L’incomprensibile senso della politica italiana

|




Passeggiando in Parlamento, intorno alla decadenza di Berlusconi e degli effetti sul futuro del Governo se ne sentono di tutti i colori

altPasseggiando in Parlamento in queste giornate di strisciante crisi politico parlamentare accade che: incontri autorevoli esponenti di tutto quello che un tempo si definiva arco costituzionale. Persone dotate generalmente di buon senso, solide argomentazioni e ottime fonti. Ognuno a suo modo, con faccia seria e tesa, mi annuncia quello che succederà nel breve volgere di qualche settimana o di qualche mese.

Con granitica certezza di chi variamente mi parla, dunque, in queste ultime settimane, anzi negli ultimi giorni, ho appreso che: se la giunta per il regolamento del Senato si fosse espressa per il voto segreto sulla decadenza di Berlusconi e se quel voto segreto avesse inopinatamente poi salvato il Cavaliere con un colpo di mano dei Cinque Stelle e di una parte, renziana, del Pd, entrambi costoro fermamente intenzionati a votare il prima possibile per non logorarsi in estenuanti attese che avrebbero, a dir dei dietrologi, favorito solo il Letta temporeggiatore Presidente del Consiglio, ebbene se tutto ciò fosse accaduto appunto, il Governo Letta Nipote sarebbe caduto un’ora dopo il voto, frantumato dai malmostosi malumori del Pd. Ma con eguale granitica certezza, ora che la Giunta per il regolamento del Senato ha deciso che in aula la decadenza di Berlusconi sia palesemente decisa, da altrettanto autorevoli parlamentari sento spiegarmi che: se tra pochi giorni o settimane, stante la richiesta di accelerazione sul voto che viene dal Pd e dai Cinque stellati, Berlusconi sarà con palese chiarezza invitato, anzi costretto, a lasciare anticipatamente e probabilmente per sempre, stante l’età, gli scranni di Palazzo Madama, il giorno dopo il Governo di Letta Nipote cadrà e, se non cadrà il giorno dopo, durerà ancora assai poco, perché non può reggersi su un manipolo di transfughi Pdl. Ergo, se ne deduce che, comunque il Governo presto cadrà.
A meno che non abbiano piuttosto ragione quegli altri parlamentari che, altrettanto autorevolmente in queste ore, per il transatlantico mi sussurrano che: il Governo durerà, durerà ancora, ben oltre il semestre di presidenza europea, perché così conviene anche al Cavaliere che sarebbe troppo esposto al pericolo di una maggioranza assai più sfavorevole in caso di esito elettorale negativo, vista la oggettiva impossibilità di prevederne l’esito, stante l’attuale volatilità dell’elettorato italiano e la incomprensibilità dei nostri sistemi di voto.
Ergo, concludo, la già confusa situazione politico, social occupazionale del nostro fu bel paese, appare ulteriormente variopinta dall’insormontabile impossibilità di un’analisi che non risulti per prioritaria ammissione confusa, ancorché arbitrariamente, arbitraria. Viva l’Italia.

Luigi Galluzzo

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *