Licata, ascensore bloccato da più di due anni: cinema inaccessibile per i diversamente abili

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La protesta. Riceviamo dalla dottoressa Viviana Giglia, referente del Tribunale del Malato, la lettera che pubblichiamo di seguito.

Viviana Giglia“Domenica sera, presso la Multisala Fly Cinema, nella terrazza del Porto Turistico di Licata, ha avuto luogo la presentazione e proiezione del docu-film “Trent’anni di mafia”, il racconto e la storia infame della mafia agrigentina dal 1972 ad oggi.

Poco prima dell’inizio ha avuto luogo, protattatasi sino la fine della serata, una protesta pacifica contro il non funzionamento  dell’ascensore ( da circa 2 anni e mezzo) che permette l’accesso alla terrazza ed ai relativi locali.

Eravamo molto interessati alla tematica: la sottoscritta,Viviana Giglia, che da anni in prima linea si batte in favore dei diritti dei  diversamente abili; Maurizio Casa, affetto da SLA, ed Annalisa Ciachetti.

Un rigraziamento particolare va alla Dot.ssa Maria Grazia  Cimino Presidente del TDM ( tribunale dei diritti del malato)  per esserci stata, come sempre, solidale portando la nostra voce di protesta in sala e rifutando di vedere il film ed unirsi a noi. Ancora grazie ai gestori del Fly Cinema per la loro gentilezza e comprensione. Un ulteriore riconscimento va al regista Sabino Taormina che per scusarsi, pur non avendo alcuna colpa, ha donato copia del film a noi disabili impossibilitati a salire.

Una battaglia di civiltà e legalità, l’unico  veramente responsabile dell’increscioso problema è  l’ Ingegnere Geraci, proprietario della terrazza del centro comemerciale “il porto”, al quale negli ultimi  2 anni e mezzo  sono state fatte diverse lamentele ma, continua a fare orecchie da mercante.  Geraci giustifica la sua decisione di bloccare l’ascensore a seguito ad  atti di vandalismo, noi abbiamo la certezza che le porte sono state forzate perché un ragazzo è rimasto chiuso dentro, mentre la nostra Annalisa dal cinema fu costretta a scendere a fatica dalla scala.

E’ vergognoso, per la dignità umana delle persone con disabilità, nel 2014, essere estromessi da locali pubblici per inaccesibilità.

Tempo fa ho avuto modo di leggere su un socialnetwork delle dichiarazioni dello stesso Geraci,  che esaltava Marina Cala del Sole per progresso turistico  (strutture, accessibilità, pulizia)  e criticava l’amministrazione per la non cura all’accoglienza turistica della città, definendo Licata come Beirut.

Ricordo, in conclusione, solo una frase di Giovanni Falcone: “Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore basta che ognuno faccia il suo dovere”.

 Dott.ssa VIVIANA GIGLIA referente TDM

La dottoressa Giglia in questa lettera pone un problema che andrebbe al più presto affrontato. Per quanto riguarda le responsabilità, lei chiama in causa l’ingegnere Geraci, che noi non conosciamo, ma al quale, qualora lo ritenesse opportuno, offriamo la possibilità di replicare per conoscere anche le sue ragioni. 

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