La telefonata. E’ in linea Luca Telese

|




Il Direttore di “Pubblico” non ha dubbi: “Se Monti si candida perde…Berlusconi meno si fa vedere in giro meglio è”

altDirettore buon giorno e grazie sempre per la tua proverbiale disponibilità.-Buon giorno a voi.

L’ultima volta che ci siamo sentiti è stato in occasione delle elezioni regionali siciliane e non abbiamo parlato di “Pubblico”, che è in edicola dallo scorso 16 settembre. Come va questa tua nuova avventura?
-La stiamo portando avanti con grande entusiasmo. Abbiamo provato a fare un giornale libero, pieno di idee e senza nessuna appartenenza. E’ un giornale nel quale c’è stato un capitale di investimento nostro e che ci sta sicuramente dando qualche soddisfazione. Qualcosa abbiamo raccontato, qualcosa abbiamo capito, cercando di riservare particolare attenzione all’Italia del cambiamento. Certo in un momento come questo in cui l’Italia sembra una lotteria folle, dove qualunque cosa può accadere, le fantasie possibili di un giornale sono superate dalla follia della realtà.
Naturalmente ti riferisci agli attuali scenari politici del nostro Paese.
-Penso a Berlusconi che ha fatto cadere Monti, revocandogli la fiducia con il discorso di Alfano, e che adesso gli propone la candidatura a premier. Spiegare tutto questo ai nostri lettori è difficile, figuriamoci poi agli stranieri.

 

Tu in questi giorni, in un tuo editoriale, hai scritto di un “Berlusconi bisunto del Signore” che meno si fa vedere in giro meglio è. Perché?

-Berlusconi negli ultimi due mesi si è candidato e scandidato almeno quattro volte. Più di una volta, l’ultima a Milanello, ha fatto discorsi di discesa in campo. Ogni volta che ha annunciato queste discese lo ha fatto usando come forte attrattiva degli straordinari sondaggi che poi si sono rivelati non veri. Io credo che in questo momento così tragico della storia del Paese, con livelli di disoccupazione altissimi, la produzione industriale che crolla, interi stabilimenti che chiudono, l’Ilva di Taranto a forte rischio, e tutti gli altri problemi che ben conosciamo, credo ,dicevo, che Berlusconi non riesca a prendere atto che la sua stagione è finita.
C’è, comunque, da dire che Monti su diversi fronti è stato una grande delusione. Secondo te come ha operato e dove ha fallito soprattutto?
-Questo Governo, non c’è dubbio, ha ereditato una situazione drammatica. Ha fatto, però, credo, 5 manovre per le quali abbiamo speso 180 miliardi di euro e alla fine del viaggio il nostro rapporto debito-Pil, che è l’indicatore più importante con cui noi parliamo con l’Europa, è passato dal 120 al 126%. Il che vuol dire che siamo come una famiglia che si è svenata e non è riuscita a diminuire il debito. I tecnici hanno puntato tutto sull’aumento delle tasse, hanno tagliato lo stato sociale, hanno tartassato la sanità, ma non sono riusciti a diminuire la spesa pubblica, il nostro indebitamento è cresciuto. La situazione è veramente disperata. La ricetta più tasse per risanare i conti ha tartassato i soliti noti, ma no ha risolto il problema.
Ma secondo te Monti si candiderà?
-Questo è il dilemma di oggi. Monti ha risposto in modo strano alla candidatura che gli ha proposto Berlusconi, in maniera interlocutoria. Secondo me ci sta pensando, anche alla luce di quello che gli ha detto Bersani. Il quale gli ha sicuramente raccomandato di tirarsi fuori dalla mischia se non vuole compromettere del tutto una possibile candidatura al Quirinale. Io penso che Monti in questo momento, con la sua olimpica glacialità e i racconti ameni del suo nipotino Spread, stia valutando cosa fare da grande, tenendosi buoni tutti. Se si candida, comunque, perde.
Chi vincerà queste elezioni?
-L’alleanza più credibile è quella di centrosinistra PD-SEL e tutti gli altri. Questa alleanza potrebbe ottenere il 42-43% e raggiungere quindi un grande risultato con una maggioranza che potrebbe anche governare da sola. Se non dovesse avere una maggioranza autonoma, prenderà un po’ di voti dai centristi e i voti che riceverà questa coalizione e quelli dei centristi decideranno il peso politico delle due anime di questo centrosinistra allargato a Casini. Se, invece, quel voto diventa un bene rifugio è possibile che prendano una maggioranza sia alla Camera che al Senato e che la cosa finisca là.
Direttore, grazie e buon Natale.
-E’ stato un piacere. Buon Natale anche a voi e ai vostri lettori.

Egidio Terrana

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *