Leucemia, quando la ricerca ti aiuta a guarire

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Il bambino guarito al “Bambino Gesù” con la terapia genica. Ancora una volta i ricercatori italiani dimostrano di essere delle eccellenze nel campo della scienza medica.

Simona Carisi

Le malattie ematologiche maligne che più colpiscono i bambini, sono le leucemie. Finalmente da qualche anno possiamo dire che la scienza medica con gli studi mirati alla comprensione dei meccanismi cellulari, che stanno alla base dell’ insorgenza delle leucemie, dei linfomi e della talassemia major (fra le malattie ematologiche più gravi), ed alla terapie attuate, alla donazione del midollo osseo di donatori estranei compatibili  o consanguinei, ne ha sicuramente ridotto la mortalità.

La terapia genica si è rilevata l’arma vincente per sconfiggere il male che colpisce un sistema essenziale per la nostra vita, il sistema responsabile della produzione delle cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. E ancora una volta sono gli scienziati italiani ad aver intuito come intervenire, risolvere, curare e guarire i pazienti affetti da questo tipo di tumore.

Mi chiedo: come si può pensare sia superfluo aiutare la ricerca italiana, quando è proprio la nostra Italia che riesce con i suoi ricercatori, eccellenze nel campo della scienza medica, a sconfiggere la morte causata da malattie senza ritorno? Gli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma sono riusciti in un’impresa degna di grande rispetto ed emozione. Hanno manipolato le cellule del sistema immunitario di un piccolo paziente di 4 anni affetto da leucemia linfoblastica acuta e sono riusciti, in tal modo, a rendere inermi le cellule tumorali e a neutralizzarle del tutto. Questa manipolazione genica ha liberato totalmente il midollo del bambino dalle cellule tumorali.

Ma quali sono le cellule del sistema immunitario trattate dagli scienziati ematologi italiani? Sono quelle che ci difendono ogni giorno dagli attacchi degli agenti estranei al nostro organismo e che sono  nocivi per la nostra salute. Parliamo dei guerrieri della difesa, i “linfociti”.

All’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma si è praticata una manipolazione genica, cioè una immunoterapia. I medici ricercatori del Bambino Gesù hanno prelevato i linfociti T del piccolo paziente e li hanno modificati geneticamente attraverso un recettore che è stato sintetizzato in laboratorio, cioè quella proteina che riconosce ciò per cui è programmata nella sua funzione di legame, al fine di potenziarne l’azione stessa. Questo recettore “CAR” ( Chimeric Antigenic Receptor) potenzia dunque i linfociti T ed una volta reinfusi nel paziente, sono in grado di riconoscere ed attaccare le cellule tumorali presenti nel sangue e nel midollo, fino a completa eliminazione.

Beh, non posso credere che leggendo quel che sappiamo oggi su questo meccanismo d’azione, l’emozione non ci scuota sulla pelle e dentro la mente. Il piccolo bambino affetto da leucemia linfoblastica acuta di tipo B cellulare aveva avuto due ricadute e ricordiamo che di questa leucemia in Italia si registrano circa 400 casi all’anno. Oltre alle due ricadute il piccolo paziente aveva gia effettuato la chemioterapia e ricevuto il midollo osseo da un donatore estraneo  compatibile.

Oggi è guarito grazie alla ricerca italiana.

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