L’autunno infelice di un Paese rimasto senza nocchieri

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Dove ci porterà la “folle” scelta del Cavaliere?

Silvio BerlusconiE così è arrivata la crisi. In un crescendo di schizofrenia politica e di azioni e reazioni. Le ultime ore, drammaticamente incomprensibili stanno provocando in tutti noi una crescente sensazione di incredulo disagio. Alzi la mano chi sta capendo in che direzione può andare questo Paese prigioniero dei suoi fantasmi. Credo che una fotografia possa aiutare a capire lo stato di senile abbandono in cui versiamo. Giovedi, tre giorni fa, ero ad un concerto all’Auditorium di Roma. All’uscita ho visto sfilare le facce dei presenti, il gota della politica e della cultura italiana, come si scrive in questi casi, tutti vecchi.

Esageratamente vecchi. Non ho nulla contro le persone anziane, mi avvio verso i 50 anche io. Ma un paese che continua a tenere occupati tutti i posti di comando con ultra sessantenni non ha speranze. Giorni fa a Ballarò il prof Alesina ha spiegato perché la cancellazione dell’Imu è un errore, perché ha detto favorisce il passato, la rendita di chi ha accumulato e conserva, una ristretta, sempre più ristretta minoranza, e non favorisce la circolazione del danaro, delle vitalità per i nostri figli e nipoti. Ora siamo pure senza un Governo. Enrico Letta ha smesso, pure lui, sempre così misurato, troppo misurato, i panni della prudenza, ha inveito contro Berlusconi, scelta folle quella del Cavaliere dettata da interessi privati, ha scritto su Twitter. Mai era stato così duro. Segno che siamo ad uno snodo cruciale. E ora? O si va al voto subito, a novembre, ed allora il Cavaliere avrà vinto il suo azzardo, oppure si va verso un Letta bis con Pd, Sel e transfughi Pdl. Già tre ministri stanno prendendo le distanze da Berlusconi: Lorenzin, Lupi e Quagliariello. Letta bis per fare legge di stabilità e riforma elettorale. Un Governo che nascerebbe per durare pochi mesi, ma che avrebbe chance concrete di scavallare anche il semestre di Presidenza europea. Altra ipotesi: Governo istituzionale guidato da Amato o Saccomanni. In entrambi i casi Berlusconi perderebbe la sua scommessa, decadrebbe uscendo di fatto di scena con Forza Italia condannata a diventare un partito del 10%. Ma i giochi sono troppo aperti per puntare fiche serie su qualunque posta. Si naviga al buio, nell’ autunno triste di un paese senza nocchieri.

Luigi Galluzzo

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