Lillo Firetto: “I deputati uscenti? Speriamo che siano tutti rottamati”.

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Il sindaco di Porto Empedocle punta all’ARS: “La Regione va aziendalizzata”. La candidatura di Riccardo Gallo: “Da questa vicenda mi sono tenuto alla larga”.Rifiuti: “I Comuni devono tornare alla gestione diretta”.

Lillo FirettoDi lui dicono che abbia cambiato il volto di Porto Empedocle. Il sindaco Calogero Firetto è l’esempio di come pochi ma efficaci ritocchi possano restituire ai cittadini l’orgoglio dell’appartenenza e infine richiamare visitatori da ogni dove. Eletto per la seconda volta l’anno scorso, col 94% dei voti, esponente regionale e provinciale dell’Udc, ha 47 anni eppure è un navigato della politica. I maligni dicono di lui che la sua azione “è solo fumo negli occhi”, altri gli rimproverano l’incondizionato appoggio al progetto del rigassificatore. Per lui, dipendente Enel, quell’impianto è invece la svolta per lo sviluppo. E non soltanto di Porto Empedocle.

 

– La sua candidatura alle prossime regionali sembra essere accolta come una naturale conseguenza del suo successo da sindaco. Le responsabilità di un deputato, però, non si risolvono certo con operazioni d’immagine, che tanto piacciono alla cittadinanza. In che cosa potrà consistere il suo impegno con la medesima concretezza che ha caratterizzato la sua azione al Comune di Porto Empedocle?
“Durante la campagna elettorale per la mia prima elezione a sindaco dicevano: ‘Ha belle idee, le esprime bene, ma alla fine si scontrerà con una realtà incrostata, contro cui non potrà fare nulla’. Poi il tempo è stato galantuomo. La Regione Siciliana sta vivendo una stagione difficilissima, che probabilmente non ha precedenti storici, quanto meno sotto l’aspetto della povertà finanziaria e per l’esperienza fallimentare della proposta economica e sociale per i siciliani. Milioni di problemi continuano ad affliggere la Sicilia e si moltiplicano cortei e manifestazioni pubbliche di protesta, ma per lombardo l’unico tema di questi giorni è sostituire il direttore generale o dimissionare un assessore che non è in linea con il suo pensiero. Ci vuole, invece, uno sforzo da parte di tutti, al di là delle coloriture politiche. Penso che ci si dovrebbe dividere più semplicemente tra populisti e demagoghi, da una parte, e chi ha voglia di responsabilità, dall’altra, anche a costo di sostenere soluzioni impopolari”.
– Per esempio?
Porto Empedocle. Torre Carlo V“Sarà una stagione di sacrifici: e questo è ciò che non ritengono di dover dire i deputati uscenti, che io spero siano rottamati da questo appuntamento elettorale. Sono proprio loro gli artefici di questo nostro dramma siciliano. Vorrei avere un’occasione non solo di poter stare tra i banchi dell’Assemblea per esprimere la mia opinione e dare un contributo alla legislazione regionale, ma anche di poter dare un apporto all’interno di un’ipotesi di Giunta, se dovesse vincere la nostra coalizione (l’Udc appoggia Rosario Crocetta, assieme a Pd e Api, ndr)”.
– Qualunque governo dovrà affrontare la drammatica situazione finanziaria che lei ha descritto. Quale potrà mai essere l’azione più efficace?
“Bisognerà, intanto, risanare i conti della Regione, avviare quanto necessario per sbloccare i fondi Ue che non sono stati utilizzati. Oggi abbiamo la leva dell’energia, su cui la Regione può attivare le entrate derivate. Invece finora che cosa ha fatto? Prima era il tempo del ‘laissez faire’, niente era governato e tutti potevano fare ciò che volevano. Oggi è l’epoca di chi blocca il sistema, fa in modo che ci sia l’intermediazione parassitaria e penalizza gli imprenditori che avevano dimostrato di essere dinamici, capaci e di saper guardare avanti. Credo che anche nel settore energetico si possa governare meglio, facendo in modo che emergano le imprese sane e non gli avventurieri. La Regione può trovare nuove risorse finanziarie attraverso forme di royalties per risanare le casse regionali. Bisogna essere anche rigorosi sulla spesa pubblica. Basta con tutte queste consulenze per accontentare amici e parenti. Non producono nulla per la Regione. Penso anche che sia opportuno valorizzare il personale regionale. C’è un rapporto numerico assurdo tra i dipendenti e i dirigenti. In nessuna parte del mondo, in nessuna amministrazione pubblica, in nessuna azienda ci può essere questo tipo di rapporto: la Regione siciliana va aziendalizzata”.

