Le grandi strategie… del nulla

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La deriva infinita della politica italiana fra riunioni e cene in crocicchi segreti, messaggi cifrati e telefonate in codice

altMentre Fiorito in galera dice “Meglio qui che nel Pdl”, mentre i partiti si dissolvono, le Regioni perdono gli ultimi brandelli di credibilità, la crisi decompone l’Europa e le piazze bruciano, mentre accade tutto questo intorno a noi cosa fanno i leader pubblici italiani? Sono in riunioni d’emergenza giorno e notte, 24 ore su 24 a spremersi le meningi, ad elaborare strategie, trar fuori idee per tamponare le falle, penserete voi?
Errore, si riuniscono è vero in crocicchi segreti, organizzano cene, si scambiano messaggi cifrati e telefonate in codice, ma con un altro e unico pensiero. Trovare un modo per virare le leggi elettorali a loro favore, perpetuare l’occupazione delle due camere Parlamentari, trar fuori un algoritmo, un’alchimia che consenta di moltiplicare i voti e le poltrone.

 

Spieghiamoci meglio: è chiaro a tutti che al voto di marzo 2013, o quando sarà, il primo partito sarà quello di chi non vota, potrebbe sfiorare il 40 per cento, un numero di voti che sarà superore a quello di qualunque coalizione, chi vincerà cioè rappresenterà di fatto una minoranza di cittadini.
Ma tutto questo non spaventa le raffinate menti politiche italiane, i conti di queste ore si fanno sul Porcellum. Il Pd vuole che resti com’è perché garantirebbe, sondaggi alla mano, in coalizione con Sel la vittoria alla Camera, Bersani addirittura spera in cuor suo in un incidente di percorso per anticipare il voto a dicembre, scongiurando così le Primarie con quel Renzi in prorompente ascesa che potrebbe addirittura fargli lo sgambetto.
L’occasione potrebbe essere un’eventuale forzatura Pdl al Senato sulla riforma della legge elettorale. Berlusconi vorrebbe un premio di maggioranza del 10 per cento al partito che vince e non alla coalizione, com’è adesso. L’obiettivo del cavaliere è pareggiare al Senato, dove grazie all’attuale sistema elettorale e visti i rapporti di forza, sempre sondaggi alla mano, nessuna coalizione sembra in grado di avere la maggioranza assoluta, e poi c’è sempre il mercato dei seggi di riparazione post voto!
Ma se il Pdl forza al Senato sulla Legge Elettorale, il giorno dopo, prima che si passi a Montecitorio, Bersani farà saltare il banco.
In ogni caso anche se il Porcellum resta così com’è al Senato dopo il voto ci sarà con ogni probabilità il pareggio e dunque la grande coalizione e dunque il Monti Bis che piace a Casini, ma non a Vendola. Bersani rischia di essere fregato, ma ha una carta di riserva, spingere Monti verso la Presidenza della Repubblica e farsi dare l’incarico di Premier in quanto leader della coalizione che avrà vinto alla Camera, Renzi, e Grillo, permettendo.
Ma anche Napolitano in cuor suo, anche se le note ufficiali del Colle dichiarano il contrario, spererebbe in un minimandato bis per sostenere un secondo Monti a Palazzo Chigi tanto gradito alla finanza internazionale.
Insomma in quanto a strategie di palazzo siamo all’Università. In quanto a strategie anticrisi forse ancora fermi all’asilo.

Luigi Galluzzo

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