Lampedusa: il mare e il fuoco uccidono donne, uomini e bambini

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Ancora una strage di migranti al largo dell’isola. Mentre scriviamo,  94 i morti e circa 250 dispersi. Il Papa: “Preghiamo Dio per le vittime. Questa strage è una vergogna”. Le lacrime e il dolore del sindaco Nicolini e dei soccorritori

I corpi delle vittime Ennesima strage di migranti al largo di Lampedua: mentre scriviamo sono 93 i corpi recuperati e si stima che siano circa 250 i dispersi. Tra di loro ci sono anche donne e bambini. In lacrime il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, così come molti dei soccorritori. Non si può fare l’abitudine allo strazio di queste vite spezzate, alla tragedia perenne alla ricerca di un approdo verso l’Europa, della salvezza dalla fame o dalla guerra, dalle persecuzioni e dalla disperazione. I migranti soccorsi e salvati dalle acque sono circa 150. Il bilancio dei morti è ancora provvisorio. Si tratterebbe di somali ed eritrei. Uno dei presunti scafisti, un tunisino, è stato già individuato e fermato dalla polizia. Ad indicarlo tra i migranti salvati sono stati gli stessi sopravvissuti. Ad accorgersi del naufragio sono stati gli equipaggi di due pescherecci.

Secondo le prime ricostruzioni, sul barcone sarebbe scoppiato un incendio, pare di una coperta, provocato a bordo per attirare l’attenzione a terra, poiché i cellulari erano fuori uso, ma poco dopo non sarebbe stato possibile controllare le fiamme per una perdita di carburante. “Basta! Ma che cosa aspettiamo? Cosa aspettiamo oltre tutto questo? E’ un orrore continuo” dice il sindaco Nicolini. Il commissario straordinario dell’Asp di Palermo, Antonio Candela, che sta coordinando le operazioni di assistenza ai sopravvissuti ha affermato che sull’imbarcazione presumibilmente si trovavano 450-500 persone. “Preghiamo Dio per le vittime del tragico naufragio a largo di Lampedusa” è stato un tweet di Papa Francesco, e poco dopo, parlando in Vaticano, nel corso di un incontro, ha definito questa strage una “vergogna”. “Siamo tutti vittime consapevoli o no, di quella ‘globalizzazione dell’indifferenza’ che proprio a Lampedusa Papa Francesco ha denunciato in modo sferzante” afferma la presidente della Camera, Laura Boldrini. Il Governo riferirà al più presto in Parlamento sul naufragio a Lampedusa, come ha annunciato il sottosegretario agli Interni, Filippo Bubbico. Passa in secondo piano il dibattito politico ancora aperto, soprattutto all’interno del Pdl, dopo la fiducia al Governo votata ieri. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano ha disdetto la conferenza stampa dei cosiddetti “dissidenti”. convocata per questa mattina, così come è saltata l’assemblea del Pdl, e ha deciso di raggiungere Lampedusa per seguire direttamente le operazioni. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta ha dichiarato che sta “seguendo con attenzione la vicenda”. Sulla tragedia avvenuta al largo di Alcuni naufraghi che si sono salvatiLampedusa è intervenuto anche Silvio Berlusconi: “La tragedia di Lampedusa è troppo grande per poterci dedicare oggi alle vicende interne al nostro Gruppo parlamentare e al nostro Partito” Una nota stonata la posizione della Lega Nord attraverso Gianluca Pini, vicepresidente del gruppo a Montecitorio: “La responsabilità morale della strage che sta avvenendo nelle acque di Lampedusa è tutta della coppia Boldrini-Kyenge – dichiara.-. La loro scuola di pensiero ipocrita, che preferisce politiche buoniste alle azioni di supporto nei paesi del terzo mondo, ha portato a risultati drammatici come questo” e conclude con un attacco all’Unione europea, così come Lucio Tarquinio (Pdl) denuncia che l’Europa “che ci chiede di dare, dare, dare, e poi è sorda di fronte a queste cose. Ci hanno lasciato soli”. In un rapporto approvato all’unanimità dalla commissione migrazioni dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa si critica la gestione italiana dei flussi migratori, in particolare i ritorni forzati di immigrati in paesi, come la Libia, dove rischiano la tortura, se non la vita, la gestione dei Cpt, la decisione di dichiarare continuamente lo stato d’emergenza per “adottare misure straordinarie al di la dei limiti fissati dalle leggi nazionali e internazionali. Su questa ennesima tragedia la procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta. Tra le varie ipotesi di reato quella di omicidio plurimo.

Anna Maria Scicolone

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