L’Europa e i futuri scenari politici

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Le riflessioni di Anastasia Modylevskaya, studentessa russa che frequenta la facoltà di giornalismo all’università di San Pietroburgo.

Anastasia Modylevskaya

Anastasia Modylevskaya

Le imminenti elezioni in alcuni paesi europei invitano ad una riflessione su quelli che potrebbero essere i nuovi scenari poltici, con particolare riferimento agli Stati che fanno parte dell’Eurozona, e su come i futuri Governi di questi Paesi ( tra i quali  l’Italia, che la prossima domenica dovrà pronunciarsi sul referendum costituzionale) si muoveranno rispetto alla tutela degli interessi nazionali. Ci si chiede anche quanto nei paesi in cui si voterà andranno lontano i populisti e se si possono ipotizzare radicali cambiamenti.

Proviamo a dare delle risposte osservando l’attuale situazione politica di tre importanti Paesi.

Italia

La “Lega Nord” sta diventando una minaccia per il governo attuale. La  prima potenza politica dell’UE che ha riconosciuto la giunzione di Crimea alla Russia (che ovviamente influirebbe sulla revoca delle sanzioni e il miglioramento delle relazioni con la Russia, in caso di arrivo di questo partito al potere); inoltre, in un futuro non troppo lontano, Matteo Salvini – leader del partito – pianifica di correre per la carica di primo ministro dell’Italia. “Se il Brexit e la vittoria di Trump ci hanno insegnato qualcosa, allora è proprio questo il momento di non avere paura. Oggi vado sulla linea del fronte. Non ho paura di niente e di nessuno. Questo è solo l’inizio, vinceremo noi”, – ha detto il deputato ed europarlamentare durante un suo discorso in un rally a Firenze. Salvini ha effettivamente tutte le possibilità di vincere. Il partito sta rapidamente guadagnando popolarità, promuovendo lo sviluppo della produzione nazionale e la protezione del paese contro la migrazione illegale.

Eppure si dovrebbe notare che il nocciolo della questione non è solamente costituito dal fatto che molti italiani sono stanchi del malaccorto regno di Renzi. L’attuale politica del primo ministro, secondo alcuni, fa largamente una buona pubblicità agli euroscettici. Come già detto, la prossima domenica i cittadini italiani sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale volut da Renzi. C’è molta attesa, e non soltanto in Italia, sul risultato di questa consultazione  e su come si muoverà il Governo se gli elettori dovessero bocciare la riforma della Costituzione.

In questo momento è impronosticabile dire come voteranno gli elettori italiani. Ma in caso di sconfitta di Renzi (che per il modo in cui egli stesso ha ripetutamente promesso, si dimetterebbe qualora il progetto fallisse), al potere potrebbero davvero arrivare i populisti della “Lega Nord” o  del “Movimento cinque stelle”. Potrebbero, o forse no. Il sistema italiano di governo, in questo caso, presuppone che Renzi potrebbe anche rimanere al suo posto, magari sotto richiesta del presidente della repubblica.

Francia

La percentuale di supporto del partito di estrema destra “Fronte Nazionale” è progressivamente in crescita. Tuttavia, è impossibile dire che la ragione principale di cotanto supporto per l’estrema destra sia la migrazione. Sì, anche la Francia sta attualmente soffrendo, come altri paesi dell’UE, l’afflusso di migranti, senza dimenticare che questo paese è sempre stato uno dei più cordiali verso i visitatori. L’atteggiamento dei francesi nei confronti dei migranti è gradualmente cambiato dopo le sommosse di massa nel 2005. E i recenti attacchi terroristici nella Quinta Repubblica sono ancora ricordati con orrore. Negli ultimi due anni, i transanlpini hanno subito circa dieci attacchi. Da ciò ha preso piede il nazionalismo francese.

“L’estrema destra offre delle decisioni molto radicali, giocando sul malcontento e le emozioni delle persone. Essi mirano diritti al punto, mentre le altre parti sono alla ricerca di un compromesso, prendendo in considerazione le sfumature di svariate posizioni politiche. Quando in una situazione difficile, qualcuno offre una via semplice e radicale, questo impressiona un ingente numero di persone”,- dice l’analista politico di Strasburgo, Philippe Breton. Molti credono veramente che ogni nuovo attacco terroristico, a questo punto, sia un nuovo passo verso la presidenza del fronte nazionale di Marine Le Pen. Ad ogni modo, la società francese è realmente pronta per tali cambiamenti? Nei piani così audaci di Le Pen spiccano l’uscita dall’unione europea e il rifiuto della moneta europea. In tal modo il risparmio di molti francesi verrebbe semplicemente deprezzato.

François Fillon, il candidato del centro-destra, mantiene una posizione più riservata sul tema, più accettabile. La scorsa domenica, 27 novembre, ha vinto il secondo turno di primarie, diventando così il singolo candidato dai repubblicani. La vittoria è andata a Fillon è perché l’ex primo ministro è stato in grado di incarnare i valori tradizionali di centro-destra, e di catturare altresì le simpatie della “maggioranza silenziosa”. Molti esperti predicono una vittoria per il candidato del Partito Repubblicano. Nessuno sa chi vincerà queste elezioni. Una cosa è certa, gli outsiders sembrano avere molte più chances del ben più impopolare concorrente presidenziale, Francois Hollande.

La Germania

E’ impossibile predire se la Merkel sia in grado o meno di vincere le elezioni per la quarta volta. Da un lato, obiettivamente, questa possibilità ce l’ha, semplicemente perché non ha tanti rivali. “I candidati per il posto di Cancelliere sono così sbiaditi – ha detto il tedesco consulente politico Richard Schutze – che sarebbe inutile attendersi chissà quale empatia da parte loro. Sono modesti e non inclini al narcisismo, e quindi non sono in grado di dare i tedeschi uno spettacolare show”.

D’altro canto, Angela Merkel ha fatto una considerevole quantità di errori che possono giocare contro di lei alle prossime elezioni. Nel 2013, ha vinto solo grazie al fatto di aver promesso ai tedeschi che non avrebbero sentito gli effetti della globalizzazione. Ma le sue promesse fallirono miseramente nel 2015, quando il paese adottò una quantità incredibile di rifugiati, circa un milione di persone. Il fatto che la Merkel abbia scelto “una politica delle porte aperte” ha deluso i tedeschi. Basti infatti osservare quanto sia sceso il rating della CDU-CSU. Casualmente, proprio il suo. Al contrario, il partito conservatore “Alternative per la Germania”, che si oppone alla tolleranza, ha iniziato a diventare popolare. Così la cancelliera dovrà sforzarsi e non poco per convincere la gente che lei sia indispensabile.

I populisti saranno dunque in grado di conquistare posizioni in chiave politica? Ancora, non è dato sapere. Si auspica però che i nuovi cambiamenti nella politica risolvano i principali problemi del decennio in corso.

Anastasia Modylevskaya è una studentessa russa che frequenta la facoltà di giornalismo all’università di San Pietroburgo. Anastasia ha scelto il nostro giornale per effettuare il tirocinio previsto dal piano di studi del suo corso di laurea. 

 

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