L’Italia che non va

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Grandi speranze e piccole certezze in attesa della tempesta d’autunno

Grandi speranze prima della tempestaE’ una strana estate. Grigia nel cielo in molte parti della penisola, con le spiagge vuote e gli stabilimenti balneari che faticano. E’ un’estate di crisi e lo si vede e sente. Con la politica che vivacchia aggrappata a grandi speranze e piccole certezze. Dal Consiglio europeo il Premier Letta è tornato carico di miliardi per il lavoro, ma nessuno esulta veramente perché sembra di capire che quella cifra servirà a malapena a tappare alcune delle troppo falle aperte nella stiva di una nave che continua a restare in balia dei fortunali.

L’economia è zoppa, le imprese asfissiate, servirebbe una cura da cavallo fatta di tagli spietati e di riduzione di tasse che nessuno riesce a fare. La pressione fiscale di contro è ormai a livelli insostenibili, nessuna nazione può reggersi prelevando oltre il 50 per cento ai suoi cittadini. E si attende la tempesta d’autunno, quando tutto potrebbe saltare per un nonnulla. Nel frattempo la politica italiana si arrovella su una sorta di gioco delle tre carte, come spartirsi sempre meno voti, visto che alle urne va sempre meno gente. Grandi manovre al centro Berlusoni annuncia il ritorno a Forza Italia e ammonisce: il numero uno sono sempre io, sogna di aggregare Udc e parte di Scelta civica. Monti è sempre più distante, ha scoperto che nessuno lo ama in patria e in verità nessuno lo rimpiange. Ma anche Letta sembra più un commissario che un leader, nel Pd alcuni sognano di boicottare un congresso che Renzi vuole a tutti i costi. Più tempo si perde più la stella del sindaco di Firenze si offusca. Grandi cose all’orizzonte non se ne vedono se non nubi spesse.

Insomma una palude dove si rischia di restare impantanati, per sempre. Una grande Bellezza che non c’è, ecco cosa siamo, come nel film di Sorrentino, un film fuori tempo come tutto lo è oggi in Italia, una prova d’artista che ci sarebbe anche piaciuta se quel mondo non ce lo avesse già svelato Fellini. Ecco, il problema è questo, non c’è politico o artista o intellettuale che si sorprenda con una prospettiva nuova, tutti a dirci cose già dette, che già sappiamo. Intanto ci ha lasciato Margherita Hack, ha sempre ripetuto che siamo un inezia dell’Universo, polvere di stelle, siamo certi che tra quelle stelle si troverà bene.

Luigi Galluzzo

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