– Ce la spiega una volta per tutte la vicenda della candidatura Udc del consigliere provinciale del Patto per il Territorio, Riccardo Gallo?
“Abbiamo una lista aperta. Il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, ha proposto all’Udc regionale una candidatura, credo che lei si riferisca a questa. Non c’è stato alcun diniego da parte dei vertici regionali. Anzi, credo che abbiano dato l’assoluto benestare, anche perché si trattava di una candidatura sostenuta proprio dal sindaco della città capoluogo. Dopodiché non so altro, perché obiettivamente sono stato alla larga da questa vicenda e non me ne sono direttamente occupato, non perché non me ne abbiano informato, ma per mia precisa scelta”.
– A proposito di Zambuto … Fatto pace sulla vicenda rigassificatore? Quali errori gli attribuisce?
“Sul rigassificatore ha combattuto un’altra battaglia, secondo il suo punto di vista. La vicenda si è chiusa (il Comune assieme ad enti e associazioni ha perduto il ricorso contro la realizzazione dell’impianto, ndr). Ora bisogna gestire il ‘dopo’, che vedrà la città di Agrigento in qualche modo coinvolta: il potenziamento del porto empedoclino con la parte crocieristica non sarà certo a beneficio solo della nostra città. Anzi, se ne avvantaggerà prima di altri la Valle dei Templi e la città di Agrigento. In sostanza non si potrà che andare avanti in sinergia”.
Il Sindaco Firetto con Andrea Camilleri– Immagino che Porto Empedocle attenda con ansia la nascita di questi posti di lavoro? Quanti? Per quanto tempo? Sono stati dati tanti numeri in questi anni, qual è la verità?
“Da parte dell’azienda abbiamo avuto notizie di un picco massimo di cinquecento lavoratori a turni continui, per un periodo di quattro anni, nella fase costruttiva. Sono numeri importanti per la realtà provinciale, non solo empedoclina. Il protocollo che abbiamo sottoscritto prevede che ci sia una prevalenza di risorse umane e imprenditoriali locali. Anche questo è un grande valore, purché ci siano le professionalità adeguate e un buon livello di competitività sul piano dei costi. Siamo convinti che abbiamo imprenditori capaci di assicurare forniture e attività all’interno di un impianto come questo. E sarà una grossa boccata d’ossigeno per il territorio per quattro anni. Dopo, un centinaio di persone saranno direttamente impegnate nell’impianto, tra il diretto e l’indotto. Inoltre un impianto del genere versa imposte notevoli, produce royalties per l’amministrazione locale e una serie di attività compensative, che hanno un valore per il territorio: è ricchezza che viene orientata sulle attività di sviluppo di quest’area”.

– Qualcuno la accusa di aver chiesto troppo poco a Nuove Energie come misure di compensazione, rispetto agli enormi guadagni che ne deriveranno per l’azienda …
“E’ una grande bugia, purtroppo, perché non esiste nella storia microeconomica europea e nemmeno planetaria un livello di misure compensative di questo tenore. Non se ne sono viste per qualsiasi genere di impianto, neanche per le centrali nucleari, che anzi non producono un solo euro. Non lo dico io, ma Nomisma Energia, società di ricerca, consulenza e formazione specializzata nei mercati dell’energia e dell’ambiente, il massimo osservatorio in Italia nel settore e tra i più accreditati in Europa. L’unico caso è il rigassificatore di Porto Tolle, in Veneto, per i quali vengono assegnati 12 milioni di euro all’anno ad un consorzio vasto che comprende la Provincia di Rovigo, mentre qui parliamo di cento milioni di euro a regime. Siamo un caso che fa scuola, come documentato dalla stampa nazionale e regionale”.

