L’idraulico di Vincent Van Gogh

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Il problema dei critici che le dicono grosse sugli artisti specialmente quando i poveretti non possono più smentire in quanto defunti, mi pare una cosa non da poco.

“È meglio essere belli che essere buoni. Ma… è meglio essere buoni che essere brutti”. Oscar Wilde

Leggo la citazione e mi viene da ridere. Poi controllo: è veramente attribuita al grande Irlandese. E allora mi viene un sospetto: secondo me alcuni personaggi celebri, vedendosi citati in continuazione, qualche volta sparavano una minchiata e poi si ritiravano in un angolo, magari con un bel whisky in mano, a ridere come pazzi delle interpretazioni dei critici. Che so io, cose come “Il vero amore non ha bisogno di colori”, o anche “Se il medico è cattivo, un sintomo può essere peggiore della malattia” (guardate che sono mie e non vi garantisco che significhino qualcosa: comunque se vi piacciono, ve le cedo per pochi soldi).

Oscar Wilde

Oscar Wilde

Il problema dei critici che le dicono grosse sugli artisti specialmente quando i poveretti non possono più smentire in quanto defunti, mi pare una cosa non da poco.

I critici.

Io tutte le volte che sento un critico pontificare penso al famoso Affare Modigliani, una cosa degna del film “Amici miei”. Qualcuno se lo ricorda? Fu nel 1984. Un gruppetto di studenti fecero con il Black & Decker alcune teste “alla Modigliani” e le affondarono in un canale di Livorno per farle ritrovare a chi si apprestava a cercare proprio lì le teste che si diceva ci avesse buttato lo stesso Maestro. Nella trappola caddero, anzi si tuffarono con entusiasmo, la direttrice del Museo Progressivo d’Arte Moderna di Livorno seguita da tutti i maggiori critici dell’epoca che le attribuirono “senza ombra di dubbio” al grande artista. Si salvò, per la cronaca, solo Federico Zeri.

I critici.

"I Girasoli" di Vincent Van Gogh

“I Girasoli” di Vincent Van Gogh

Prendiamo, prendiamo… ma sì, prendiamo Vincent Van Gogh, vah, e i suoi girasoli. Un’opera d’arte fra le più famose e valutate al mondo. Anzi, una serie di opere, perché di quadri con i girasoli ne fece una vagonata. Tante, tantissime cose sono state dette dai critici sui girasoli di van Gogh… ecco una frase a caso: “I girasoli di van Gogh: come la vita i girasoli sbocciano, fioriscono, prendono vigore e appassiscono”. Bella eh? E che ve ne sembra di quest’altra: “I girasoli di Van Gogh non sono dipintI, ma colpi d’ala dell’anima”. Quest’ultima è mia come le prime due, vi faccio il 2×3. Un’occasione. Pensate che prima o poi viene Natale e non si sa mai cosa regalare.

Dicevamo dei celebratissimi girasoli di Van Gogh.

E se Van Gogh quando li dipinse avesse avuto tutt’altro che “un colpo d’ala dell’anima” per la testa?

Se le cose non fossero andate esattamente come ci raccontano i critici?

Metti che…

Metti che Sien, la prostituta con cui Vincent Van Gogh convive, un giorno comincia a tormentarlo. La casa è triste, buia, ci piove dentro… perchè lui non dipinge qualche cosa di allegro, di solare, che faccia pensare a una bella giornata? Ecco, per esempio un bel mazzo di girasoli. “Fammi un mazzo di girasoli, Vincentuccio. Dai”. E Van Gogh per non sentirla più, a Sien le fa il mazzo. Lei però non è del tutto soddisfatta. “Hai visto che avevo ragione? La casa non ti pare più luminosa? Ne voglio di più”.

Il povero Vincent blocca la produzione artistica seria per sfornare solo insulsi mazzi di girasoli, ma Sien si accorge che Vincent glieli fa sempre peggio, nel senso che ci mette meno girasoli per sbrigarsi, e qualcuno glielo fa pure appassito perché i girasoli-modello si vanno seccando e Vincent non vuole andare a coglierne di freschi. E allora lo strapazza. Il poveretto si difende dicendo che gli sta finendo il giallo ma Sien scopre un giallo nel giallo, e cioé che Vincent sta semplicemente entrando nel periodo cinese, sa che il giallo gli servirà più che mai ed è per questo che cerca di risparmiarlo, ne ha addirittura un giacimento sotto il letto. Sien passa allora al contrattacco e porta un quadro all’idraulico del quartiere chiedendogli se si sente di mettere le mani sul mazzo e farglielo un pochino meglio di come gliel’ha fatto Vincent. Non si sa cosa gli dia in cambio, ma l’idraulico si mette all’opera con l’entusiasmo di un operaio della FIAT che ha saputo che non sarà licenziato e da quel momento rifinisce tutti i girasolquadri di Van Gogh aggiungendo solo boccioli di girasoli. Sì, boccioli, perché all’idraulico vengono bene solo quelli.

Vincent Van Gogh, autoritratto

Vincent Van Gogh, autoritratto

Fine della storia.

Che ne dite, non potrebbe essere andata così? Chi lo sa.

Sappiamo per certo solo quello che ci dice wikipedia:

“Tra i vari dipinti, ci sono tre versioni simili con quindici girasoli in un vaso, e due con dodici fiori in un vaso. I dipinti mostrano i girasoli in ciascuna fase della fioritura, dal bocciolo all’appassimento. Furono innovativi per l’uso dell’intero spettro giallo. Uno dei girasoli è stato venduto all’asta per 53,9 milioni di dollari l’11 novembre 1987, diventando uno dei dipinti più quotati al mondo”.

Bravo Van Gogh? Mah.

Forse bravo l’idraulico.

 

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