Legambiente: “Regione incapace di alimentare le politiche ambientali”

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“Molte Riserve a rischio chiusura. Nella Riserva Naturale Isola di Lampedusa nate 68 tartarughe marine. A fronte di questi successi la Regione taglia i fondi per la gestione e da oltre 2 anni l’Assessorato Territorio e Ambiente non autorizza i servizi a pagamento”. 

Riserva naturale di Lampedusa

Riserva naturale di Lampedusa

Nella Riserva Naturale Isola di Lampedusa da alcuni giorni si è conclusa con grande successo la stagione di riproduzione della tartaruga marina Caretta Caretta sulla Spiaggia dei Conigli con 68 nuovi piccoli nati che hanno raggiunto il mare, grazie all’attività del personale della Legambiente che gestisce l’area protetta.

“ Questo risultato si aggiunge  all’importante riconoscimento Travel Choice 2014 assegnato lo scorso marzo da Tripadvisor alla Spiaggia dei Conigli come prima spiaggia in Europa dopo essere stata premiata nel 2013 come prima spiaggia al mondo – dichiara Angelo Dimarca, responsabile Conservazione Natura di Legambiente Sicilia  -.  Siamo orgogliosi perché questi risultati  rappresentano la migliore conferma che il modello di gestione delle riserve naturale gestite da Legambiente è vincente e riconosciuto a livello internazionale”

Ma Legambiente denuncia che, a fronte di questi risultati,   la Regione sta tagliando drasticamente i fondi per la gestione delle riserve naturali e non eroga nemmeno quelli resi disponibili dalle due ultime finanziarie, con il personale  che non percepisce lo stipendio dal mese di aprile e con il rischio ormai concreto di bloccare tutte le attività di gestione.

“Ma vi è di più” denuncia Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia  “Nel 2012 abbiamo presentato all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente il piano per attivare i servizi a pagamento (dal ticket d’ingresso alle visite guidate alla vendita di materiale promozionale e gadget) e nonostante vi sia una precisa previsione di legge sin dal 1999,  da ben due anni dalla Regione non è arrivata alcuna risposta. E siamo costretti anche a non accettare gli stessi contributi che i tanti turisti, che visitano le nostre riserve, vorrebbero liberamente concedere per il sostegno ed il potenziamento delle attività di gestione e fruizione. La verità è che la Regione Siciliana  in questi anni si è dimostrata incapace di promuovere ed alimentare le politiche ambientali, dando piena attuazione alle stesse leggi esistenti approvate dall’ARS e garantendo continuità amministrativa nella gestione degli Assessorati competenti”.

Riserva naturale Le Maccalube di Aragona

Riserva naturale Le Maccalube di Aragona

Legambiente denuncia che questa paradossale ed inaccettabile situazione riguarda molte altre importanti  riserve che sono a rischio chiusura, dalle Macalube di Aragona affidata a Legambiente alle Saline di Trapani affidata al WWF, da Monte Conca affidato al Club Alpino Italiano alle Saline di Priolo affidate alla LIPU ed altre ancora. Per il funzionamento delle 27 riserve naturali affidate ad Università ed Associazioni, certamente quelle meglio gestite, basterebbero soli 4 milioni di euro, garantendo il posto di lavoro a 90 persone. Ed invece la Regione ha tagliato immotivatamente ed in modo irrazionale i fondi del 30% rispetto al 2013.

Legambiente  stigmatizza che rischia di essere inferto un colpo durissimo alle attività di conservazione della natura in Sicilia ed all’intero settore delle aree protette, fondamentali per la promozione di un sano e sostenibile sviluppo della nostra regione, basato innanzitutto sulla tutela dei beni naturali e culturali.

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