La Vucciria fuorilegge

|




Il caso di una curiosa sentenza della Cassazione: vietato vendere per strada frutta e verdura.

Toccate i pomodori prima di sceglierli? Scordatevelo. Volete comprare al volo una lattuga passando dal   sostanzialmente mette fine a una usanza che probabilmente è cominciata con l’uomo su questa terra: la possibilità di vendere frutta e verdura all’aria aperta, per strada. “Una follia”, sostiene l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Cartabellotta. E ha ragione.

Se dovesse essere rispettata alla lettera, la pronuncia sostanzialmente avrebbe l’effetto di fare chiudere di colpo luoghi storici di Palermo come Ballarò o il mercato del Capo.  O come Campo de’ Fiori a Roma o, per i vecchi racalmutesi, il Collegio,  e tuti i mercati rionali che fanno  arte della vita quotidiana dell’italiano medio. La ragione, come è intuibile, risiede nella necessità di preservare la salute dei poveri italiani. Che a occhio e croce, però, dovrebbero prima essere garantiti sulla provenienza dei prodotti prima ancora di stabilire dove devono comprarli: anche se c’è smog e inquinamento nell’aria frutta e verdura sotto il rubinetto e con qualche cucchiaio di bicarbonato diventano perfettamente commestibili.

La Vucciria nel celebre dipinto di Renato Guttuso

La Vucciria nel celebre dipinto di Renato Guttuso

Davvero non si sa questa notizia con quale registro debba essere raccontata. Volendo divagare, se la Suprema Corte avesse preso questa decisione negli anni Settanta, per dire, uno come Guttuso non avrebbe avuto nemmeno l’ispirazione per consegnarci un quadro famoso come la Vucciria dove, oltre ai larghi fianchi della sensuale signora, si stagliano in bella vista cassette di arance, finocchi, pompelmi cardi, pere, mele… Un quadro che oggi appare fuori riga, anzi fuorilegge.

Insomma, basta mercanzie esposte all’aria aperta, basta colori che ravvivano da secoli strade e vicoli. Naturalmente ambulanti e commercianti alzano le spalle e saggiamente comprendono che questa cosa non ha futuro. Ma la questione, però, è talmente seria che martedì 18 marzo, alla regione si è tenuto un vertice in piena regola per capire come comportarsi in maniera univoca su tutto il territorio comunale. “C’è da impazzire”, ha detto un verduraro di Ballarò apprendendo la notizia. Sì, c’è da impazzire. Dalle risate.

 

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *