La Zia Teresa – Capitolo Tredici

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Un nuovo capitolo del romanzo a puntate di Annamaria Tedesco

 IL RIENTRO – COSTOLA ROTTA

Capitolo TrediciEra passata una settimana dal rientro da Roma, Teresa aveva appena trascorso una notte terribile. Il dolore al torace era così forte che non riusciva a respirare e non poteva sdraiarsi né sul fianco destro né sul fianco sinistro; Antonio allora, appena fece giorno la portò in ospedale. Adesso era dentro l’ambulatorio del radiologo, a guardare le lastre che parlavano di una frattura alla costole. Teresa era seduta fuori, nella saletta accanto, aspettava che arrivasse Giulia la sua amica. Quando Antonio uscì le disse:
– Hai due costole rotte, una in modo scomposto.
Lei lo sapeva, sentiva di essersi fatta male, ma pensava non così tanto, adesso il dolore stava esplodendo.

 

 

– Non devi muoverti rischi di perforarti, non piangere piccola va tutto bene, in pochi giorni sarai come prima, ci sono io con te.
-Sì.

Finalmente arrivò Giulia che si chinò su Teresa e le diede un bacio sulla guancia
– Dio mio, Come è successo? – chiese l’amica.
– Eravamo in campagna – esordì Antonio – un colpo di vento ha spostato il cancello di colpo, prendendola in pieno alle spalle – guardando Teresa dritto negli occhi – un incidente.
– Sì, un incidente – gli fece eco la moglie.
– Adesso vi lascio sole cinque minuti, il tempo di sbrigare le pratiche logistiche e di mandare qualcuno a prenderti con una sedia a rotelle. Maledetti infermieri!Questo reparto funziona da schifo, ma mi sentiranno, Oh come mi sentiranno – e si allontanò a passi veloci.

– Terè, cosa è successo? – chiese Giulia.
– Non so, ho litigato con Antonio – annunciò Teresa.
– E allora?
– Io stavo disfacendo le valigie, lui è entrato nello studio con un pacco di lettere in mano, poi me lo sono visto davanti spiritato, furioso, che mi urlava contro: “Devo parlarti, basta fingere, tu hai un altro. Devi raccontarmi tutto, tutto capisci?”. Ero stupita, ho provato a farlo ragionare, ma niente, mi ha buttato addosso quelle lettere oscene: “Leggi leggi, cosa scrivono di te”.
– Cosa scrivono?
– Delle cose terribili, irripetibili, che sono una t… che invito uomini a casa che gli faccio le corna davanti e dietro!
– Maledetti!
– E’ da tempo che arrivano, appena rientrati dal viaggio di nozze, già fin dalla prima settimana.
– Ma perché non te ne ha parlato prima?
– Non so, forse ha tentato, a volte lo vedevo al tavolo dello studio rigirarsi tra le mani delle lettere, osservarle con odio, io non osavo avvicinarmi, capisci adesso la sua gelosia?
– Sì,ma ha sbagliato comunque, doveva confidarsi , avere fiducia in te.
– Ormai non ha più fiducia, ho paura Giulia, ieri notte è impazzito, m’è saltato addosso e poi non ricordo, devo essere svenuta.
In realtà Teresa non voleva rivelare i particolari più scabrosi.

– E ora cosa pensi di fare?
– Nulla.
– Come nulla?


Giulia aveva afferrato perfettamente il senso, ma non voleva ammetterlo.

– Non ti capisco, cosa farai? Continuerai a vivere con lui, lo aspetterai tutto il giorno? Per cosa? Per prendere tutto quello che ti arriva? Prendi anche le botte? Te lo chiedo di nuovo, cosa farai?
– Io voglio dormire con lui, nessun altro mi ama.
– Sei pazza, pazza furiosa come lui.
– Dovresti darmi una mano.
– Non c’è problema, lo sai – guardandola con tenerezza.
– Non mi guardare così, vedrai cambierà.
– No.
– Invece sì, fidati di me.
– Come pensi di resistere?

Teresa non trovò subito una risposta poi con un sospiro disse:
– Io posso vivere con lui, parlare con lui, fare l’amore con lui, abbandonarmi a lui, perché sono io che decido.
– Non ti capisco, ma non ti lascio.
– Giulia, curami.
– Lo farò. lo stai già facendo tu , lo stai facendo.

Le precedenti puntate nella rubrica “La zia Teresa”

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