L’Akragas vince e lancia un messaggio chiaro e inequivocabile

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Vittoria di rigore contro una scorbutica Gioiese. Arena consegna il primato solitario alla squadra.

Nicola Arena

Nicola Arena

“Ogni partita ha le sue difficoltà e l’Akragas è la squadra che tutti vogliono fermare vuoi per il blasone ma sopratutto per la consistenza tecnica”. Aveva ragione l’allenatore biancoazzurro Giancarlo Betta nel presentare la partita interna contro la Gioiese. Il campo ha accertato il suo pensiero e la tonica Gioiese stava per confermare i timori della vigilia. Ma il calcio è imprevedibile. Quando meno te lo aspetti un episodio può cambiare il corso di una partita. E chi poteva essere il giocatore ad incidere sulla gara? “Genio” Nicola Arena. È stato il nostro dieci sul filo di lana a trovarsi la palla sui piedi, entrare in area e cercarsi un fallo. Per molti veniale ma sempre fallo è stato e quando l’arbitro ha indicato il dischetto sugli spalti, le emozioni hanno preso il sopravvento e si è tirato un sospiro di sollievo. Dagli undici metri Arena non si è fatto ipnotizzare da Pannuccio. Ha calciato con tanta rabbia forse per dimenticare un precedente. E quando ha gonfiato la rete il recente passato è stato cancellato perché il rigore vale la  vittoria, tre punti ed il primato isolato dopo due giornate di campionato.

Il successo al Tempio, il secondo consecutivo dopo due gare di campionato permette alla Nostra di avviare al meglio questa stagione, quasi una fotocopia di quella vinta due stagioni addietro. Contro i calabri si è ammirata tanta Akragas e la vittoria è più che meritata. Sulla bilancia bisogna mettere una traversa colpita da Arena su calcio piazzato, due belle parate del portiere ospite ed una supremazia terriroriale ed un maggiore possesso palla. A tutto questo mettete anche la difficoltà costituita dalla inferiorita numerica per via del rosso sbattuto in faccia al nostro Savanarola per un fallo d’impeto su Crucitti. Espulsione maturata nel primo tempo e che ha costretto a rivedere i piani tattici.

Con un uomo in meno, la Nostra, ha dovuto rivedere gli equilibri e sopratutto a reagire; l’Akragas ha provato a spaccare la partita in maniera considerevole nel secondo tempo. Catania ed Arena sono stati i migliori assaltatori di una pattuglia che cresce di partita in partita. Gruppo che è rimasto aggressivo nonostante l’uomo in meno; tatticamente ha mantenuto le coperture e non ha dato spunti decenti alle punte, spuntate, Zampaglione e Manfre’ ben gestiti da “wall” Vindigni e capitan Chiavaro. La Nostra ci ha creduto ed ha vinto e dopo due giornate, anche se è presto per fare bilanci, di certo alle avversarie ha lanciato un chiaro ed inequivocabile messaggio.

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