La zia Teresa – Ultimo capitolo

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L’ultimo capitolo. Si conclude il romanzo a puntate di Annamaria Tedesco

Follia in salotto. E’ la fine

La zia TeresaErano passati pochi minuti, le urla al di là della porta si facevano sempre più forti, Giulia supplicò Mario d’entrare, finalmente arrivò anche Salvatore che si attaccò al campanello. Antonio aprì e ridendo disse: – Accomodatevi, accomodatevi, vedrete che bello spettacolo in salotto, lei no – indicando Giulia.

Mario fece un cenno alla moglie e Giulia restò ferma sul pianerottolo. Antonio li precedette, giunti in salotto cominciò a passeggiare e a dare ordini a Teresa che era truccata e vestita come fosse una prostituta.
– Pigliami l’acqua.

 

 

Teresa obbedì, Antonio bevve un bicchiere d’acqua, mentre sembrava fare uno sforzo su se stesso per non saltarle addosso. Mario e Salvatore erano visibilmente a disagio.


– Con voi voglio parlare… Teresa dove sei?!! – gridò girandosi aggressivo.
– Eccomi, sono qui.
– Anche lui è qui, qui, è ccà vi dicu!Ah ah ah! Passami quel bastone Salvatò!

Salvatore che fino a quel momento era rimasto basito, ebbe un sussulto d’impazienza e con autorevolezza si rivolse ad Antonio poggiandogli una mano sulla spalla e fronteggiandolo, mentre Mario osservava la scena da lontano, tenendo d’occhio Teresa e il bastone che appoggiato alla parete serviva per aprire le tende.

– Basta! Ancora assà avi a durari sta sceneggiata? – disse Mario.
– Sceneggiata? Ma se li ho visti io stesso, qui. Sutta i me occhi!!! Unn’e ghiè. Salvatò, Mà, li vitti! Li vitti, ma stà vota l’acchiappavu! L’ho preso. Lu inchiuivu nu varcuni. Talia talia.

I due fratelli si guardarono l’un l’altro confusi Mario aprì l’anta del balcone e s’affacciò fuori, scrutando ogni angolo, nulla, non c’era nulla, solo la luce gialla della luna che ammantava il mare e tutte le cose.

Rientrando dentro si rivolse furente ad Antonio:
– Ma che diciii!! Antò! Un c’è nuddru! E’ comu trasì, di notti, ‘ca?! Ascolta, guardami guardami!
– E’ ddrà darrè di tia
– Dietro di me? Sei impazzito? Guardami t’ho detto! Taliami Anto’ non c’è nessuno! Nessuno!
– E’ qui! – in tono perentorio e poi urlando come un ossesso – E’ qua è qua! E’ ‘CAAA!!! Vi dicuu.
– Antonio calmati, non c’è nessuno. – Insistette Salvatore, ora con voce suadente.

– Ho capito, ho capito, anche tu maledetto. Serviti! Sta lorda è pi tutti puru pi tìa – e spinse la moglie contro il petto di Salvatore, Teresa piagnucolava e intervenne Mario.
– Antonio, la porta è chiusa, come fa ad entrare?
– Iddru u sapi comu fa. Lo sa benissimo come entrare.

Teresa approfittando di un attimo di distrazione tentò di uscire dalla stanza, ma Antonio la fermò con una mano tirandola per i capelli e la sbatté a terra, mentre con l’altra riuscì ad afferrare il bastone.
– Lasciala in pace.
– E’ mia! E’ MIA!

Ringhiando come un cane la teneva stretta a sé con un braccio, mentre con l’altro brandiva il bastone come fosse un’arma. Teresa s’abbandonò alla sua furia, molle come un sacco di stracci.
– Lui sa come entrare, ora ve lo faccio vedere. Seguitemi! Viniti cu mia.
Finalmente lasciò andare Teresa avviandosi verso la porta del salotto che richiuse.
– Guardate, taliati – chinandosi fino al buco della serratura lentamente – lui si fa piccolo piccolo ed entra dal buco della serratura, poi, una volta fuori diventa grande grande e con lei, con questa lurida, s’accoppia dappertutto sotto i miei occhi.
– Unn’e ghiè, li vidu, unn’e ghiè! –Esausto, crollò a terra singhiozzando tenendosi la testa tra le mani.
– Unn’e ghiè!

 

Annamaria Tedesco

Le precedenti puntate nella rubrica “La zia Teresa”

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