La telefonata della domenica: è in linea Attilio Bolzoni

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Il giornalista di Repubblica: “Sono arrabbiato, sono molto arrabbiato..
Ci vuole un pentito di Stato”

Buongiorno Attilio e buona domenica
Buongiorno a te Gigi e a tutti voi

Attilio oggi vogliamo parlare con te delle tante vittime innocenti della mafia, e a te che da sempre segui con attenzione le vicende siciliane e che hai seguito con passione e anche dolore i fatti di mafia da tantissimi anni, chiediamo quando sarà il momento di dire basta
Quando scopriremo la verità. Se noi non sappiamo come sono andate le cose nel 47, nel 48, nel 60, nel 92, noi non finiremo mai di parlarne. Sentivo prima un signore che diceva non è solo la mafia che ha ordinato gli omicidi dei sindacalisti nell’immediato dopoguerra. E’ una storia che si ripete, non è solo la mafia che ha ordinato Portella della Ginestra. Non è solo la mafia che ha ordinato l’uccisione di quei sindacalisti, del Generale Dalla Chiesa, di Pio La Torre, di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e di tanti altri. E’ sempre attuale il tema fino a quando noi non scopriremo chi sono i complici dei mafiosi siciliani, o chi sono i complici di chi ha messo le bombe nei treni, al Nord, Piazza Fontana, la strage di Brescia, Piazza della Loggia. Fino a quando non scopriremo tutto questo, noi non diventeremo mai una democrazia matura. Quando succederà questo?

 

 

Quando, lo ripeto, scopriremo la verità. Io ho la sensazione oggi, nel 2012, di saperne di meno di venti anni fa. Io allora avevo la certezza che era stata Cosa Nostra a fare uccidere Borsellino e Falcone. Oggi non ho più nemmeno quella certezza. Finiremo, quindi, di parlarne, di addolorarci quando scopriremo la verità, che non abbiamo.

 

Attilio ma non arriva un momento, dopo 30 – 40 anni, in cui queste vicende debbano essere affidate agli storici e non ai magistrati? C’è qualcuno che la pensa in questo modo.
I magistrati hanno il compito di trovare i reati, e si muovono in un ambito molto limitato perché glielo impone la legge. E alcune volte riescono a ricostruire dei frammenti di verità, faccio riferimento, per esempio, all’indagine della Procura di Caltanissetta che ha ribaltato, dopo quasi venti anni, quell’inchiesta taroccata da falsi pentiti su Borsellino. L’anno scorso c’è stata, come sappiamo, la revisione del processo e 7 imputati sono stati scarcerati dopo essere stati per tanto tempo ingiustamente detenuti per una strage , che non avevano commesso, ed è iniziata un’indagine sull’indagine. Un piccolo passo avanti, quindi, è stato fatto. Non possiamo però accontentarci del pentito di mafia che racconta un frammento di verità, e di pentiti di mafia che raccontano frammenti di verità ne abbiamo ormai a bizzeffe, ora ci vuole un altro tipo di pentito per sapere qualcosa di vero su quello che è accaduto..

Magari qualcuno che ha ritrovato la memoria vent’anni dopo?
Serve un pentito di Stato: un ex Presidente della Repubblica, un ex ministro degli Interni, un funzionario di alto rango. Di pentiti di mafia ne abbiamo abbastanza, adesso ci vuole un pentito di Stato che ci racconti quello che è accaduto. Senza un pentito di Stato i magistrati, purtroppo, non possono fare più di quello che hanno fatto. Ormai sono passati tanti anni dalle stragi del 92 e tantissimi anni dall’uccisione dei sindacalisti nel dopoguerra. Lo storico e il giornalista, quindi, possono intuire, possono raccontare una loro verità, possono ricostruire uno scenario, ma per certe stragi, quelle più vicine, tutto questo non basta perché c’è qualcuno che sta ancora indagando.

Ti sento pessimista..
No, sono arrabbiato, sono molto arrabbiato ed è una rabbia per i siciliani che non si placa, anzi che aumenta.

Grazie Attilio. Io penso comunque che, fino a quando ci saranno giornalisti come te che conservano sempre la capacità di indignarsi di fronte a queste vicende, la speranza di arrivare prima o poi alla verità non è del tutto perduta.
Grazie a voi.

Gigi Restivo

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