Sua sorella, il mozzo da lui preferito e nuotatrice perfetta, gli corse incontro festosa, saltandogli al collo. Lei lo invidiava, per la sua forza e soprattutto invidiava le sue storie, spesso lo aspettava su fino a tarda notte per sentirsele raccontare e lui era felice di farlo, perché era l’unica in famiglia che non se n’annoiava mai e bastava che lo guardasse con quei suoi occhi da cerbiatto aperti e luminosi, perché lui parlasse felice.

 

 

– Contento? Cosa hai vinto?
– Sì sì, contento, ho vinto un rolex, guarda!
– Un role che?
– Un orologio
– Un orologio- rispose delusa – è solo un orologio!
– Scherzi? Questo è un rolex!
– E allora?
– L’orologio di riferimento per chi desidera esplorare il mondo marino con stile.
– Ma come parli? Sembri uno della pubblicità .
– Basta adesso, ti racconterò domani,i se i vecchi ci sentono se la prenderanno con me.

Passarono i giorni, il ragazzo aveva molta cura del suo orologio e non se ne separava mai, neanche a letto. La piccola attratta dal nuovo giocattolo e curiosa , lo infastidiva con mille domande , perché voleva conoscerne i particolari.

– Ma cos’ha di così prezioso?
– Lo è!
-Che vuol dire?
– Scende tanto
– Fino a quanti metri senza rovinarsi?
– 100
– E quanti palazzi sono 100?
– Un grattacielo, di più , una montagna
– A che pressione resiste?
– Tu che ne sai della pressione?
– Lo so me lo hai spiegato, la pressione è come l’onda della musica che arriva all’orecchio con forza e fa male per questo mi dici di soffiare piano, allora che pressione può sopportare senza rompersi?
– La pressione di una montagna, 300
– Fuori dall’acqua funziona bene?
– Benissimo
-Posso toccarlo?
– No!
– Mi fai fare un giro? Un giro solo?
– No, è solo per uomini!
– Ah! – Un piccolo pensiero le passò fugace – quanto è stupido!

Poi, fatto curioso, finì di tormentarlo, quasi avesse scordato quell’insopportabile orologio, tenendo a bada pure i suoi occhi neri; questo perchè mancavano solo pochi giorni prima di una loro uscita insieme, glielo aveva promesso.

Finalmente arrivò la giornata senza vento e di acqua cristallina. Come al solito i due fratelli si svegliarono all’alba , lei ancora assonnata e stanca ubbidiva agli ordini e lo guardava come ipnotizzata. Insieme caricarono il gozzo, abituati l’uno all’altro presero il proprio posto in silenzio e si staccarono delicatamente dal pontile che si trovava sotto la loro casa sul fiume.

La ragazza seduta a prua con le gambe penzoloni fuori dalla barca dava le spalle al fratello e gli indicava con piccoli gridolini le sporgenze dei sassi da evitare; lui ai remi calmo, avanzava piano, la barca filava placida dove volevano loro. Finalmente usciti dalla foce il ragazzo diede gas al motore e prese il timone. Con quel misero vecchio 10 cavalli, impiegarono quasi due ore per arrivare al punto stabilito.

Spento il motore, Frank si mise in piedi e cominciò a scrutare la costa per verificare le mire alla ricerca del posto dove sapeva di trovare le sue prede (a quei tempi non avevano altro che i loro occhi e una felice memoria) di lì a poco , lei stufa di aspettare gli chiese:
– Cì, che ore sono?
– Le sette rispose lui – mentre si sganciava l’orologio buttandolo a mare.
– Che hai fatto?
– Cazz… il rolex!
– Però, è caduto con stile!
Il ragazzo rise, con quel suo modo così speciale che la travolse, non la finiva più.
– Non ti tuffi?
– No, ci aspettano le cernie.
– E il rolex?
– Chi se ne frega!
Per questo l’amava,ce l’avrebbero fatta con o senza rolex, avevano tutto.

Annamaria Tedesco

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