“Lascio una scuola in cui si sta bene insieme e dove si valorizzano le differenze”

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Racalmuto. Nostra intervista alla Preside Rosa Pia Raimondi, dirigente negli ultimi sette anni dell’Istituto Comprensivo “Leonardo Sciascia”, che dal primo settembre va in pensione. “L’intitolazione dell’Istituto Comprensivo a Sciascia va molto al di là dell’atto dovuto. Chi verrà dopo di me troverà una scuola dove è possibile realizzare una didattica attiva, personalizzata e innovativa..”

La Preside Rosa Pia Raimondi

Ha guidato con grande autorevolezza negli ultimi sette anni la scuola di Racalmuto, creando un ottimo e proficuo rapporto con tutta la comunità. Rosa Pia Raimondi dal primo settembre di quest’anno, dopo ben 42 anni di servizio, va in pensione.

Preside, che scuola lascia alla Comunità?

Lascio una scuola in cui si sta bene insieme, dove si valorizzano le differenze, si favorisce la creatività di ciascuno, dove ci si confronta e si stimola la formazione personale, si orienta alla corresponsabilità e alla collaborazione. Una scuola aperta e condivisa che amalgama le professionalità presenti e crea un percorso formativo coeso. Lascio una scuola rinnovata nella struttura per le opere di manutenzione straordinaria effettuate dall’Amministrazione comunale, per gli interventi realizzati con i finanziamenti del PON-FSE-Asse II e con il progetto “Scuole Belle” e negli arredi e nei laboratori. Una scuola dove è possibile realizzare una didattica attiva, personalizzata e innovativa.

Tra le tante iniziative svolte sicuramente da ricordare l’intitolazione dell’Istituto comprensivo allo scrittore Leonardo Sciascia. Quasi un atto dovuto, visto che qui, in questa scuola, Sciascia ha insegnato tanti anni.

Il “maestro” Leonardo Sciascia ha insegnato nella scuola elementare “Gen. Macaluso” dal 1949 al 1957. Dalle “Cronache scolastiche” emerge un maestro che minimizza se stesso, ma descrive con scrupolo documentale la realtà amara dei suoi allievi. Osserva, registra, commenta e nel resoconto dei fatti “lo sdegno personale diventa denuncia” e continua ricerca della verità. Il senso profondo dell’intitolazione dell’Istituto Comprensivo allo scrittore conterraneo va molto al di là “dell’atto dovuto”. È il voler dare voce al bisogno che oggi abbiamo di “maestri” che sappiano, come Sciascia fece per tutta la vita, insegnarci a leggere e a scrivere e come bene ha detto il prof. Antonio Di Grado “a leggere il mondo e a interpretarlo e a scrivere un futuro diverso”. In memoria degli anni vissuti da maestro nella nostra Scuola Primaria “Gen. Macaluso” è stata allestita un’aula scolastica utilizzando arredi e sussidi originali degli anni ’50. L’aula nata nel 2007 dall’originale intuizione della dirigente scolastica Stefana Morreale nel corso di questi ultimi anni, si è arricchita di tanti sussidi didattici, testi letterari e pannelli murali che in sequenza presentano l’opera “Le parrocchie di Regalpetra”, questi ultimi donati dall’Amministrazione comunale in occasione del 60° anniversario della pubblicazione dell’opera. Oggi l’aula Sciascia, poiché unica nel suo genere, è visitata da tanti studenti ed è stata set per alcune riprese cinematografiche.

L’aula Sciascia nella scuola elementare di Racalmuto dove lo scrittore insegnò

Qual è stato il rapporto tra la scuola e la città in questi anni?

Sette anni fa quando ho assunto la dirigenza dell’allora I.C. “Gen. Macaluso” uno dei miei primi impegni è stato quello di invitare l’Ente Locale e i rappresentanti delle Associazioni e delle Agenzie Educative presenti nel territorio per discutere e stipulare un “Patto Educativo territoriale” con un’offerta formativa integrata tra servizi scolastici, opportunità educative e centri sportivi/ricreativi. Le attività che abbiamo realizzato in rete sono state molteplici, hanno arricchito l’offerta formativa e consentito agli alunni di conoscere, apprezzare e salvaguardare i beni architettonici, le opere d’arte e i luoghi pubblici, di dare senso e valore alle ricorrenze civili e religiose, di riflettere sui danni ambientali, sugli effetti di una sana alimentazione, sulla valorizzazione delle diversità. Ogni anno sempre di più la nostra scuola si è aperta al territorio interagendo con l’Amministrazione comunale, la Fondazione Sciascia, il presidio ASP, la Parrocchia, l’ARCI, la FIDAPA, l’UIA di Aragona, l’ITALKALI, i Volontari Riuniti, la Pro Loco. Tutti hanno creduto nella nostra scuola e con la scuola hanno condiviso numerose e valide esperienze. In questi anni la nostra scuola è stata vera fucina di iniziative culturali di grande spessore che sono andate oltre l’attività strettamente scolastica: convegni, incontri con l’autore, sede per la presentazione di libri con il coinvolgimento di scrittori, critici letterari, editori e professori universitari. Grande alleata della scuola è stata la famiglia, senza la sua presenza partecipazione e collaborazione la scuola non avrebbe ottenuto i risultati attesi e sperati.

Purtroppo però dobbiamo anche registrare un calo demografico. Ci sono sempre meno alunni… Che futuro immagina per la scuola di Racalmuto?

Purtroppo in questi ultimi anni si è registrato un notevole calo demografico. Ad oggi la nostra popolazione scolastica è di 717 alunni. Il prossimo anno scolastico avremo solo 9 classi alla scuola sec. Di I^ grado, 20 alla Primaria e 9 all’Infanzia. Sicuramente siamo ancora lontani dal limite di 600 alunni necessari per mantenere l’autonomia dll’Istituto. Il futuro prossimo che è possibile ipotizzare è quello dell’accorpamento al nostro Istituto di qualche scuola viciniore sottodimensionata, ma tale ipotesi deve essere sollecitata, voluta e sostenuta dalle forze politiche locali poiché la razionalizzazione della rete scolastica, esperiti i rituali tavoli tecnici, è di esclusiva competenza dell’AA.BB.CC e Pubblica Istruzione.

Cosa farà adesso?

Bella domanda. Devo riprogrammarmi. Per circa 42 anni il mio pensiero dominante è stata la “scuola”. Penso di aver trascurato la mia famiglia, di aver penalizzato i rapporti sociali, le amicizie e le parentele. Ho ristretto il tempo da dedicare alla casa e agli hobby e anche la lettura è stata quasi esclusivamente di settore. Ho tante cose da riprendere o da iniziare.

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