Laureato e disoccupato? Quasi quasi divento criminale

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Grande successo per la commedia “Smetto quando voglio”, opera prima del trentenne Sydney Sibilia. Da ricercatori a ricercati: è il motto di una  storia ironica e attuale. Un fenomeno che ha conquistato le sale

La locandina del filmLo hanno paragonato a Monicelli de I soliti ignoti o a Mastrocinque de La banda degli onesti, ma lui si schermisce dicendo che le sue fonti di ispirazione sono state tante, dai film citati alle serie tv americane come Breaking bad o come The Bing Bang Theory. Il lui di cui parliamo è Sydney Sibilia, regista esordiente di Smetto quando voglio che appena uscito nelle sale ha già conquistato il terzo posto nella classifica dei top ten incassando un milione di euro. Ha soltanto 30 anni il salernitano Sydney, in Italia è considerato un giovane regista, all’estero, come lui stesso dice, sarebbe già al terzo film. Sydney ha attinto alla realtà per raccontare la storia di sette ricercatori, puri nerd, che nella vita non hanno fatto altro che studiare per diventare professori universitari, ma che a causa dei tagli nella ricerca sono costretti a fare lavori marginali.

E allora decidono di ribellarsi e di usare le loro competenze professionali per scalare i vertici della criminalità. Macroeconomia, Neurobiologia, Antropologia, Lettere Classiche e Archeologia saranno fondamentali per il loro successo nella malavita.

Ma delinquere è l’unica via percorribile di fronte a un mercato del lavoro sofferente? “Non lo so – dice Sydney – anzi, spero proprio di no. Però certo la disoccupazione intellettuale in Italia ha raggiunto dei numeri notevoli. Io però volevo fare un film divertente, che non facesse rimpiangere allo spettatore gli 8 euro spesi”.

E sembra che Sydney abbia raggiunto il suo obiettivo vista la risposta del pubblico. O forse ha azzeccato la formula realizzando una commedia acida, politicamente scorretta, priva di moralismo, che fa ridere amaramente e anche riflettere.

Sydney SibiliaInsomma, un genere in cui la commedia all’italiana era maestra in passato, prima di appiattirci nelle commedie romantiche, spesso banali, buoniste a tutti i costi, che attingono ai soliti clichè. Forse Smetto quando voglio potrebbe segnare il ritorno a un cinema diverso.

Una curiosità Sydney, da dove viene il tuo nome? “E’ una sorta di pegno che i miei genitori hanno dovuto pagare ad una zia che vive in Australia. Le avevano promesso che sarebbero andati a trovarla in viaggio di nozze, ma poi hanno cambiato destinazione. E io mi ritrovo con il nome di una città lontana…”.

Anna Rita Peritore

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