“L’Arte è il motore della mia vita”

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Incontriamo Tiziana Viola Massa, la pittrice che racconta i problemi della solitudine e del disagio di vivere. “Non Amo la pittura timida ma quella senza filtri….perché’ nella pittura non puoi non essere vera, non puoi non essere schietta..”.

Tiziana Viola Massa

“Voglio dipingere l’ imperfezione della bellezza umana, forse perché’ amo le persone imperfette, quelle un po’ a volte fuori posto, quelle che non hanno sempre la battuta pronta, quelle che cercano sempre qualcosa per convincersi che la perfezione non esiste e se esiste è di certo noiosa…amo la pittura intima, fatta di matericita’ e sguardi velati, ma puntati dritto verso l’ osservatore, non amo la pittura timida ma quella senza filtri….perché’ nella pittura non puoi non essere vera, non puoi non essere schietta”.

Tiziana Viola Massa, nasce a Palermo nel 1978. Si laurea in pittura e Arte Sacra contemporanea, all Accademia di Belle arti diPalermo. E’ un’ artista che ha all’attivo diverse personali con importanti tematiche spesso rivolte al sociale e moltissime collettive in Italia e all’estero, accompagnate da ottimi cataloghi e recensioni. A 31  anni una grande sfida: la realizzazione del progetto Acqua Fuoco. Dal 2009, sono ubicate permanentemente dodici opere di grandi dimensioni, che toccano i cinque metri di altezza, nella Chiesa di San Gabriele Arcangelo di Palermo. Il progetto, con l’approvazione della Curia Arcivescovile di Palermo, è stato curato dal teologo Don Cosimo Scordato e Padre Franco Romano, gli allestimenti dall’architetto Elisabetta Mirabella. Molte sue opere sono entrate a far parte di collezioni pubbliche.

Quando ha iniziato la sua avventura nella pittura?

Ho iniziato da adolescente, quando ero una bambina iniziai col disegno e con scarabocchi animati, ricordo che disegnavo dei personaggi di carta e poi li ritagliavo come fossero delle bamboline, ricordo anche che amavo disegnare vestiti e realizzare dei piccoli cartoni animati che grazie alla  matita facevo muovere. Poi crescendo sono passata ai ritratti fino agli studi artistici. Sentivo veramente che mi divertivo molto più disegnando che non facendo un giro in bici, poi questa passione è cominciata a sfociare nella volontà di poter dipingere in maniera più seria e quindi la consapevolezza che c’ era il bisogno di studiare.

Tiziana Viola Massa: Colletti bianchi e grattacieli

Lei vuole raccontare i problemi della solitudine, della violenza, del disagio di vivere…

La laurea in Arte sacra contemporanea ha lasciato un segno profondo nella mia pittura. Pensi, che era un corso sperimentale che poi mi ha portato a cimentarmi con grandi commissioni o progetti con la Diocesi di Palermo e altro. Anche quando non non lo tratto il Sacro è comunque presente nelle mie opere. La nudità dell’ essere umano non vista attraverso il corpo ma attraverso la profondità di quello che vivere la quotidianità ti lascia. Non mi interessa più la perfezione della bellezza estetica ma l’imperfezione della bellezza umana. L’ uomo quando si confronta con la solitudine si scontra con la parte più  intima che possiede. Questi temi li ho affrontati per esempio nella personale Boundless dove trattavo il tema degli emarginati ed in Ostantation of body dove racconto noi donne comuni, con il trucco sbavato ed imperfette donne reali, comuni, in difficoltà’ e…vere. Poi, maestro il disagio di vivere lo vediamo sempre più nei nostri giovani ragazzi che si trovano ad inseguire uno status sociale di canone estetico, e si ritrovano intrappolati in un mondo virtuale che non li aiuta, anche la mancanza di lavoro, l’ incertezza per il futuro sono aspetti che mi  fanno pensare e riflettere. Voglio raccontare l’ altra medaglia della società, quella meno incline all’ apparenza, quella che per vederla non puoi fermarti alla prima pagina, ecco questo voglio dipingere. Voglio scavare dentro le persone per vedere meglio me stessa. Insomma dipingo la vita

Come vive un’ artista come lei in una città come Palermo?

Palermo e’ una città’ da amare e a volte  da odiare artisticamente. Amare perché ti concede vedute stratosferiche, colori caldi e sapori che spaziano tra antico e moderno. Palermo la odi quando non puoi vivere di quello che fai, perché non c’è lavoro per gli altri si figuri per gli artisti. Pero’ le idee ci sono, ci sono curatori seri che svolgono il loro lavoro per amore viscerale dell’ arte. L’ arte si deve fare con lo studio non con le tasche ……  Ma c’ e’ una grande fetta che lavora veramente con passione e dedizione puntando solo sulla professionalità degli artisti e negli ultimi anni ancor di più. E su questa fetta che l’arte dovrebbe puntare. Vorrei solo che ci fossero più bandi pubblici per dare spazio a tutti con meritocrazia, più  finanziamenti per le curatele private e non solo quando ci sono di mezzo grandi nomi curatoriali che servono solo a dare secondo alcuni lustro alla città…ma come si fa a cambiare tutto questo? …lavorando sempre, e comunque, e lasciando di certo larga sentenza ai posteri?

Se lei avesse un’opportunità di lavoro all’estero lascerebbe questa città?

La lascerei si, a malincuore, ma la lascerei con la speranza  di poter tornare e vivere della mia arte qui…cosa impossibile da realizzarsi ..e purtroppo i giovani non sempre possono scegliere di andare e di tornare…Ma una cosa la voglio dire, è più facile partire e poter esprimere la propria arte altrove, invece che rimanere e combattere giorno dopo giorno contro l’ alienazione che gli enti pubblici che purtroppo finanziando poco,  creano tra di noi. Quindi onore anche anche a chi rimane e riesce a portare avanti sogni e aspettative.