– Vicenda Italcementi e pericolo chiusura dello stabilimento di Porto Empedocle. Che sviluppi dall’incontro a Roma con il ministro Corrado Passera?
“Questo lo stato dell’arte: l’azienda attuerà una cassa integrazione con una rotazione larga che coinvolgerà 30 dipendenti per volta. Quando alcuni lavoreranno altri saranno cassintegrati. Ci sarà inoltre un’integrazione della cig da parte dell’azienda di 500 euro. Non si ravvisano, mi pare, casi analoghi in Italia. Il forno sarà chiuso, ma sarà avviato un impianto di macinazione di cemento, che consentirà ai lavoratori di attivare la produzione. Nel settore dei trasporti stimiamo che i numeri addirittura aumenteranno. La mia presa di posizione è stata forte. Ho chiesto che l’impianto di macinazione venga integrato con altri progetti, in modo da poter garantire in futuro i livelli occupazionali. L’azienda pubblicamente ha sostenuto di avere sul tavolo quattro progetti, che saranno considerati assieme alle organizzazioni sindacali e all’amministrazione comunale di Porto Empedocle. Si apre una fase nuova ed era quello che ci aspettavamo e che anche i lavoratori si attendevano”.

– La centrale Enel sarà riconvertita a turbogas eppure si sperava che potesse sparire la centrale. Porto Empedocle ha un mare bellissimo, con spiagge ampie e lunghe di sabbia fine, offuscate soltanto dalla vista di questo impianto. Come si coniuga il binomio sviluppo turistico- industriale?
“Lì si è coniugato male. Mentre il rigassificatore nasce ad est, nell’area industriale all’interno del porto, la centrale è lungo il litorale balneare. Fino agli anni Cinquanta al suo posto c’era un bell’arenile e un’area attrezzata, dove d’estate si andava a ballare, in riva al mare. Certo, si poteva fare diversamente. Così non è stato. Oggi non si può rinunciare ai livelli occupazionali. Anzi, cinque anni fa, alla mia prima elezione si parlava di rischio chiusura. Però, mentre prima poteva esserci un impatto anche sul piano delle immissioni in atmosfera ora si va sempre più riducendo. Rimane l’impatto visivo. La riconversione a gas determinerà un abbattimento ancora più drastico dei livelli di immissione in atmosfera perché si tratta di energia pulita. Sarà abbattuto uno dei due camini e potranno essere eliminati i due serbatoi di oli combustibili, che non serviranno più, e anche sul piano visivo l’impianto sarà notevolmente migliorato”.

Porto Empedocle. Il Museo del Mare Il turismo crocieristico è proprio uno dei suoi pallini. Eppure le nuove politiche sulla sostenibilità sono indirizzate ad un turismo meno invasivo e meno costoso per la collettività … Si attuerà una differenziazione tra micro e macro crociere?
“Puntiamo sul piccolo segmento, è lì che vogliamo inserirci. La nave da tremila passeggeri non ci interessa anche perché non è compatibile con il nostro porto. La sosta di otto ore di una nave del genere è una fonte di inquinamento mostruoso, altro che centrale termoelettrica o Italcementi … Fra l’altro al momento dell’arrivo avremmo il centro storico irrespirabile per i fumi prodotti da imbarcazioni di questo tipo. Per noi vanno bene navi da 400-700 passeggeri, come quelle che già arrivano. Ce ne vorrebbero due o tre a settimana e avremmo una fonte di reddito utilissima per la nostra comunità. Ci stiamo lavorando. Il progetto dell’impianto di rigassificazione prevede la realizzazione di un braccio di protezione del porto. E’ evidente che migliorerà la funzionalità del porto e la sua capacità di esercizio, non solo per la crocieristica ma anche per il settore mercantile. Il porto sarà più competitivo”.
– I problemi dei collegamenti con Lampedusa: un’eterna diatriba con Siremar. Ustica Lines assicura il servizio d’estate solo per brevissimi periodi. L’anno scorso era un servizio assicurato dal primo maggio. Quest’anno è stato attivato dal 20 giugno …
“Tutto ciò rientra tra le politiche fallimentari portate avanti dalla Regione in ordine ai contratti di concessione. Una classe dirigente regionale responsabile questo tema credo che lo debba mettere tra i primi punti all’ordine del giorno. Io e la sindaca di Lampedusa ci battiamo, alziamo la voce, perché questo problema possa trovare soluzione, e continuiamo a subire. Come quest’estate, quando nel momento clou di traffico turistico si sono verificati disservizi con disagi e danno economico incalcolabile per gli operatori del settore. Abbiamo subito perfino la rottura del traghetto. Abbiamo protestato, ci hanno accontentato alla meno peggio, ma il problema è strutturale. Intanto, ci vogliono due livelli di collegamento: uno merci, che comprenda i camion della spazzatura, l’altro passeggeri. Non credo che il turista sia contento di viaggiare sul traghetto assieme agli auto-compattatori della nettezza urbana e con un basso livello di qualità di igiene e servizi”.

