Quando le foto raccontano la musica

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“…e poi c’è la musica” è il tema della mostra fotografica che sarà inaugurata a Terrasini domenica 15 aprile. La presentazione di Evelin Costa.

Domenica 15 Aprile, alle ore 18.30, al Margaret Cafè di Terrasini, sarà inaugurata la mostra fotografica intitolata “…e poi c’è la musica” , promossa dall’Associazione Asadin. Espongono: Giovanna Biondo, Caterina Blunda, Antonio Costa, Evelin Costa, Marcello Impastato, Pino Manzella, Nicola Palazzolo, Daniela Riedlova, Massimo Russo Tramontana.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 9.00 alle 23.00 fino al 5 Maggio 2018.

La presentazione di Evelin Costa.

Evelin Costa

“…E poi c’è la musica che non è di certo un aspetto secondario della vita. La musica è il sottofondo di ogni attimo vissuto. La musica è ritmo e pausa, suoni e silenzi. La musica è la voce del mare ed il fruscio del vento, un’eco profonda che rimbomba dalle viscere del tutto. Tasti di un pianoforte sfiorati con velocità o con lentezza, canti che incantano, sospiri intensi, note che si librano nell’aria, battiti di tamburi che sconvolgono le pulsazioni del cuore e vibrazioni leggere come le ali di una libellula. La musica è memoria e presente. La musica è il linguaggio universale che unisce e mai separa, cultura dei popoli.

I soci Asadin scelgono di fermare in immagini qualcosa che è apparentemente impalpabile, che risveglia sentimenti, sorrisi, malinconie, idee, sogni e speranze. Mostrano spartiti, strumenti, improvvisazioni, passioni, raffinatezza, contrasti, forza, romanticismo, teatralità ed intimismo. Dipingono silenzi, parole e suoni animati in armonia.

In una serie di foto in bianco e nero sono raccontati vari aspetti della musica, che diviene colonna sonora universale, è espressa una realtà sempre in movimento, parla e canta la scelta di chi della musica ha fatto il centro della propria vita o semplicemente la compagna inseparabile che dona colore anche al buio.

Tutti abbiamo una melodia che ci tocca l’anima, che suscita un sentire. Basta chiudere gli occhi e lasciarsi muovere dallo scandire del tempo, dalle note che si succedono mai casualmente. Basta aprire gli occhi e vedere come la luce sia in grado di fotografare quelle emozioni che risuonano anche nel silenzio… e poi c’è la musica”.

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