Lo scenario. Grillo con il pallino in mano e Bersani che pietisce la sua benevolenza

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E intanto Berlusconi, comodamente seduto, si gode lo spettacolo

altQuesta volta la situazione è grave e molto seria. Gli scenari di governabilità post voto così confusi da spaventare mercati internazionali e cancellerie. Bersani dice di volersi presentare in Parlamento, se incaricato da Napolitano, di formare il nuovo esecutivo, con un pacchetto di riforme, tagli ai costi della politica e misure economiche chiedendo agli uomini di buona volontà di sostenerlo, prendere o lasciare. Di fatto è mano tesa a Grillo e chiusura a Berlusconi. Ma è solo una facciata.

Bersani ha il partito che gli si spappola, l’apparato che non è riuscito a smantellare che gli chiede di immolarsi. Portare la croce, farsi dilaniare per poi scomparire, la base che acclama il convitato di pietra Renzi e Berlusconi e Grillo che comodamente seduti in poltrona si godono lo spettacolo. Grillo è quello messo meglio di tutti, ha vinto e rischia di vincere ancora, prendersi tutto quando fra sei mesi o un anno si rivoterà. Ha detto che valuterà legge per legge se dire si o no alle proposte del Governo, che sarà lui ad andare alle consultazioni da Napolitano, ha candidato Dario Fo al Quirinale e parla già da statista. Di fatto ha il pallino in mano, mentre Bersani deve pietire la sua benevolenza. Berlusconi ha ottenuto quello che voleva: stare nella stanza dei bottoni, si dovrà trattare anche con lui per qualunque decisione seria. Esce di scena malinconicamente invece il fu salvatore della patria Monti, al massimo potrà contare qualcosa per il Quirinale. E sì perché a conti fatti se il centrosinistra volesse forzare la mano, con l’aiuto di Monti potrebbe eleggersi il suo Capo dello Stato. Dopo i primi scrutini a maggioranza ampia, infatti, quando basterà la metà più uno dei Senatori e Deputati che compongono le camere riunite ,centrosinistra più Monti che contano 534 parlamentari potrebbero forzare la mano. Sarebbe però una sfida a Grillo ed al nuovo che avanza in Italia. Ecco perché la scelta di chi far salire sul Colle sarà più delicata di quanto si pensi, ricorrere ad un uomo d’apparato, identificabile con quella nomenclatura e quegli apparati che gli italiani sembrano non sopportare più potrebbe consegnare il Paese nelle mani di Grillo al prossimo giro. E dice già qualcuno, siamo sicuri che sarebbe poi un male?

Luigi Galluzzo

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