L’Italia che va al voto

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L'Italia al votoOltre nove milioni di elettori sono impegnati, oggi e domani, ad eleggere gli organi amministrativi di ben 773 comuni e di alcune province in tutta Italia. Si tratta delle prime elezioni che si svolgono nel nostro Paese dopo l’insediamento del governo tecnico guidato da Mario Monti che, come ben sappiamo, ha modificato il quadro politico disegnando in Parlamento una nuova maggioranza e una nuova opposizione. Quella che, già da qualche ora, sta votando è un’Italia fortemente dilaniata da una crisi economica i cui numeri diventano ogni giorno sempre più preoccupanti.Un Paese dove la disoccupazione ha raggiunto livelli finora mai riscontrati, con imprese che chiudono, imprenditori che falliscono e si suicidano e con migliaia di lavoratori che si ritrovano in mezzo alla strada dall’oggi al domani senza prospettive per il futuro. Un Paese dove negli ultimi anni si è fatto scempio di tutto, con tagli feroci che hanno colpito settori nevralgici della vita sociale, come la scuola, la giustizia, la sanità, la pubblica sicurezza, e l’elenco potrebbe ancora continuare. Per non parlare poi dei giovani.

Milioni di ragazzi che si interrogano sul loro futuro,legittimamente, dopo anni di studio e di sacrifici,non riuscendo però a trovare una risposta credibile che dia loro anche qualche esile speranza. Noi pensiamo che quella che oggi va al voto sia un’Italia decisamente arrabbiata e demotivata , dove l’esasperazione della stragrande maggioranza dei cittadini, che non riescono più a reggere il peso degli enormi sacrifici a cui sono sottoposti, sta lievitando in maniera impressionante. Un Paese dove la politica,specialmente negli ultimi anni,lungi dall’essere “solidale e dedita al bene comune”, non avendo saputo intercettare il malessere della gente, si è dimostrata sorda e cieca,generando,inevitabilmente, “quell’antipolitica” che oggi fa tanta paura ai partiti e la cui influenza sul risultato elettorale rappresenta sicuramente, tra le tante, l’incognita più inquietante che da diverse settimane accompagna queste elezioni. Un’Italia che,sotto certi aspetti,somiglia a quella che Sciascia descriveva,nel 1971,in una nota alla fine del romanzo IL CONTESTO: “…un Paese – scriveva lo scrittore di Racalmuto – dove non avevano più corso le idee, dove i principi-ancora proclamati e conclamati-venivano quotidianamente irrisi,dove le ideologie si riducevano in politica a pure denominazioni nel giuoco delle parti che il potere si assegnava,dove soltanto il potere per il potere contava”. Questa l’immagine che Sciascia ci offre dell’Italia dei primi anni ’70. Ma cos’è l’Italia oggi? E soprattutto che Paese sarà nei prossimi anni? Chissà, se solo potessimo chiederglielo, cosa ci risponderebbe il Maestro di Regalpetra.

Egidio Terrana

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