Quali opere d’Arte sono nascoste a Palermo?

Palermo è una culla d’ arte, che possiede una grande eredità artistica e culturale che fa invidia a molte città. Ci sono opere d’ arte che nascondono anche aneddoti molto interessanti. Per esempio nel Trionfo della morte, che si trova presso il Palazzo Abatellis, la figura in alto a sinistra si pensa possa appartenere all’ autore dell’ opera. Mentre tempo fa leggevo un articolo che parlava proprio di tesori nascosti all’ interno di alcune Chiese. Per esempio nella Chiesa di Santa Maria di Gesù, alcuni gradini conducono a delle cripte che sono identificate come le stanze dello scirocco, che venivano utilizzate per le riunioni dei Beati Paoli. E come dimenticare lo sguardo misterioso dell’ Annunziata, la nostra Monna Lisa, la nostra “ Ragazza con l’orecchino di perla” . Anche la nostra Annunziata ha un misterosi pensa fosse una giovane sposa……insomma questo per dire che abbiamo un’ enorme ricchezza artistica e molto altro ancora che non sempre conosciamo bene”.

Cosa pensa del Trionfo della morte?

Penso che sia un capolavoro che ne ha ispirati altri….basta pensare alla “ guerra” di Rousseau, o ancor più alla Guernica di Picasso. Ogni artista rimane profondamente ispirato, ogni.artista ha per una volta in vita sua riprodotto o provato a disegnare di fronte a questo enorme capolavoro. Ricordo che noi durante i corsi in Accademia lo visitavamo spesso. Tradizione, storia e contemporaneità vivono in questo grande affresco…la morte che cavalca un cavallo scheletrico colpisce tutte le classi sociali, papi, aristocratici, ed altra gente….non puo’  non essere guardata ancora adesso con estrema contemporaneità pur essendo stato prodotto molti secoli fa, nel 1446 circa…penso dovremmo e comunque siamo orgogliosi di custodirlo.

Il regista Roberto Andò ha girato un film sul furto di una tela del Caravaggio custodita in una chiesa che ha appassionato gli italiani.

Si, ha girato lo ha girato nel 2017 con protagonisti Alessandro Gassman e Micaela Ramazzotti nei panni rispettivamente di uno sceneggiatore e della segretaria di un produttore che entrano in possesso di una trama di un film che parla appunto del furto della “ Natività del Caravaggio trafugata nel 1969 nell’ oratorio di San Lorenzo. Devo assolutamente vederlo, a quanto pare è un film che, con toni anche divertenti, spiega diverse ipotesi su come sia avvenuto il furto, che sicuramente ha segnato con una ferita abbastanza profonda il nostro sentire…..pensi che era una delle poche opere in cui San Giuseppe veniva  descritto non come un uomo anziano ma più giovane e con vestiti dell’ epoca in cui fu dipinto.

Tiziana Viola Massa: The woman in gold, tecnica mista su tela, collezione privata

Cosa ha provato quando sono state appese le sue grandi tele nella Chiesa San Gabriele a Palermo?

Quando finisco un’ opera, la dono agli altri, non mi appartiene più del tutto. Sono gli altri che guardandola diventano padroni di quello che vogliono vedere e sentire. Per esempio, non dimenticherò mai quando ho terminato le dodici  opere alte fino a cinque metri nella Chiesa San Gabriele Arcangelo di Palermo. Credo di aver pianto, non so, se più per l’ emozione o per la stanchezza…sa com’ è sono parecchio piccola di statura e salire su un ponteggio non è proprio facile…di fatti in pochi credevano le avessi realizzate io. E’ stata una immensa emozione portare a termine da sola un grande progetto curato da un grande uomo e teologo Cosimo Scordato.

Da che cosa nasce l’ ispirazione per un’ opera d’ arte?

L’ ispirazione è un momento che nasce nella tua testa e che passa attraverso gli occhi ma poi ci metti cuore ed istinto. Di fatti devi assolutamente “fermare” e bloccare questo momento sulla tela o su altro supporto. E’ un inizio che ha una fine nel compimento dell’ opera d’ arte, ma che poi prosegue attraverso lo sguardo altrui. Io ho spesso la visione completa di un’ opera d’arte come un flash back come un déjà vu, ecco per me è questo. Alcune mie opere sono state premonitrici della mia vita, e quelle rimarranno con me, chiuse nel mio studio per sempre.

Che cosa sta preparando in questo momento?

Ho attualmente in corso a Palermo la collettiva “Sognando Palermo” con altri otto artisti, a cura della galleria Studio 71, sono molto fiera perché espongo con artisti che sono Maestri e per me è una bella opportunità. Poi dopo lavorerò insieme ad una professoressa dell’ Acc.Bb. Arti di Palermo, Angela La Ciura,  per una nuova personale dedicata all’ essere umano inteso come involucro, ovvero come contenitore di vita, come per esempio le madri.

Quali sono i suoi progetti  per il futuro?

Sicuramente continuerò ad impartire le mie lezioni come finora ho fatto ad allievi presso la Galleria “L’ Altro arte contemporanea”. Poi il progetto della nuova personale, ci lavorerò dopo l’ estate, soprattutto adesso che ho ritrovato la voglia che mi mancava e quindi mi metterò a lavoro presto. Sono in debito con l’ arte, come con i miei figli….mi hanno entrambi salvato la vita.

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