– Contrada Ciuccafa: solo uno dei quartieri che si sentono emarginati dall’azione del sindaco. Ha pensato ad interventi di immagine in centro: la Torre Carlo V, la via del porto, i parcheggi, la stazione degli autobus, la via Roma, il Cine-teatro, la zona portuale, piccoli interventi di abbellimento, demolizione di immobili fatiscenti … Quali progetti possono essere messi in campo nelle periferie?
“La via Roma non è la via di chi ci abita, ma è il cuore della città che appartiene a tutti. Se migliora la via Roma migliora Porto Empedocle. Se miglioriamo il lido, come accadrà, non ne beneficeranno solo i ristoranti o chi ha le villette, ma l’intera città. Se facciamo interventi di miglioramento su Ciuccafa, come la rotatoria, noi miglioriamo la qualità della viabilità di un’intera città e anche della provincia. I lavori partiranno ad ottobre. Le critiche che provengono a Ciuccafa, fanno riferimento ad una vicenda paradossale. Sono state costruite delle cooperative edilizie per le quali chi ha rilasciato le concessioni ha ritenuto che non si dovessero pagare gli oneri concessori, ma dovessero essere a carico delle stesse cooperative, ovverossia dei costruttori. Allora non ero amministratore del Comune. Che cosa è accaduto? A distanza di tre anni dalla costruzione non hanno provveduto a realizzare le opere di urbanizzazione. Il Comune ha revocato la concessione, perché scaduta, e ci hanno chiesto una proroga. Le opere di urbanizzazione toccano alle cooperative, che oggi sono formate dalle persone che ci abitano. Bisogna conoscere i fatti prima di dare addosso al Comune, che non ha nessuna colpa perché è il soggetto gabbato. Dirò di più: allora fu rilasciata una fideiussione per garantire la realizzazione di quei lavori e si è scoperto che è stata prodotta da un’agenzia che non esiste più. Stiamo parlando di una truffa perpetrata ai danni del Comune e che vede anche chi abita le cooperative tra i soggetti truffati. C’è chi ha avuto l’iniziativa di chiedere ai condomini di farsi carico degli oneri di urbanizzazione. E’ una vicenda che riguarda loro. Se la risolvano al loro interno. Noi, dal canto nostro, abbiamo fatto tanti interventi nei quartieri: il Belvedere a Piano Lanterna, il recupero di Villa Crescente, piazzuole realizzate a Piano Lanterna, a Bellavista, abbellimenti anche nella zona dei Grandi lavori, abbiamo sistemato strade e marciapiedi, realizzato piccole strade di collegamento. Sono pronti a partire i lavori della pavimentazione della via Roma e una decina di altri cantieri”.
– Un problema ancora irrisolto, la gestione dei rifiuti. Che futuro intravede? Anche lei è per la gestione diretta di acqua e spazzatura …
“Non soltanto sono favorevole ma mi sono intestato una battaglia per il ritorno alla gestione diretta del servizio da parte dei Comuni”.

                                                 Anna Maria Scicolone

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